Gribaudo (Pd): “Basta con i tandem. Io sto con Schlein, è l’ora delle donne”
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - "Se non ora, quando? L'epoca dei tandem o dei ticket è finita, basta con l'usato sicuro e le donne sempre un passo indietro, è tempo che anche nel Pd si affermi una leadership femminile". Chiara Gribaudo, 41 anni, deputata cuneese alla terza legislatura, stavolta ha deciso di disobbedire: Matteo Orfini ha schierato i Giovani turchi a fianco di Stefano Bonaccini, ma lei si è sfilata, è andata controcorrente e ha abbracciato la causa di Elly Schlein.
È un parricidio onorevole, lei contro Orfini non s'era mai visto.
"No contro, io non faccio niente contro, semmai per qualcosa. Con Matteo abbiamo condiviso tante battaglie e altre ne faremo. Ci siamo separati al congresso ma dal giorno dopo le primarie lavoreremo insieme per rafforzare e radicare il Pd".
Le correnti sul congresso sono esplose.
"E finalmente! Questa ossessione delle correnti e dei capicorrente, di chi sta con chi e come si schierano, fa m…
ROMA - "Se non ora, quando? L'epoca dei tandem o dei ticket è finita, basta con l'usato sicuro e le donne sempre un passo indietro, è tempo che anche nel Pd si affermi una leadership femminile". Chiara Gribaudo, 41 anni, deputata cuneese alla terza legislatura, stavolta ha deciso di disobbedire: Matteo Orfini ha schierato i Giovani turchi a fianco di Stefano Bonaccini, ma lei si è sfilata, è andata controcorrente e ha abbracciato la causa di Elly Schlein.
È un parricidio onorevole, lei contro Orfini non s'era mai visto.
"No contro, io non faccio niente contro, semmai per qualcosa. Con Matteo abbiamo condiviso tante battaglie e altre ne faremo. Ci siamo separati al congresso ma dal giorno dopo le primarie lavoreremo insieme per rafforzare e radicare il Pd".
Le correnti sul congresso sono esplose.
"E finalmente! Questa ossessione delle correnti e dei capicorrente, di chi sta con chi e come si schierano, fa malissimo al Pd. Serve solo ad alcuni dirigenti per difendere le loro rendite di posizione. Non è un caso se i tre ministri del governo Draghi erano i leader delle principali componenti del partito. È ora di finirla".
Anche per questo ha rotto con i suoi per appoggiare Schlein?
"L'ho fatto un po' per istinto, un po' per sorellanza generazionale. Partendo da alcuni dati che non possiamo ignorare, se vogliamo salvare il Pd dall'irrilevanza politica. Primo. Bonaccini è un ottimo amministratore, però per un Pd così malridotto non basta una riverniciata, abbiamo già dato con i segretari a mezzo servizio mentre facevano i sindaci o i governatori. Serve una scossa e una segreteria a tempo pieno per riconnetterci con le italiane e gli italiani sulle proposte di futuro avanzate da Elly".
C'è chi obietta che sia troppo inesperta per guidare una macchina complessa come quella del Pd.
"È mai possibile che a sinistra se si ha meno di quarant'anni, si è stati parlamentari europei e vice presidente di regione non si è pronti a governare il partito? Rilievi che ovviamente non riguardano mai i maschi. Faccio presente che ad altre latitudini le donne di sinistra a 30 anni fanno le premier. Qui ci stiamo giocando l'esistenza stessa della più grande forza progressista del Paese".
Ma basta essere giovane e donna per offrire garanzia di leadership?
"Il Pd non ha un identità chiara, Elly rappresenta, per le sue battaglie e per la sua storia, quello che dovremmo essere: il partito del lavoro, della lotta contro le ingiustizie e la crisi climatica, delle donne e dei giovani. Inutile dirsi femministi e a sostegno delle nuove generazioni se ogni volta ci rifugiamo negli uomini e nell'usato sicuro".
L'usato sicuro sarebbe Bonaccini?
"Da dieci anni il nostro dibattito interno è sempre lo stesso. Senza Elly staremmo ancora a discutere di renziani e anti-renziani, invece per la prima volta dopo tantissimo tempo la sua discesa in campo ha costretto un partito stanco, maschilista e arroccato su rendite di posizione a mettersi in gioco e a proiettarsi nel futuro. Non esistono leader buoni per tutte le stagioni, e questa è la stagione del cambiamento".
Lei è sempre stata fredda sulla alleanza con i grillini, nella squadra di Schlein ci sono tanti tifosi, non è a disagio?
"Non stiamo facendo un congresso sulle alleanze, ma su chi siamo. Dopodiché ha ragione Castagnetti quando dice che Conte non vuole collaborare col Pd ma prenderne il posto. E io non ci sto a farmi dare lezioni di progressismo dal premier che ha firmato i decreti Salvini, o da chi pensa che partiti e sindacati siano solo vecchi rottami. Verrà il momento in cui dovremo parlare con tutti per creare un'alternativa di governo alla peggiore destra del dopoguerra, ma il Pd sarà capace di farlo solo se avrà chiarito chi è e per cosa si batte".