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Decreto rave, Cascini (Csm) contro Nordio: "Norma pericolosa. A rischio i falò in spiaggia e le feste scudetto"

Il consigliere togato di Area, segretario dell'Anm ai tempi del governo Berlusconi, teme che si ritorni agli anni in cui "la bandiera del garantismo era sventolata da coloro che volevano solo garantire l'impunità ai potenti per i reati commessi"
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ROMA - Il decreto Rave? "Una norma pericolosa e contraddottoria". Il nuovo ergastolo ostativo? "Un'occasione persa e pure un pessimo segnale che l'Italia dà proprio mentre le indagini in Europa ci dimostrano quanto sia pervasivo e pericoloso il sistema corruttivo". Il Guardasigilli Nordio vuole ridurre le intercettazioni? "Ipotizzare di farlo non vuol dire tutelare la privacy, ma semplicemente non fare più indagini". Via l'abuso d'ufficio? "Abolirlo significherebbe di fatto legalizzare molti abusi...". Gli attacchi del ministro ai giudici? "Pensare di risolvere tutto con battute di cattivo gusto, poco rispettose del ruolo costituzionale della magistratura e del suo organo di governo autonomo ci riporta indietro di trent'anni". A tutto campo, il consigliere togato del Csm Giuseppe Cascini, capogruppo di Area a palazzo dei Marescialli, ed ex pm di Roma, segretario dell'Anm ai tempi del governo Berlus…

ROMA - Il decreto Rave? "Una norma pericolosa e contraddottoria". Il nuovo ergastolo ostativo? "Un'occasione persa e pure un pessimo segnale che l'Italia dà proprio mentre le indagini in Europa ci dimostrano quanto sia pervasivo e pericoloso il sistema corruttivo". Il Guardasigilli Nordio vuole ridurre le intercettazioni? "Ipotizzare di farlo non vuol dire tutelare la privacy, ma semplicemente non fare più indagini". Via l'abuso d'ufficio? "Abolirlo significherebbe di fatto legalizzare molti abusi...". Gli attacchi del ministro ai giudici? "Pensare di risolvere tutto con battute di cattivo gusto, poco rispettose del ruolo costituzionale della magistratura e del suo organo di governo autonomo ci riporta indietro di trent'anni". A tutto campo, il consigliere togato del Csm Giuseppe Cascini, capogruppo di Area a palazzo dei Marescialli, ed ex pm di Roma, segretario dell'Anm ai tempi del governo Berlusconi, con Repubblica parla del decreto Rave e della politica sulla giustizia del ministro Carlo Nordio. 

Pd e M5S, anche se in corner, si preparano all'ostruzionismo alla Camera sul decreto Rave. La prossima settimana, nell'ultima occasione parlamentare utile, perché il decreto scade il 31 dicembre. Il Csm invece gli ha dato solo un buffetto. Non era l'occasione per bocciare duramente il governo alla sua prima uscita legislativa? "Innanzitutto dobbiamo distinguere tre parti in questo decreto. Di cui due sono accettabili e una invece sicuramente da bocciare. Le due parti passabili, anche se si poteva e si doveva fare di più e meglio, riguardano l'ergastolo ostativo e il rinvio della riforma penale Cartabia, mentre la norma sui Rave party è del tutto inutile e sbagliata, nonché pure pericolosa".

Scusi, ma Nordio ogni giorno si scatena contro le intercettazioni, appoggia Forza Italia che vuole cancellare il Trojan per la corruzione, e poi mette una pena da 3 a 6 anni per un meeting musicale tra ragazzi? Ma le pare questa una coerenza ideologica e legislativa?
"Questa norma nasce davvero male, non solo per la pena elevata che consente anche le intercettazioni, ma anche per la sua possibile estensione a qualunque raduno, dalla festa di laurea all'invasione delle piazze per la conquista dello scudetto. Il tutto in palese contrasto con il diritto di riunione garantito dall'articolo 17 della Costituzione. In sede di conversione, al Senato, poi il governo ha tentato di metterci una pezza. Restringendo l'ambito di applicazione del nuovo reato. Ma questa toppa sfiora il ridicolo nella misura in cui l'elemento che giustifica la punizione - che lo ricordo, rimane alta con carcere fino a 6 anni e possibilità di intercettazioni - è lo scopo ludico del raduno". 

Questo nuovo articolo 633-bis del codice penale punisce "chiunque organizza e promuove l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento". L'originario rischio di mettere sotto controllo anche normali manifestazioni, e quindi l'ordine pubblico, secondo il governo, dovrebbe essere scongiurato. Ma lei ne è proprio sicuro?
"È del tutto incomprensibile la ragione per la quale una determinata condotta venga sanzionata o meno solo se finalizzata a fare musica o altre forme di intrattenimento. L'errore fondamentale dell'ultima versione trovata dagli esperti giuridici di via Arenula sta nel dare rilievo esclusivo a un elemento neutro, e cioè lo scopo musicale o di intrattenimento. In questo modo non sarebbe punibile un raduno organizzato per avvistare gli Ufo, anche se caratterizzato dalla presenza di droghe o degli altri pericoli previsti dal legislatore...". 

Lei ha fatto ridere tutti al Csm con il paradosso di un meeting sulla spiaggia con tanto di falò. Ce lo racconta per bene e ci fa capire se anche per quello scatterà il reato?
"Il fatto giuridicamente paradossale è che il reato esiste solo se c'è la musica, perché la spiaggia è un luogo pubblico, il raduno sulla spiaggia non è autorizzato, il falò è comunque già vietato sul piano amministrativo, ed è frequente che possano circolare anche degli spinelli. Io trovo assurdo che tutto questo rischi di essere punito con ben 6 anni di carcere. E ricordo a tutti che 6 anni è molto di più dei 4 previsti dal terribile abuso d'ufficio che il ministro Nordio vuole cancellare. Ma, a leggere il decreto, la condizione necessaria per punire tutto questo è che ci sia anche la musica". 

Scusi, ma lei è proprio sicuro che senza la musica non si può contestare il nuovo reato? E se per caso, in una manifestazione sindacale, un gruppo porta con sé la chitarra e suona che succede?
"Lo scopo musicale è un elemento essenziale del nuovo reato. Quindi se non c'è si applica solo l'originario articolo 633 che punisce le occupazioni abusive. Se invece lo scopo musicale c'è, allora si rischia di punire anche altre forme di raduno e di riunione nel corso delle quali si faccia della musica e che prima non erano punite. Alla festa per lo scudetto della Roma ci sono state le canzoni di Venditti, oltre allo strip-tease di una nota attrice: un fatto che potrebbe rientrare nel reato previsto dalla nuova legge". 

Certo è singolare il comportamento del ministro che vuole depenalizzare e poi s'inventa, su richiesta di FdI, questo reato...
"Io sono molto impressionato, e anche preoccupato, dalle esternazioni del Ministro della Giustizia. La giustizia in Italia ha bisogno di dialogo, di confronto e di condivisione, non certo di polemiche, di aggressioni verbali e di toni esasperati che mal si addicono al ruolo istituzionale che dovrebbe avere il Guardasigilli. Io credo che in nessun paese civile qualcuno possa pensare di non perseguire reati gravissimi come il crimine organizzato o la corruzione. E di non dotare la magistratura e le forze dell'ordine di tutti gli strumenti indispensabili per contrastare tali fenomeni. Se ci sono dei problemi e delle disfunzioni, allora di quelle bisogna parlare cercando soluzioni ragionevoli e condivise. Pensare di risolvere tutto con battute di cattivo gusto,   poco rispettose del ruolo costituzionale della magistratura e del suo organo di governo autonomo ci riporta indietro di trent'anni". 

Nordio parla molto e finora ha fatto solo il decreto Rave. Ma ha criminalizzato le intercettazioni, vuole quelle preventive sottratte al controllo degli stessi giudici, e come Forza Italia vuole togliere l'uso del Trojan per la corruzione, e così non avremmo saputo nulla delle trattativa di Palamara per la procura di Roma, e vuole cancellare l'abuso d'ufficio e il traffico d'influenze. Nonché ha messo sotto accusa il pubblico ministero perché, a suo dire, non risponde a nessuno.
"Mi sembrano dichiarazioni eccessive, imprudenti, e anche del tutto intempestive, visto lo scenario di inquinamento corruttivo delle istituzioni europee che un'indagine fatta proprio di intercettazioni sta rivelando a tutti noi. Le intercettazioni sono uno strumento irrinunciabile per le indagini, sostituire quelle giudiziarie, che sono garantite dal controllo del giudice, con quelle preventive rischia di ridurre le garanzie di libertà dei cittadini. Il problema della diffusione indebita è stato già affrontato dalle riforme Orlando-Bonafede che hanno dato buoni risultati. Ipotizzare di ridurre le intercettazioni non vuol dire tutelare la privacy ma semplicemente non fare più indagini". 

E che mi dice del Trojan solo per mafia e terrorismo? Già Forza Italia, con il sì di Nordio, ha messo a segno il colpo di togliere i reati della pubblica amministrazione dall'ergastolo ostativo e dall'esclusione dai benefici carcerari.
"Le indagini sulla corruzione sono difficili quanto quelle di mafia perché si fondano sul patto occulto e omertoso tra chi dà e chi riceve. Senza intercettazioni ambientali e telematiche sarà impossibile investigare sulla corruzione e scoprire i reati".

Sarà per questo che Nordio vuole eliminare anche l'abuso ufficio, reato "spia" che spesso porta a scoprire una corruzione?
"La norma è stata modificata  più volte ed è ormai quasi del tutto inapplicabile. Abolirla significherebbe legalizzare molti abusi, per esempio il sindaco che dichiara edificabile un terreno di proprietà o di prossimi congiunti o amici, il professore che fa vincere la cattedra al figlio, un magistrato che incrimina ingiustamente il marito della sua amante". 

Del resto la linea morbida per la corruzione è già in atto. Tant'è che, proprio con l'ergastolo ostativo, con le norme chieste dal forzista Pierantonio Zanettin in Senato, condivise dalla maggioranza, per i reati di corruzione si potranno ottenere i benefici penitenziari negati dalla Spazzacorrotti di Bonafede. È un passo indietro?
"La mia opinione è che la riforma dell'ergastolo ostativo sia stata un'occasione persa. Secondo me si dovrebbero limitare le norme che escludono i benefici ai soli reati di mafia e di terrorismo perché solo per questi si può giustificare in assenza di collaborazione una presunzione di pericolosità, che può essere vinta solo con una rigorosa prova contraria. Il governo e il Parlamento invece hanno scelto di lasciare nello stesso regime tutta una serie di reati, come la violenza sessuale o il contrabbando doganale o la rapina, che poco o nulla hanno a che fare con il fenomeno mafioso. E poi, in sede di conversione, hanno tolto solo i reati di corruzione, che se vogliamo, da questo punto di vista, per il loro carattere sistemico e per i vincoli di omertà che li connotano, sono quelli che più si avvicinano a quelli di mafia.  Si tratta  davvero di un pessimo segnale che l'Italia dà proprio mentre le indagini in Europa ci dimostrano quanto sia pervasivo e pericoloso il sistema corruttivo". 

Nordio si professa garantista, però manda via il direttore garantista delle carceri Renoldi e nomina al suo posto Giovanni Russo, fratello di un deputato oggi di Azione, ma dal 1994 parlamentare di Forza Italia. E mentre i suicidi toccano quota 82 Nordio non si batte per prorogare la norma per tenere ai domiciliari 6-700 semiliberi. Contraddizioni palesi oppure mistificazione politica?
"Sulla scelta dei collaboratori del ministro non posso e non voglio esprimere valutazioni, anche se ho una grande stima di Carlo Renoldi e sono sempre stato convinto che per l'amministrazione delle carceri sia più utile un magistrato con esperienza nella sorveglianza piuttosto che un magistrato esperto di criminalità organizzata. Per il resto non posso che prendere atto che le prime iniziative concrete del governo in materia di giustizia difficilmente possono definirsi garantiste. Non vorrei quindi che tutto questo dibattito infuocato e polemico innescato dalle frequenti esternazioni del ministro Nordio non ci riporti ad un'epoca nella quale la bandiera del garantismo era sventolata da coloro che volevano solo garantire l'impunità ai potenti per i reati commessi".