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Lite sui gazebo del Pd Schlein: “Si voti online”. Muro di Bonaccini

Braccio di ferro sulla proposta della deputata di allargare la platea via web. Accordo tra candidati per rinviare le primarie al 26 febbraio. Gelo di Letta 
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Il rischio è il flop delle primarie di febbraio. Dai tre milioni e mezzo di elettori ai gazebo del neonato Pd nel 2007, quando si sfidarono per la leadership Walter Veltroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta (e vinse Veltroni) fino a una previsione allarmista di 150 mila partecipanti, passando per quel milione e mezzo che nel 2019 diedero la segreteria a Nicola Zingaretti. Il rischio dei gazebo deserti prende la forma dell'ennesimo scontro tra i dem: Elly Schlein ha proposto il voto online. Per la candidata della sinistra, che punta ad allargare la partecipazione, le primarie dovrebbero tenersi sia in presenza nei gazebo che online: secondo i sostenitori della sua mozione la spinta del voto digitale potrebbe 'valere' 2 milioni di elettori, contro un potenziale dei gazebo di 500 mila votanti. Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, dato per favorito nella competizione per la segreteria, è contrario. Il ragionamento di Bonaccini è: non si &e…

Il rischio è il flop delle primarie di febbraio. Dai tre milioni e mezzo di elettori ai gazebo del neonato Pd nel 2007, quando si sfidarono per la leadership Walter Veltroni, Rosy Bindi ed Enrico Letta (e vinse Veltroni) fino a una previsione allarmista di 150 mila partecipanti, passando per quel milione e mezzo che nel 2019 diedero la segreteria a Nicola Zingaretti. Il rischio dei gazebo deserti prende la forma dell'ennesimo scontro tra i dem: Elly Schlein ha proposto il voto online. Per la candidata della sinistra, che punta ad allargare la partecipazione, le primarie dovrebbero tenersi sia in presenza nei gazebo che online: secondo i sostenitori della sua mozione la spinta del voto digitale potrebbe 'valere' 2 milioni di elettori, contro un potenziale dei gazebo di 500 mila votanti. Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, dato per favorito nella competizione per la segreteria, è contrario. Il ragionamento di Bonaccini è: non si è mai fatto, non si è mai visto, i gazebo sono gazebo. E soprattutto chi verificherebbe la correttezza delle procedure? Vabbé un partito flessibile, ampio e aperto ai movimenti e ad Articolo 1, ma ci vuole anche un po' di controllo. Bisogna evitare insomma di finire nel guazzabuglio delle piattaforme digitali: l'esempio dei grillini insegna. 

Schlein insiste. Se è un No, vuole sentirselo dire nella Direzione del Pd di mercoledì prossimo, dove si deciderà su regolamento, commissione elettorale e cronoprogramma del congresso dem. La gara è all'ultimo voto. Paola De Micheli sul voto online dice: "Aspetto proposte concrete, basta che si salvaguardi l'interesse del partito". Gianni Cuperlo non è sfavorevole in principio, però avverte: "Purché non si tratti di fare arrivare truppe cammellate sotto forma digitale. Se c'è un albo trasparente e una registrazione 48 ore prima, con l'iscrizione all'albo degli elettori, possiamo discuterne".

Di confronto in corso parla Stefano Vaccari, il responsabile organizzazione del Pd, che ricorda le primarie "miste", in presenza e online per la scelta dei candidati sindaci Roberto Gualtieri, Matteo Lepore e Stefano Lorusso. Vaccari sottolinea inoltre, a svelenire le tensioni, che serena è la discussione con cui si deciderà la data definitiva delle primarie. 

Praticamente certo è infatti lo slittamento dei gazebo di una settimana: dal 19 al 26 febbraio. L'ufficialità ancora non c'è, ma i candidati si avviano a siglare l'accordo. Se ne parlava da giorni nel Pd, tra smentite e accelerate, e alla fine il punto di incontro si sarebbe trovato tra i quattro candidati alla leadership. Le primarie si terranno il 26 febbraio, per allontanare la data dalla Regionali di Lazio e Lombardia del 12 febbraio, e attenuare dunque i contraccolpi di quelle elezioni sui gazebo. Lo hanno chiesto anche i circoli regionali. Dal Nazareno filtra la posizione gelida di Enrico Letta: "Per il segretario la data per le primarie resta quella del 19 febbraio in linea con quanto già deciso. Eventualmente sarà la Direzione a valutare la richiesta dei candidati, essendo delegata a gestire anche l'ingorgo creato dal voto imminente per il rinnovo delle amministrazioni regionali". L'area di Bonaccini, il più contrario a un ulteriore slittamento, ha alla fine accettato il rinvio di una settimana, inserendolo però in una serie di regole: le iscrizioni per partecipare alla prima fase del congresso si chiuderanno il 30 gennaio. Non ci si potrà cioè più iscrivere dopo quella data per votare. Tra il 30 gennaio e il 3 febbraio verrà compilata dai circoli una anagrafe degli iscritti, per impedire il rischio di doppi voti in fase di assise (in chiave antifrode c'è un limite alle tessere acquistabili con una sola carta di credito). Solo dopo, il 3 febbraio, partirà dunque il voto dei tesserati che stabilirà chi andrà al ballottaggio e si disputerà la segreteria nei gazebo. Quando sulla procedura sembrava cosa fatta, ecco il braccio di ferro sul voto online. Malumori anche in Campania, dove alcuni dirigenti dem hanno chiesto la sostituzione del commissario Francesco Boccia, in campo per Schlein. Letta risponde garantendo correttezza e trasparenza. La competizione si accende. All'Espresso, Schlein ammette: "Nei Palazzi sembro una aliena, ma forse è un bene". "Io rappresento i moltissimi competenti che il partito ha tenuto in panchina", è il mantra di Bonaccini.