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Manovra, l'ultimo esercizio provvisorio col governo Goria nel 1988. Il primo a fare in tempo Rumor nel 1969

Durante la Prima Repubblica ricorrere all'esercizio provvisorio era quasi un'abitudine. È successo infatti ben 33 volte
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L'incubo ostruzionismo delle opposizioni alla Camera e al Senato, il poco a tempo a disposizione del governo Meloni nato solo il 22 ottobre scorso, e le divisioni nella maggioranza che lo sostengono. Sono i fattori che hanno fatto scattare l'allarme sui tempi di approvazione della manovra 2023, che deve passare entro l'ultima data disponibile, il 31 dicembre 2022. Pena, appunto, l'esercizio provvisorio, previsto dall'articolo 81 della Costituzione.

Quando scatta questo regime, in teoria eccezionale, il Governo in carica non è autorizzato ad adottare le variazioni di bilancio previste nel disegno di legge della manovra ma deve limitarsi a gestire le operazioni di ordinaria amministrazione.

I precedenti

A dir la verità, durante la Prima Repubblica, ricorrere all'esercizio provvisorio era tutt'altro che un'eccezione. Dalle elezioni del 1948 è successo infatti ben 33 volte. E per vent'anni, fino al 1968, c’è sempre s…

L'incubo ostruzionismo delle opposizioni alla Camera e al Senato, il poco a tempo a disposizione del governo Meloni nato solo il 22 ottobre scorso, e le divisioni nella maggioranza che lo sostengono. Sono i fattori che hanno fatto scattare l'allarme sui tempi di approvazione della manovra 2023, che deve passare entro l'ultima data disponibile, il 31 dicembre 2022. Pena, appunto, l'esercizio provvisorio, previsto dall'articolo 81 della Costituzione.

Quando scatta questo regime, in teoria eccezionale, il Governo in carica non è autorizzato ad adottare le variazioni di bilancio previste nel disegno di legge della manovra ma deve limitarsi a gestire le operazioni di ordinaria amministrazione.

I precedenti

A dir la verità, durante la Prima Repubblica, ricorrere all'esercizio provvisorio era tutt'altro che un'eccezione. Dalle elezioni del 1948 è successo infatti ben 33 volte. E per vent'anni, fino al 1968, c’è sempre stato un esercizio provvisorio. Il Governo Rumor, nel 1969, è stato il primo a far approvare al Parlamento nei tempi corretti il bilancio riferito al 1970.

Altro esempi di rispetto dei tempi, il governo Moro nel 1976, il governo Andreotti nel 1977 e il governo Craxi nel 1983. Da qui in poi, sono gli esercizi provvisori a diventare eccezione: ci si arriva nel 1986 con un altro governo Craxi e nel 1988, con il governo Goria, l'ultimo a utilizzarlo.

Proprio per un disaccordo sulla legge finanziaria, nel novembre 1987, i liberali decisero di uscire dal governo, costringendo l'allora più giovane presidente del Consiglio alle dimissioni, poi rientrate. Ma l'esecutivo era ormai esposto alle tensioni interne alla maggioranza, evidenziate dall'offensiva dei franchi tiratori in occasione del voto sulla manovra, che fu approvata soltanto nel marzo 1988. A quel punto la Dc reputò che il governo avesse esaurito il suo compito e indusse il premier Giovanni Goria a dimettersi.

Dopo la crisi finanziaria dei primi anni Novanta e la strutturazione dell'Ue, non si è più ricorso all'esercizio provvisorio: oggi porterebbe con sé importanti criticità, minando la fiducia degli investitori internazionali e delle istituzioni europee, con conseguenze sullo spread, per esempio.

Il rischio dell'esercizio provvisorio è scongiurato?

Nella maggioranza non hanno dubbi. La manovra sarà "portata a casa" entro la fine dell'anno. "Ma figuriamoci, non abbiamo mai corso il rischio", rassicura il sottosegretario all'Economia Federico Freni al termine della seduta della commissione Bilancio della Camera. A sentire l'esponente della Lega Alberto Bagnai, intervistato da Skytg24, qualche preoccupazione c'era: "È stato scongiurato, si va in Aula con il mandato al relatore. L'opposizione ha fatto l'opposizione, sono stati anche accolti dei loro emendamenti".

Di certo toccherà fare gli straordinari al Senato, subito dopo Natale, per evitarlo. "Credo che per il 30- 31 sarà tutto pronto e si potrà iniziare a lavorare su altri provvedimenti urgenti", ha spiegato a RaiNews il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, "Non è la prima volta che abbiamo ritardi, abbiamo dovuto affrontare una finanziaria in tempi molto ristretti", ha aggiunto.