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Blitz ecologista, imbrattato il Senato: “Colpiremo ancora i palazzi del potere”

Vernice contro i muri di Palazzo Madama dagli attivisti green di “Ultima generazione”. Tre arresti. Polemiche sulla sicurezza
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ROMA - "Resistenza attiva", "disobbedienza civile e nonviolenta" e un network internazionale che coinvolge associazioni ambientaliste americane, canadesi, australiane, scandinave, ma pure tedesche, francesi e svizzere. "Ultima generazione", il nome del collettivo che ieri ha fatto la sua nuova azione dimostrativa sparando vernice lavabile sul portone e sui muri del Senato, non sembra preoccuparsi tanto dello sdegno che azioni di questo tipo - bloccare il Grande raccordo anulare, imbrattare il plexiglass protettivo di un'opera d'arte in un museo - possono provocare in un pezzo di opinione pubblica. Ieri da destra e sinistra, e finanche i 5 Stelle, è stato un profluvio di reazioni indispettite. Poco male per loro, che nonostante i tre arresti e le due denunce di ieri rivendicano il disturbo anche solo visivo: "Lo sdegno iniziale serve a calamitare l'attenzione su argomenti altrimenti rimossi, quindi è un prezzo che possiamo pagare", racconta Maria Letizia ("il cognome non conta, l'impor…

ROMA - "Resistenza attiva", "disobbedienza civile e nonviolenta" e un network internazionale che coinvolge associazioni ambientaliste americane, canadesi, australiane, scandinave, ma pure tedesche, francesi e svizzere. "Ultima generazione", il nome del collettivo che ieri ha fatto la sua nuova azione dimostrativa sparando vernice lavabile sul portone e sui muri del Senato, non sembra preoccuparsi tanto dello sdegno che azioni di questo tipo - bloccare il Grande raccordo anulare, imbrattare il plexiglass protettivo di un'opera d'arte in un museo - possono provocare in un pezzo di opinione pubblica. Ieri da destra e sinistra, e finanche i 5 Stelle, è stato un profluvio di reazioni indispettite. Poco male per loro, che nonostante i tre arresti e le due denunce di ieri rivendicano il disturbo anche solo visivo: "Lo sdegno iniziale serve a calamitare l'attenzione su argomenti altrimenti rimossi, quindi è un prezzo che possiamo pagare", racconta Maria Letizia ("il cognome non conta, l'importante è il messaggio"), attivista sessantenne che è stata fra i volontari che si sono offerti per questa prima uscita dell'anno, un colpo a effetto.

La simbolicità dell'oggetto dello "sfregio" simulato provoca un'immediata reazione: dopo le polemiche per le falle nella sicurezza, sono rafforzati i controlli del Viminale nell'area del Parlamento. "Il gesto oltraggioso è incompatibile con la civile protesta", tuona la premier Giorgia Meloni. A Palazzo Madama verrà aumentato il numero dei Carabinieri a presidio, più agenti in borghese che segnalino eventuali movimenti "sospetti". Si valuta di transennare l'edificio e chiudere le due vie laterali.

[[ge:rep-locali:repubblica:381780674]]Nata nel 2021, con una piattaforma d'azione molto simile fino a poco tempo fa ad Extinction Rebellion, "Ultima generazione" chiede due cose al governo italiano: interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e di cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas; incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 gigawatt, "unico modo per conquistare una reale sovranità energetica". Se nelle varie dimostrazioni dei mesi scorsi si sono alternati una trentina di attivisti, ad aprile concentrato su Roma - "dove stanno i palazzi del potere", sottolinea Maria Letizia - c'è un piano per coinvolgere un centinaio di persone. Tanti sono giovani, alcuni minorenni, ma non solo. E formalmente non si definiscono di sinistra, "noi vogliamo parlare con tutti perché l'emergenza ambientale non riguarda una sola parte politica".

In "Ultima generazione" non c'è un direttivo né ci sono dei portavoce, il metodo per la scelta delle operazioni è assembleare: ci sono dei volontari per parlare coi giornalisti, o in pubblico, e ci sono dei volontari per passare all'azione. Chi si offre, partecipa poi a delle riunioni ristrette in cui si mette a punto il piano. Nella consapevolezza che comunque i problemi di natura legale (o repressiva, dipende dai punti di vista) non sono pochi. Vedi il caso di Simone Ficicchia, l'attivista 20enne del lancio di vernice alla Scala a Milano e che oggi rischia la sorveglianza speciale, come i boss mafiosi. "Ci assumiamo la responsabilità di quel che facciamo, agendo pacificamente e a viso scoperto, sempre. Non possiamo però permetterci di continuare a pagare le conseguenze per l'inadempienza delle istituzioni nel contrasto del collasso eco-climatico", dice Ficicchia. Oppure vedi la vicenda di Alessandro Berti, 40enne che ad ottobre dopo una staffetta tra altri del gruppo era arrivato al 26esimo giorno di sciopero della fame fuori dal Parlamento, chiedevano un incontro pubblico con i principali segretari dei partiti sulla crisi climatica e sociale; quelli di Alleanza verdi sinistra si erano offerti per una mediazione, avrebbe fatto recapitare delle lettere ai segretari, comunque alla fine Berti ha avuto il foglio di via, fine delle proteste per lui. Dopodiché in Italia non tira ancora l'aria che c'è in Germania dove, pure con i verdi al governo, gli attivisti del network sono stati accusati addirittura di terrorismo.

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