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Cellulari a scuola, Cangini: "Ecco perché gli smartphone sono come la cocaina per i ragazzi"

Il relatore dell'indagine su cui si fonda il divieto del ministro Valditara: "Ho calcato un po' la mano ma era necessario dopo gli allarmi degli esperti. L'abuso del digitale deve dare scandalo"
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Andrea Cangini, senatore di Forza Italia nella scorsa legislatura, lei è il relatore dell'indagine conoscitiva della Commissione Istruzione su cui il ministro Valditara ha fondato il suo divieto ai telefonini nelle scuole.

"Tutto nasce da una mia personale curiosità innescata da un'inchiesta del New York Times del 2011 che raccontava come i figli dei top manager americani imponessero limiti ai figli. Evidentemente conoscevano gli effetti dell'abuso digitale".

Nella relazione conclusiva si parla di "progressiva perdita di facoltà mentali essenziali", e soprattutto di effetti paragonabili a quelli della cocaina.

"La perdita della capacità di concentrazione, della memoria, della capacità dialettica... facoltà che chiamiamo intelligenza, sono effetti sotto gli occhi di tutti. I nostri ragazzi non sono capaci nemmeno di vedere una partita di calcio. La relazione è l'esito di una sequenza di audizio…

Andrea Cangini, senatore di Forza Italia nella scorsa legislatura, lei è il relatore dell'indagine conoscitiva della Commissione Istruzione su cui il ministro Valditara ha fondato il suo divieto ai telefonini nelle scuole.

"Tutto nasce da una mia personale curiosità innescata da un'inchiesta del New York Times del 2011 che raccontava come i figli dei top manager americani imponessero limiti ai figli. Evidentemente conoscevano gli effetti dell'abuso digitale".

Nella relazione conclusiva si parla di "progressiva perdita di facoltà mentali essenziali", e soprattutto di effetti paragonabili a quelli della cocaina.

"La perdita della capacità di concentrazione, della memoria, della capacità dialettica... facoltà che chiamiamo intelligenza, sono effetti sotto gli occhi di tutti. I nostri ragazzi non sono capaci nemmeno di vedere una partita di calcio. La relazione è l'esito di una sequenza di audizioni di esperti, dai neurologi ai grafologi, tutte piuttosto allarmanti. Poi non nego di aver usato una certa enfasi".

Ha esagerato?

"Questo no, però credo che il tema debba dare un po' di scandalo e che vada approfondito come merita. Comunque si tratta di gestire la rivoluzione digitale non di fare barricate. Aggiungo però che la relazione è stata votata all'unanimità in Parlamento".

E qual è il nesso tra il telefonino e la cocaina?

"Innanzitutto la dipendenza dei nostri figli, di cui facciamo finta di non accorgersene. Con L'abuso dei social, dei videogiochi, il cervello secerne dopamina come quando si fa uso della cocaina. È un effetto talmente piacevole per un ragazzino che quando lo stacchi ha la stessa reazione di un tossico a cui si toglie la droga. Tanto più che gli smartphone ormai sono per loro delle appendici fisiche".

Per questo ha scritto che "non è esagerato dire che il digitale sta derecebrando le nuove generazioni"?

"Non è una mia personale opinione ma il frutto di gelida rappresentazione oggettiva dello studio di figure come il neuroscienziato Manfred Spitzer, autore peraltro di "Demenza digitale". Senza arrivare a questo estremo, qui si sta parlando di vietare i telefonini nelle scuole. Mi sembra una cosa di evidente buonsenso".

Quindi rivendica il passaggio "più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano competenze degli studenti sia i loro redditi futuri"?

"Tutte le ricerche dicono questo. Potrei citare un esperimento all'accademia miliate di West Point dove si sono divisi gli studenti in due gruppi: quelli che hanno studiato con strumenti digitali hanno mostrato una qualità più bassa. E anche le esperienze fallite in paesi come Australia e Germania che hanno sperperato denaro pubblico. Voglio precisare che mi riferisco soprattutto alla scuola secondaria, e ai bambini più piccoli, che necessitano di metodi di apprendimento tradizionali. Di non perdere la manualità o la capacità di scrivere a mano. All'università il discorso è diverso. Come non escludo nuove metodiche in futuro che possano far cambiare le cose".

Siamo al digitale contro la scrittura a mano?

"Ogni lettera scritta a mano attiva delle parti di cervello che va visto come un muscolo. Tendenzialmente l'attività sul web non sollecita alcune zone cerebrali né sviluppa capacità cognitive".

Non teme le accuse di passatismo?

"Le ho messe in conto ma questa è una battaglia che si scontra con lo spirito dei tempi, contro lobby economiche che controllano anche la nostra conoscenza, quindi già persa".

"Giovani schiavi resi drogati e decerebrati: gli studenti italiani". La relazione si conclude così.

"Posso aver forzato un po' perché se ne parlasse, ma ripeto che tutte le forze politiche - destra, sinistra, 5 stelle - l'hanno votata perché la condividevano. Evidentemente si è toccato un nervo scoperto e portato all'attenzione realtà che si preferisce non vedere".