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Il 25 aprile secondo La Russa: "No ai cortei, meglio un mazzo di fiori. In Italia siamo ancora in un interminabile dopoguerra"

(ansa)
Il presidente del Senato durante i saluti con la stampa parlamentare torna a parlare della festa della liberazione. E lancia un appello sulla manovra: "L'esercizio provvisorio va evitato"
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Ignazio la Russa, seconda carica dello Stato, non andrà alle manifestazioni per la festa della liberazione dal fascismo: "Cosa succederebbe - dice - se andassi a un corteo per il 25 Aprile, dove il padre di Letizia Moratti venne spintonato e anche la Brigata ebraica è stata mal tollerata. Quando ero al vertice della Difesa sono andato al cimitero di Milano dove c'è la statua dedicata ai partigiani. Ho portato un'enorme mazzo di fuori, il segno della mia riconoscenza per chi ha dato la vita per riconquistare la liberta'".

"L'esercizio provvisorio va evitato". Il presidente del Senato, durante i saluti con la stampa parlamentare, lancia pure un appello accorato. "Sarebbe un danno per l'immagine dell'Italia - sottolinea - Ci sono dei momenti in cui maggioranza e opposizione, ferme nelle loro posizioni, devono avere come stella cometa l'interesse nazionale, il bene dell'Italia. Non arriv…

Ignazio la Russa, seconda carica dello Stato, non andrà alle manifestazioni per la festa della liberazione dal fascismo: "Cosa succederebbe - dice - se andassi a un corteo per il 25 Aprile, dove il padre di Letizia Moratti venne spintonato e anche la Brigata ebraica è stata mal tollerata. Quando ero al vertice della Difesa sono andato al cimitero di Milano dove c'è la statua dedicata ai partigiani. Ho portato un'enorme mazzo di fuori, il segno della mia riconoscenza per chi ha dato la vita per riconquistare la liberta'".

"L'esercizio provvisorio va evitato". Il presidente del Senato, durante i saluti con la stampa parlamentare, lancia pure un appello accorato. "Sarebbe un danno per l'immagine dell'Italia - sottolinea - Ci sono dei momenti in cui maggioranza e opposizione, ferme nelle loro posizioni, devono avere come stella cometa l'interesse nazionale, il bene dell'Italia. Non arrivare all'esercizio provvisorio è un dovere di tutti i parlamentari". Tema collegato all'argomento riforme: "Sono anni che la manovra la fa o la Camera o il Senato. Personalmente credo che prima o poi una riforma della seconda parte della Costituzione possa e debba toccare anche il modo in cui il bicameralismo è inteso".

La Russa si è soffermato su un processo non compiuto, secondo lui, di pacificazione nazionale: "Nessuno  mi venga a dire che non ce n'è bisogno. A quasi 77 anni dalla fine della guerra siamo ancora in qualche modo in un interminabile dopoguerra, in alcuni momenti di vita pubblica c'è ancora un'Italia non sempre pacificata, pur nelle inevitabili e doverose differenze di pensiero. Se riuscissimo a fare un passo in avanti sul grado di accettazione del pensiero altrui, sempre nel rispetto delle leggi, daremmo un contributo importante".

Un passaggio anche sul Qatargate:  "A Bruxelles non sono mancati la legge e il regolamento. Bisogna lavorare più in profondità e migliorare la qualità della politica e credo che il modo migliore sia la passione. Sono convinto che ci sia in molti politici ma non bisogna perderla. Quella è la precondizione perché non ci siano influenze né straniere nè italiane. Poi è vero che il confine tra lobby e corruzione, in mancanza di leggi, diventa troppo labile. Quindi se norme devo sollecitare sono sulla lecita attività di lobbysmo, quello sì che sarebbe necessario per definire le colonne d'Ercole".