La battaglia del M5S contro il nuovo diritto all'oblio, D'Orso: "Sacrifica la libertà di stampa e protegge i politici"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - "La nuova norma sul diritto all'oblio confligge nettamente con il diritto dei cittadini a essere informati". Dice così Valentina D'Orso, deputata del M5S e capogruppo in commissione Giustizia.
Con la legge Cartabia entra in vigore anche il diritto all'oblio, per cui, se vieni assolto in un processo, puoi chiedere ai motori di ricerca di sganciare il tuo nome. M5S ha presentato un ordine del giorno, respinto dalla maggioranza, per escludere che la nuova regola possa essere applicata ai "personaggi pubblici". Perché?
"Riteniamo che i cittadini debbano essere messi nelle condizioni di ricostruire le vicende giudiziarie che hanno coinvolto soggetti con ruoli pubblici verso i quali vi è un interesse anch'esso pubblico a conoscerne l'operato. È bene evidenziare che anche la prescrizione del reato comporta una pronuncia di non luogo a procedere, ma i cittadini devono sapere quando un soggetto pubblico…
ROMA - "La nuova norma sul diritto all'oblio confligge nettamente con il diritto dei cittadini a essere informati". Dice così Valentina D'Orso, deputata del M5S e capogruppo in commissione Giustizia.
Con la legge Cartabia entra in vigore anche il diritto all'oblio, per cui, se vieni assolto in un processo, puoi chiedere ai motori di ricerca di sganciare il tuo nome. M5S ha presentato un ordine del giorno, respinto dalla maggioranza, per escludere che la nuova regola possa essere applicata ai "personaggi pubblici". Perché?
"Riteniamo che i cittadini debbano essere messi nelle condizioni di ricostruire le vicende giudiziarie che hanno coinvolto soggetti con ruoli pubblici verso i quali vi è un interesse anch'esso pubblico a conoscerne l'operato. È bene evidenziare che anche la prescrizione del reato comporta una pronuncia di non luogo a procedere, ma i cittadini devono sapere quando un soggetto pubblico è prescritto, per cosa è stato indagato o di cosa è stato accusato".
Secondo lei è una norma fatta apposta per proteggere chi fa politica? Ed evitare che il suo coinvolgimento in un processo comunque sia rintracciabile attraverso il web?
"Bocciare il nostro ordine del giorno, che avrebbe escluso il diritto all'oblio solo per i soggetti con ruoli pubblici e quando vi è un interesse pubblico a quelle informazioni, è di certo una scelta a favore della politica e dei colletti bianchi".
Costa, che ha proposto la norma, la considera invece "di civiltà". Lei come la giudica? C'è stato un processo, c'è stata un'assoluzione. Si tratta di un fatto storico. Perché oscurarlo?
"Per Costa è di civiltà qualsiasi norma che protegga politici e colletti bianchi dalla giustizia... Per me invece è giusto che da parte della stampa sia garantita la stessa diffusione e rilevanza sia alle notizie che informano sui rinvii a giudizio, sia a quelle sugli esiti del processo che si conclude con un'assoluzione. E da lettrice attenta dei giornali posso dire che le assoluzioni trovano spazio sulla stampa".
Quindi lei non ci critica perché diamo notizia con grande risalto di un'indagine che comincia ma poi, come lamenta sempre Costa, c'è poco spazio per l'eventuale assoluzione?
"Il nostro ordine del giorno non riguarda di certo i giornali, anzi è a presidio della libertà di stampa e del diritto di cronaca. M5S ha voluto suggerire una soluzione meno estrema e più equilibrata rispetto all'operazione di rimozione collettiva di un fatto storico che si produce con la norma Costa sul diritto all'oblio".
Costa invece la pensa all'opposto. Secondo lui la nuova regola tutela le persone comuni, magari chi presenta la domanda per essere assunto in un ufficio pubblico e viene penalizzato dal fatto che - digitando il suo nome sul web - spunta legato al suo processo. E questo gli creerebbe un danno.
"A me risulta che i giornalisti correttamente già facciano una selezione delle inchieste cui dedicarsi scegliendo i fatti di reato che più destano allarme sociale o quelli per i quali vi è un interesse pubblico ad essere informati in quanto coinvolgono soggetti con ruoli pubblici. In ogni caso il nostro ordine del giorno non riguardava, proprio per questo, le persone comuni che non hanno esposizione mediatica, né hanno un accesso facile ai media. Quindi mi sentirei di rassicurare il collega Costa".
Ma non si tratta invece di un innegabile fatto storico?
"Sì, ogni sentenza, positiva o negativa che sia per l'imputato, accerta un fatto storico. Qui si vuole realizzare un'operazione di rimozione collettiva che non fa di certo bene alla libertà di stampa nel nostro Paese".
In questo modo il diritto di cronaca viene danneggiato?
"Sì, ma non solo, viene delegittimato proprio il lavoro dei giornalisti. Perché saranno destinati a cadere nell'oblio i contenuti importanti prodotti su quelle vicende giudiziarie sol perché si concludono con esiti assolutori".
La nuova regola dell'oblio che effetto produrrà sul lavoro dei magistrati già "vittime" delle nuove regole sulla presunzione d'innocenza?
"Di certo questa norma contribuirà al processo di delegittimazione del lavoro di quei giudici che hanno portato avanti inchieste che poi si sono concluse con esiti diversi dalla condanna. Ribadisco infatti che la norma si applica anche a sentenze di non luogo a procedere nell'ipotesi di estinzione del reato, ad esempio per prescrizione, o per la mancanza della querela".
Lei sta parando della nuova regola della riforma penale Cartabia sui reati perseguibili solo se c'è una querela della parte lesa?
"Certo, la riforma della ex ministra appena entrata in vigore ha trasformato reati gravi come, ad esempio, le lesioni o il sequestro di persona, da procedibili d'ufficio a procedibili a querela. Ciò vuol dire che se le vittime di questi reati non sporgeranno querela il procedimento finirà nel nulla. Come sta avvenendo, ed è notizia fresca di ieri, con la vicenda del trapper Simba La Rue".