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Il bis di Mattarella, la caduta di Draghi, l'exploit di Giorgia Meloni, gli eventi salienti della politica nel 2022

Le immagini significative dell'anno che ha portato a Chigi la prima donna premier della Repubblica. Tra tik tok e audio rubati
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Il 2022 è stato l'anno della rielezione di Sergio Mattarella, della caduta del governo Draghi e del trionfo di Giorgia Meloni, prima presidente del consiglio donna della storia repubblicana. Lo show della politica ha regalato agli elettori una campagna elettorale segnata dall'approdo dei politici su TikTok. Le elezioni del 25 settembre hanno visto la disfatta dei vincitori della tornata precedente: dalla mancata elezione di Luigi Maio fino al crollo registrato dalla Lega di Matteo Salvini, passato da king maker a junior partner nel giro di pochi mesi.

La rielezione di Sergio Mattarella

Anche quest'anno il presidente della Repubblica si presenterà davanti agli italiani per il tradizionale discorso di fine anno. Quello del 31 dicembre del 2021 doveva essere l'ultimo del suo mandato. "Tra pochi giorni, come dispone la Costituzione, si concluderà il mio ruolo di Presidente", aveva detto. E invece appena un mese dopo, a causa dello stallo pr…

Il 2022 è stato l'anno della rielezione di Sergio Mattarella, della caduta del governo Draghi e del trionfo di Giorgia Meloni, prima presidente del consiglio donna della storia repubblicana. Lo show della politica ha regalato agli elettori una campagna elettorale segnata dall'approdo dei politici su TikTok. Le elezioni del 25 settembre hanno visto la disfatta dei vincitori della tornata precedente: dalla mancata elezione di Luigi Maio fino al crollo registrato dalla Lega di Matteo Salvini, passato da king maker a junior partner nel giro di pochi mesi.

La rielezione di Sergio Mattarella

Anche quest'anno il presidente della Repubblica si presenterà davanti agli italiani per il tradizionale discorso di fine anno. Quello del 31 dicembre del 2021 doveva essere l'ultimo del suo mandato. "Tra pochi giorni, come dispone la Costituzione, si concluderà il mio ruolo di Presidente", aveva detto. E invece appena un mese dopo, a causa dello stallo provocato dalle forze politiche, il presidente è stato costretto ad accettare un altro settennato al Quirinale. Alle 20 e 52 del 29 gennaio, Sergio Mattarella è stato rieletto con 759 voti dall'Aula di Montecitorio riunita in seduta comune. E' il secondo presidente più votato della storia repubblicana. 

Cade il governo Draghi 

Il pre-crisi è stato immortalato da uno scatto che ritrae Mario Draghi, da solo, mentre parla al telefono seduto su una panchina del Museo del Prado di Madrid. Sullo sfondo, distanti dal premier, il gruppetto dei leader mondiali arrivati nella capitale spagnola per il vertice Nato. "Ero un po' stanco, ho fatto delle telefonate", spiegherà poi alla stampa. Fatto sta che quella foto (con tanto di meme sul web) è diventata l'emblema della crisi che si aprirà ufficialmente due settimane dopo con il mancato voto di fiducia del M5s al Dl Aiuti. Crisi aperta dai pentastellati e poi cavalcata anche da Lega e Forza Italia (FdI era all'opposizione). Le tensioni culminano con il voto del Senato del 20 luglio. Finisce il governo Draghi, inizia la campagna elettorale. 

La politica scopre TikTok 

Lo schema è lo stesso della celebre discesa in campo del 1994: scrivania, foto di famiglia e sorriso rassicurante. Il protagonista è sempre Silvio Berlusconi. Cambia il mezzo: non più la vecchia tv cara al Cavaliere, ma un social network governato da un algoritmo: TikTok. La campagna elettorale del 2022 è stata segnata dallo sbarco della politica sul social cinese, popolato da giovani. Da Carlo Calenda ("io non so ballare, sembro un orso ubriaco"), fino a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Letta si è tenuto defilato, mentre Berlusconi ci ha messo anima e corpo. Risultato: l'account del Cav è arrivato a 500 mila follower nel giro di appena 24 ore.

La fine del campo largo 

La campagna elettorale del Pd è iniziata con la rottura dell'accordo tra Enrico Letta e Carlo Calenda. L'intesa è naufragata pochi giorni dopo la stretta di mano (con tanto di bacio) tra il segretario dem e il leader di Azione.  Quella che doveva essere l'alleanza immaginata da Letta è andata in frantumi in un lampo, dividendo il "campo largo" in tre parti: da una parte il M5s, dall'altra il tandem Azione-Italia Viva e, in mezzo, il Pd. La comunicazione non è andata meglio. La campagna "scegli" verrà ricordata più per i meme che per la sua efficacia. 

Il "volo" di Di Maio 

Quella dell'ex ministro degli Esteri è stata una delle sconfitte più sonore delle ultime elezioni. Poche settimane prima della batosta aveva dato vita ad Impegno civico, soggetto politico nato dopo l'addio al Movimento 5 stelle. Con il suo nuovo partito si era presentato in coalizione con il centrosinistra a guida Pd. Il risultato ha però consegnato all'ex leader pentastellato uno dei peggiori risultati in termini di voti ottenuti: appena lo 0,5 per cento.

Una percentuale talmente bassa da non riuscire ad ottenere nemmeno un seggio in parlamento. La sconfitta assume maggiore risalto se paragonata al risultato (nettamente sopra le aspettative) del M5s, che lo stesso Luigi Di Maio aveva contribuito a spaccare. Di più: è grazie a quel risultato che Giuseppe Conte è riuscito a rilanciare un soggetto politico che all'inizio della campagna elettorale era dato per spacciato. 

Salvini, da king maker a junior partner 

Sebbene Matteo Salvini si sia ritrovato al governo, ora deve fare i conti con una Lega ridimensionata nei voti e con un fronte interno pronto a spodestarlo. Quel 9 per cento ottenuto alle elezioni rappresenta un crollo se paragonato alle percentuali ottenute negli ultimi anni. All'inizio del 2022 la Lega si contendeva il posto primo partito insieme a FdI. Ora i rapporti di forza si sono ribaltati: Salvini non guida più la coalizione di centrodestra e si ritrova a fare il partner di minoranza in un governo in cui il partito della premier nei sondaggi viaggia su percentuali che toccano il 30 per cento. 

Berlusconi e "l'amico Putin"

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, l'antica amicizia tra il Cavaliere e il presidente russo è stata un elemento di imbarazzo per chi, come Giorgia Meloni, ha sempre condannato l'invasione decisa dal Cremlino. Eppure Silvio Berlusconi non ha perso occasione per lodare l'amico Vladimir. Lo ha fatto da Bruno Vespa ("Putin doveva solo sostituire con un governo di persone perbene il governo di Zelensky") e in piena trattativa per la formazione del governo: "Ho riallacciato i rapporti con il presidente Putin", si sente nel celebre audio pubblicato da LaPresse. "Per il mio compleanno mi ha mandato 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima". Parole che hanno sollevato un polverone, gettando più di un ombra - l'ennesima - sul posizionamento di Berlusconi e mettendo in allarme Forza Italia.

Una donna a Palazzo Chigi

Le elezioni del 25 settembre hanno incoronato Giorgia Meloni presidente del Consiglio. Si tratta della prima premier donna della storia repubblicana. Con il 26 per cento dei voti è riuscita a staccare tutti gli altri partiti, alleati compresi. Una forbice che continua ad allargarsi sondaggio dopo sondaggio. Meloni è anche la prima premier a provenire da un partito che affonda le proprie radici nella destra post-fascista. "FdI primo partito significa per tanti orgoglio, riscatto", ha detto Meloni durante il suo primo discorso dopo il voto.