Incontro tra Meloni e Papa Francesco: domani la premier sarà ricevuta in udienza privata
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziUna nebbia di diffidenza che poteva essere nell'aria all'inizio si è diradata già da tempo. Per la prima volta in "udienza privata" in Vaticano, Giorgia Meloni verrà ricevuta domani da un Papa che ha maturato in questi mesi, nei confronti della premier, un pregiudizio positivo.
Il portone di bronzo che bisogna varcare per salire al palazzo apostolico, dove Francesco domani la riceve alle 10, non è mai stato chiuso per la premier italiana. Poteva semmai esserci da parte di Meloni qualche reticenza, come certificato da lei stessa nell'autobiografia "Io sono Giorgia", dove, dopo aver tessuto l'elogio di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, scrive: "Io ho seguito ogni pontefice, ma non con lo stesso trasporto. Sarà anche l'età, e la consapevolezza che si porta dietro, ma benché sia cattolica e non mi sia mai permessa di criticare un pontefice, ammetto che non sempre ho compreso papa Francesc…
Una nebbia di diffidenza che poteva essere nell'aria all'inizio si è diradata già da tempo. Per la prima volta in "udienza privata" in Vaticano, Giorgia Meloni verrà ricevuta domani da un Papa che ha maturato in questi mesi, nei confronti della premier, un pregiudizio positivo.
Il portone di bronzo che bisogna varcare per salire al palazzo apostolico, dove Francesco domani la riceve alle 10, non è mai stato chiuso per la premier italiana. Poteva semmai esserci da parte di Meloni qualche reticenza, come certificato da lei stessa nell'autobiografia "Io sono Giorgia", dove, dopo aver tessuto l'elogio di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, scrive: "Io ho seguito ogni pontefice, ma non con lo stesso trasporto. Sarà anche l'età, e la consapevolezza che si porta dietro, ma benché sia cattolica e non mi sia mai permessa di criticare un pontefice, ammetto che non sempre ho compreso papa Francesco. A volte mi sono sentita una pecorella smarrita, e spero un giorno di avere il privilegio di poter parlare con lui, perché sono certa che i suoi occhi grandi e le sue parole dirette riusciranno a dare un senso a quello che non comprendo".
L'occasione è arrivata, e tutto lascia prevedere che l'incontro sarà cordiale. Già pochi giorni fa, peraltro, alla fine dei funerali di Benedetto XVI presieduti dal Papa, Meloni, insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha potuto salutare brevemente Francesco, e le foto mostrano una premier raggiante e un Pontefice benevolmente sorridente. Il primo dell'anno, al momento di augurare un buon anno nuovo dalla finestra del suo studio Francesco ha voluto rivolgere il suo pensiero non solo al Capo dello Stato, ma, andando a braccio, al "presidente del governo".
L'apertura di credito da parte del Papa non è di questi giorni. Sul volo di ritorno dal Bahrein, a novembre, il Papa, conversando con i giornalisti al seguito, aveva augurato "il meglio" al nuovo governo, auspicando che "possa portare l'Italia avanti" e augurandosi che non cada in tempi brevi a causa delle fibrillazioni politiche che hanno segnato le sorti dei governi nella storia recente del Paese. Quanto al nodo dell'immigrazione, Francesco in quell'occasione sottolineò che "ogni governo dell'Unione europea deve mettersi d'accordo su quanti migranti può ricevere, altrimenti solo quattro Paesi sono quelli che li ricevono, Cipro, Grecia, Italia e Spagna, coloro che nel Mediterraneo sono più vicini". Musica per le orecchie della nuova inquilina di Palazzo Chigi.
La sintonia non era scontata a priori. Negli anni passati Jorge Mario Bergoglio ha bacchettato in modo molto esplicito populisti e sovranisti. Proprio l'immigrazione, e poi il dialogo con l'islam, i rapporti con la Cina, il Vangelo inteso per costruire ponti anziché innalzare muri sono stati altrettanti temi di attrito con la destra internazionale, da Trump a Bolsonaro a Salvini. Giorgia Meloni, però, non è Matteo Salvini, che non venne mai ricevuto, da ministro dell'Intero, dal Pontefice argentino. Se il leader leghista ha fatto un uso disinvolto di simboli e immagini cristiane, dal rosario baciato in piazza al frequente ricorso alla Madonna, la leader di Fratelli d'Italia è stata molto più misurata. In Vaticano, poi, dal Papa in giù, c'è sempre estremo rispetto per il responso delle urne, e chi è legittimamente eletto dal popolo è considerato per ovvi motivi un interlocutore. Meloni, oltretutto, deve affrontare una situazione quanto mai problematica, con gli strascichi della pandemia ancora presenti, le nubi di una recessione, le ombre della guerra russa in Ucraina. E in questi primi mesi da oltretevere è stato osservato con rispetto la sua consapevolezza della gravità del momento, il suo senso di responsabilità, la necessità che la politica italiana si dedichi a risolvere i problemi oltre gli steccati ideologici. L'idea che la premier italiana sia di "estrema destra" viene liquidata con una scrollata di spalle nel Palazzo apostolico: Meloni è una leader conservatrice rispettabile. Che, peraltro, dopo essersi rivolta inizialmente a personalità di spicco dell'ala conservatrice e anti-bergogliana della curia, come il cardinale Robert Sarah, in questi mesi ha invece tessuto una tela di rapporti più istituzionali, incontrando uomini di primo piano come il cardinale Pietro Parolin, il "ministro degli Esteri" della Santa Sede Paul Richard Gallagher, nonché il presidente della Cei Matteo Zuppi.
Il Papa, poi, trova in Meloni anche un motivo di simpatia in più. Anzi, tre. Innanzitutto Giorgia Meloni è donna, e Francesco ha sempre intessuto relazioni di stima per donne politiche, dall'argentina Cristina Kirchner alla tedesca Angela Merkel alla slovacca Zuzana Kaputova. In secondo luogo è una donna che rivendica le sue origini popolari, e questo collima non solo con la stessa origine di Jorge Mario Bergoglio ma anche con la sua attenzione a tutto ciò che il popolo esprime, dalla devozione popolare alla "teologia del popolo" alla necessità di una politica che tenga in considerazione le istanze popolari. Perché, come ha avuto a dire, "la vera risposta all'ascesa del populismo non è più individualismo, ma il contrario: una politica di fraternità, radicata nella vita del popolo". Infine, Giorgia Meloni è giovane: Papa Francesco ha sempre apprezzato i giovani che si impegnano per il "bene comune", a prescindere dall'orientamento politico: destò sorpresa (a sinistra) la cordiale udienza che concesse anni fa al premier austriaco di destra Sebastian Kurz. E suscitò altrettanto sorpresa quando, anni fa, ricevette lungamente una stella nascente della sinistra greca, Alexis Tsipras, da lì a poco premier del suo paese. Ora il Papa riceve Giorgia Meloni, con pari cordialità.