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TikTok, faro dell’Italia. Il Copasir ora indaga sui pericoli dell’app

Dopo lo stop degli Usa al social cinese sui dispositivi dei dipendenti statali, iniziativa bipartisan in Parlamento. Sotto la lente l’uso dei dati degli utenti. L'istruttoria si potrebbe allargare ad altre piattaforme
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Un'indagine conoscitiva su TikTok. Dopo gli Stati Uniti, che per ordine del presidente Joe Biden hanno messo al bando l'app cinese da tutti i dispositivi dei dipendenti governativi, in Italia si muove il Copasir. La mossa è stata discussa in una delle ultime sedute del Comitato per la sicurezza della Repubblica, che controlla i nostri servizi segreti. Nel pieno delle feste. L'allarme che arriva da Oltreoceano non poteva passare inosservato, per la nostra intelligence: a novembre il direttore dell'Fbi Chris Wray, in audizione al congresso americano, ha sottolineato che TikTok rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale perché attraverso l'app il governo di Pechino avrebbe la possibilità di indirizzare i contenuti social, influenzando gli utenti. Di fatto, controllando i dispositivi. Ecco perché il Copasir, come confermano a Repubblica sia fonti di maggioranza che di opposizione, ha deciso di avviare un nuovo approfondimento, che pot…

Un'indagine conoscitiva su TikTok. Dopo gli Stati Uniti, che per ordine del presidente Joe Biden hanno messo al bando l'app cinese da tutti i dispositivi dei dipendenti governativi, in Italia si muove il Copasir. La mossa è stata discussa in una delle ultime sedute del Comitato per la sicurezza della Repubblica, che controlla i nostri servizi segreti. Nel pieno delle feste. L'allarme che arriva da Oltreoceano non poteva passare inosservato, per la nostra intelligence: a novembre il direttore dell'Fbi Chris Wray, in audizione al congresso americano, ha sottolineato che TikTok rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale perché attraverso l'app il governo di Pechino avrebbe la possibilità di indirizzare i contenuti social, influenzando gli utenti. Di fatto, controllando i dispositivi. Ecco perché il Copasir, come confermano a Repubblica sia fonti di maggioranza che di opposizione, ha deciso di avviare un nuovo approfondimento, che potrebbe essere esteso, spiegano le stesse fonti, anche ad altre applicazioni e social network nel corso delle prossime settimane. 

Non è la prima volta che il Comitato parlamentare sui servizi mette nel mirino l'app sviluppata dalla società cinese ByteDance, che in sei anni di attività ha superato il miliardo di utenti attivi in tutto il mondo. Già tre anni fa, durante il governo Conte II, quando il presidente del Copasir era il leghista Raffaele Volpi, su richiesta del Pd venne aperto un procedimento, che portò a un'istruttoria affidata all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna (Aise) e al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis). L'obiettivo era "verificare l'uso che il governo della Cina fa dei dati sensibili degli utenti italiani iscritti su TikTok". Sempre nel 2020 si era mossa l'Autorità garante per la privacy, chiedendo al Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb) di intervenire, proponendo un gruppo di lavoro composto di esperti, sulla falsa riga di quello che ha indagato su Facebook, per capire se e dove esistano pericoli.

Ora, sulla scorta delle informazioni e soprattutto delle determinazioni prese dal governo degli Usa (il 29 dicembre Biden ha firmato l'atto che ha bandito TikTok da tutti i cellulari in uso ai dipendenti federali) il Copasir ha deciso di procedere con una nuova analisi, per esaminare i pericoli, la capacità di infiltrazione del social, e tentare di tenere sotto controllo le possibili minacce.

L'iniziativa, come detto, è trasversale. I membri del Copasir mantengono il più stretto riserbo sul tema, ma la necessità di un nuovo approfondimento mette d'accordo sia la maggioranza che frange dell'opposizione. Nonostante quasi tutti i leader - e quasi tutti i partiti - nel corso dell'ultima campagna elettorale abbiano puntato forte su TikTok, per provare a raccogliere il voto dell'elettorato più giovane, vedi lo sbarco sulla piattaforma, a poche settimane dalle urne, di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Carlo Calenda. Giuseppe Conte c'era già, con oltre mezzo milione di follower. Il Pd ha evitato di personalizzare, creando un canale di partito e non del leader Enrico Letta. Mentre sia Giorgia Meloni che Matteo Salvini sfruttavano il social da tempo, con centinaia di migliaia di seguaci: 916mila la prima, 823mila il secondo. Proprio Berlusconi, che su TikTok macina numeri da record - 731mila follower in poco più di 3 mesi, 5 milioni di like - nelle scorse ore ha lanciato un allarme sulla capacità di penetrazione del regime di Pechino. "La Cina è il competitore sistemico dell'Occidente del 21esimo secolo - ha dichiarato intervistato dal TgCom24 - La Cina è la nostra vera insidia per il futuro".