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Manovra, la notte dei deputati fra tombola, siesta e supplì. Conte: "Salire sul tetto di Montecitorio? Li abbiamo rifatti tutti col Superbonus"

Maggioranza e opposizione: patti chiari, si finisce alle 6. Anche perché i baristi della buvette sono stati precettati fino a quell'ora
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Mezzanotte  e mezza, Giuseppe Conte sguscia fuori dall'aula. Pausa caffè. È ancora lunga: la maratona notturna per approvare la manovra finirà all'alba. Qualche deputato M5S, a occhio, è un po' fiaccato. Le energie iniziano a scarseggiare. Salire sul tetto di Montecitorio come nel 2013? "Ma ormai i tetti li abbiamo rifatti tutti col Superbonus", si sfila il vicepresidente grillino Riccardo Ricciardi. "Esatto, c'è il Superbouns, abbiamo dato", scherza Conte. Ma assicura che la postura del Movimento rimarrà pugnace: "Resterò in Aula fino alle 6".

È il maxi-accordone dell'antivigilia, tacito, ma coinvolge un po' tutti i partiti. Maggioranza e opposizione: patti chiari, si finisce alle 6. Anche perché i baristi della buvette sono stati precettati fino a quell'ora, per distribuire caffè e ginseng agli onorevoli assonnati, per reggere le ore piccole.&nbs…

Mezzanotte  e mezza, Giuseppe Conte sguscia fuori dall'aula. Pausa caffè. È ancora lunga: la maratona notturna per approvare la manovra finirà all'alba. Qualche deputato M5S, a occhio, è un po' fiaccato. Le energie iniziano a scarseggiare. Salire sul tetto di Montecitorio come nel 2013? "Ma ormai i tetti li abbiamo rifatti tutti col Superbonus", si sfila il vicepresidente grillino Riccardo Ricciardi. "Esatto, c'è il Superbouns, abbiamo dato", scherza Conte. Ma assicura che la postura del Movimento rimarrà pugnace: "Resterò in Aula fino alle 6".

È il maxi-accordone dell'antivigilia, tacito, ma coinvolge un po' tutti i partiti. Maggioranza e opposizione: patti chiari, si finisce alle 6. Anche perché i baristi della buvette sono stati precettati fino a quell'ora, per distribuire caffè e ginseng agli onorevoli assonnati, per reggere le ore piccole. 

Il guardaroba è zeppo di trolley. Aspettano solo loro, i deputati, costretti nel Palazzo agli straordinari, a una manciata di ore dalla vigilia. C'è una finanziaria da votare. Ecco il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Macina sigarette nel cortile. "Ma ci sono abituato, vengo dai Consigli comunali: finivamo alle 5, la gente portava anche il sacco a pelo". Numero di caffè? "Sono al quarto, ma è ancora presto (le otto di sera). Oggi è da record".

La collega Eugenia Roccella è tra i pochi a mostrarsi sollevati: "Per la prima volta non dovrò cucinare io pranzo e cena di Natale, sono scusata". L'unico cruccio, il viaggio per la Toscana. "Avrei voluto partire stanotte, ma la vedo dura". Sparge ottimismo il titolare dell'Economia, Giancarlo Giorgetti: "È come per gli aerei, quando c'è un po' di turbolenza. L'importante è atterrare". Scoccata la mezzanotte, il ministro della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, sfumacchia la sua sigaretta elettronica in pieno Transatlantico, sotto gli occhi ormai rassegnati dei commessi. Un drappello di deputati di FdI intanto pensa alla cena: "Ma se ordiniamo una carbonara?".

Gli stomaci brontolano. Il forzista calabrese Francesco Cannizzaro, eletto a Gioia Tauro, sguaina un vassoio di supplì e pizzette, per la gioia dei colleghi. Telefona a chi non riesce a intercettare nei corridoi. "Abbiamo pigghiato 'a mangiari. Venite nella stanza di Peppe", che sarebbe Giuseppe Mangialavori, presidente della commissione Lavoro. Il cronometro scorre e inizia a serpeggiare una certa inquietudine. "Spero di non perdere il treno delle 7.30, devo tornare in Sicilia", racconta il deputato Francesco Gallo, di "Nord chiama Sud", il movimento sudista di Cateno De Luca. Qualcuno, nell'attesa, si concede una siesta, senza troppa angoscia.

In Aula intanto si naviga a vista. La sottosegretaria al Mef, la meloniana Lucia Albano, va in confusione con gli ordini del giorno. "Odg 14 parere contrario, anzi favorevole. Anzi no contrario". Serafico Giorgio Mulè, che presiede la seduta: "È uscito il 14, tombola". Ci si accapiglia sul fax, quando la presidenza annuncia che i tempi per i subemendamenti sono stati comunicati ai gruppi con la teletrasmissione. Interviene in Aula un deputato della Sinistra: "Volevate fare la guerra al Pos, ora volete abolire pure le mail?".

Il verde Angelo Bonelli si scalda sui lupi, che la maggioranza vorrebbe declassare da specie protetta. FdI s'infuria, gli urlano "posa il fiasco", agitano fogli. E lui: "Sapete con quei fogli cosa dovete farci?". Siamo quasi all'una, la stanchezza inizia a farsi sentire. Diventa nervosismo.

"Calma, la notte è lunga". A parlare è il vice-presidente Mulè, che dopo la fiducia ha preso il posto di Lorenzo Fontana. Predica pazienza, modalità vigile urbano. Dirige il traffico impazzito di ordini del giorno ed emendamenti. I deputati si affidano a lui, al suo piglio decisionista, perché tutto fili liscio senza intoppi. Col miraggio dell'alba. Per salvare il cenone.