Lite sui gazebo del Pd Schlein: “Si voti online”. Muro di Bonaccini
di Silvia Bignami , Giovanna Casadio , di Silvia Bignami, Giovanna CasadioIl rischio è il flop delle primarie di febbraio. Dai tre milioni e mezzo di elettori ai gazebo del neonato Pd nel 2007, quando si sfidarono per la leadership Walter Veltroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta (e vinse Veltroni) fino a una previsione allarmista di 150 mila partecipanti, passando per quel milione e mezzo che nel 2019 diedero la segreteria a Nicola Zingaretti. Il rischio dei gazebo deserti prende la forma dell'ennesimo scontro tra i dem: Elly Schlein ha proposto il voto online. Per la candidata della sinistra, che punta ad allargare la partecipazione, le primarie dovrebbero tenersi sia in presenza nei gazebo che online: secondo i sostenitori della sua mozione la spinta del voto digitale potrebbe 'valere' 2 milioni di elettori, contro un potenziale dei gazebo di 500 mila votanti. Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, dato per favorito nella competizione per la segreteria, è contrario. Il ragionamento di Bonaccini è: non si &e…
Il rischio è il flop delle primarie di febbraio. Dai tre milioni e mezzo di elettori ai gazebo del neonato Pd nel 2007, quando si sfidarono per la leadership Walter Veltroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta (e vinse Veltroni) fino a una previsione allarmista di 150 mila partecipanti, passando per quel milione e mezzo che nel 2019 diedero la segreteria a Nicola Zingaretti. Il rischio dei gazebo deserti prende la forma dell'ennesimo scontro tra i dem: Elly Schlein ha proposto il voto online. Per la candidata della sinistra, che punta ad allargare la partecipazione, le primarie dovrebbero tenersi sia in presenza nei gazebo che online: secondo i sostenitori della sua mozione la spinta del voto digitale potrebbe 'valere' 2 milioni di elettori, contro un potenziale dei gazebo di 500 mila votanti. Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, dato per favorito nella competizione per la segreteria, è contrario. Il ragionamento di Bonaccini è: non si è mai fatto, non si è mai visto, i gazebo sono gazebo. E soprattutto chi verificherebbe la correttezza delle procedure? Vabbé un partito flessibile, ampio e aperto ai movimenti e ad Articolo 1, ma ci vuole anche un po' di controllo. Bisogna evitare insomma di finire nel guazzabuglio delle piattaforme digitali: l'esempio dei grillini insegna.
Schlein insiste. Se è un No, vuole sentirselo dire nella Direzione del Pd di mercoledì prossimo, dove si deciderà su regolamento, commissione elettorale e cronoprogramma del congresso dem. La gara è all'ultimo voto. Paola De Micheli sul voto online dice: "Aspetto proposte concrete, basta che si salvaguardi l'interesse del partito". Gianni Cuperlo non è sfavorevole in principio, però avverte: "Purché non si tratti di fare arrivare truppe cammellate sotto forma digitale. Se c'è un albo trasparente e una registrazione 48 ore prima, con l'iscrizione all'albo degli elettori, possiamo discuterne".
Di confronto in corso parla Stefano Vaccari, il responsabile organizzazione del Pd, che ricorda le primarie "miste", in presenza e online per la scelta dei candidati sindaci Roberto Gualtieri, Matteo Lepore e Stefano Lorusso. Vaccari sottolinea inoltre, a svelenire le tensioni, che serena è la discussione con cui si deciderà la data definitiva delle primarie.