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Finocchiaro (Pd): "Ora le ragazze possono sognare da premier. Peccato che Meloni non rivendichi le lotte femminili"

Anna Finocchiaro 
L'esponente dem si sofferma sulle parole di Mattarella che ha sottolineato la novità di una donna a Palazzo Chigi
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"Ho apprezzato moltissimo la sottolineatura del presidente Mattarella sulla novità di una donna a Palazzo Chigi. Una donna premier ha un forte valore di esempio per tutte le ragazze di questo Paese perché dice loro 'potete essere quello che volete'. Però Giorgia Meloni tende a cancellare la differenza. Non comprende che se è arrivata a quell'incarico è perché molte donne prima di lei hanno lottato perché ci fosse la consapevolezza che le donne hanno piena capacità e adeguatezza a gestire la cosa pubblica". Anna Finocchiaro è stata la prima ministra italiana delle Pari opportunità nel 1996. Leader della sinistra, magistrata, misura il cambiamento avvenuto e sprona il Pd.  

Finocchiaro, cosa ne pensa del riferimento del presidente della Repubblica nel suo discorso all'importanza di una donna, di Giorgia Meloni  a Palazzo Chigi?
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"Ho apprezzato moltissimo la sottolineatura del presidente Mattarella sulla novità di una donna a Palazzo Chigi. Una donna premier ha un forte valore di esempio per tutte le ragazze di questo Paese perché dice loro 'potete essere quello che volete'. Però Giorgia Meloni tende a cancellare la differenza. Non comprende che se è arrivata a quell'incarico è perché molte donne prima di lei hanno lottato perché ci fosse la consapevolezza che le donne hanno piena capacità e adeguatezza a gestire la cosa pubblica". Anna Finocchiaro è stata la prima ministra italiana delle Pari opportunità nel 1996. Leader della sinistra, magistrata, misura il cambiamento avvenuto e sprona il Pd.  

Finocchiaro, cosa ne pensa del riferimento del presidente della Repubblica nel suo discorso all'importanza di una donna, di Giorgia Meloni  a Palazzo Chigi?
"Ho apprezzato moltissimo la sottolineatura: è un dato importantissimo, simbolico ma non solo, perché è la prima volta che una donna ricopre il ruolo di presidente del Consiglio. Dietro a quelle parole c'è quella che, con lessico antico, era chiamata la 'quistione femminile':  la perduranza cioè di una disparità nel nostro sistema di accesso alle cariche pubbliche ma soprattutto ai diritti sociali". 

Giorgia Meloni premier è il segnale di maturità sociale e culturale dell'Italia?
"Il fatto che una donna ricopra una carica così importante è positivo perché dice innazitutto alle ragazze di questo Paese: potete essere quello che volete. Però trovo singolare il modo in cui Giorgia Meloni è arrivata a interpretare il suo ruolo. Ha agito dentro una struttura maschile, quale è il suo partito Fratelli d'Italia, e tende, senza riuscirci, a cancellare la differenza facendosi chiamare "il signor presidente del Consiglio". Ma fa riferimento al suo essere madre, mostrando un giusto orgoglio e fierezza per dove è arrivata. Tuttavia non rivendica mai, come ad esempio fece Nilde Iotti insediandosi come presidente della Camera dei deputati, l'importanza delle moltissime donne che prima di lei hanno lottato contro la discriminazione. Meloni è come se fosse venuta al potere da sola: è Minerva che nasce dalla testa di Giove, senza tenere in alcun conto il possente movimento femminile, di qualsiasi schieramento, che ha attraversato il Paese e l'ha cambiato". 

Per lei, donna di sinistra, è una vittoria amara?
"Avere una rappresentante della destra alla guida dell'Italia per una donna della sinistra è una sconfitta politica. Ma quello che mi dispiace davvero è che, almeno finora, prevale il compiacimento per il fatto che sia una donna a guidare il Paese, quindi l'aspetto simbolico. La differenza la misureremo sull'innalzamento della percentuale di donne che lavorano, sulla parità salariale, sulle politiche sociali". 

A quando una donna di sinistra ai vertici politico-istituzionali?
"Dipende dalle donne. Però questo Paese ancora reca l'impronta patriarcale ovunque, anche dentro i partiti di sinistra. Piuttosto sulle donne della sinistra grava a questo punto una maggiore responsabilità".

In circa un trentennio, da quando lei fu la prima ministra delle Pari opportunità a oggi, quanto è cambiata l'Italia?
"È cambiata, ma è cambiato soprattutto l'atteggiamento delle donne e delle giovani donne. Penso a Saman, la ragazza pakistana uccisa perché voleva la libertà. Ebbene il fatto di potersi immaginare in un altro modo, con un'altra vita dignitosa e rispettosa delle proprie scelte, è dovuto all'esempio delle donne italiane che mostrano come si può vivere in un altro modo e con dignità". 

Il riferimento di Mattarella è stato anche al coraggio delle donne irachene e al dramma di quelle afgane.
"Mattarella ha fatto un discorso straordinario: il discorso sulla frontiera del domani".