Pd, primarie online su un binario morto: mercoledì lo stop della direzione
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioElly Schlein insiste sul voto online alle primarie, Stefano Bonaccini lo boccia, non cambia idea. E la Direzione che dovrà decidere mercoledì sembra andare verso l'archiviazione della richiesta di Schlein. Non sfonda la proposta di allargare la platea dei votanti. Bonaccini mostra di non avere timore di un flop ai gazebo di fine febbraio. Il candidato favorito alla segreteria dem è più ottimista della sua sfidante Schlein. Per il governatore dell'Emilia Romagna è "inutile stare a discutere di numeri, verrà chi vorrà venire. Non siamo in un momento in cui il Pd è particolarmente attrattivo nel Paese, quindi ci vorrà un po' di tempo per risalire, rigenerarsi. Cercheremo di portare più gente possibile". Intanto Bonaccini invita a parlare meno di regole di partito (che "appasionano la ristretta cerchia dei gruppi dirigenti"), e più di problemi dei cittadini, perché allora s&…
Elly Schlein insiste sul voto online alle primarie, Stefano Bonaccini lo boccia, non cambia idea. E la Direzione che dovrà decidere mercoledì sembra andare verso l'archiviazione della richiesta di Schlein. Non sfonda la proposta di allargare la platea dei votanti. Bonaccini mostra di non avere timore di un flop ai gazebo di fine febbraio. Il candidato favorito alla segreteria dem è più ottimista della sua sfidante Schlein. Per il governatore dell'Emilia Romagna è "inutile stare a discutere di numeri, verrà chi vorrà venire. Non siamo in un momento in cui il Pd è particolarmente attrattivo nel Paese, quindi ci vorrà un po' di tempo per risalire, rigenerarsi. Cercheremo di portare più gente possibile". Intanto Bonaccini invita a parlare meno di regole di partito (che "appasionano la ristretta cerchia dei gruppi dirigenti"), e più di problemi dei cittadini, perché allora sì che "sarebbe più facile convincerli a votare" .
"Voltare pagina rispetto a Renzi"
"Iscrivetevi al Pd per cambiarlo", è l'appello di Schlein per mobilitare i suoi sostenitori. Con in più la conferma della sua apertura a "battaglie comuni" e alleanze con gli altri partiti di opposizione e i Cinque stelle a partire dal salario minimo: "Sarebbe irresponsabile non farlo". La deputata torna all'attacco in tv, a In onda, anche sulle regole del congresso: "Non voglio sostituire i gazebo, che fanno parte di una ritualità importante. Ma per agevolare un allargamento della partecipazione dopo l'astensionismo visto, è doveroso mettere in campo il voto online, tanto più che il Pd ha già adottato un sistema innovativo e sicuro che usa lo Spid". Rassicura poi: "Chiunque vinca, noi resteremo dentro per portare il nostro contributo". E su Renzi: "Non penso che voglia tornare nel Pd, ma dobbiamo voltare pagina rispetto alle scelte renziane". Dei quattro candidati alla segreteria - Bonaccini, Schlein, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli - a sostenere la novità è solo Schlein. E domattina la riunione degli sherpa con il segretario Enrico Letta, sancirà la linea.
Il nodo delle alleanze
Il countdown della sfida è ormai cominciato: si affilano le armi, si definiscono gli schieramenti. Bonaccini va all'attacco: una regola sì, vorrebbe modificarla e riguarda l'organizzazione dei futuri congressi. Avverte: "Metterci 5 o 6 mesi per fare un congresso, è roba da marziani: questa è una delle cose che dovremo cambiare". Però, nel Pd a cui pensa Bonaccini "mai più al governo se non si vincono le elezioni". E soprattutto sì alle alleanze con i 5Stelle e con il Terzo Polo, ma "mai da una posizione di subalternità e partendo dal programma".
I 5Stelle replicano gelidi, invitando a mettere alla prova il candidato dem alla presidenza del Lazio, Alessio D'Amato sul termovalorizzatore. Ma è un fatto che i candidati alla segreteria dichiarino di voler riaprire un canale di dialogo dopo le rottura alle politiche. Prima però per Bonaccini il partito deve irrobustirsi, poi dare le carte per una coalizione. Dalla Puglia, dove era ieri affiancato tra gli altri da Piero De Luca, promette un Pd che, quando si voterà, "provi a tornare al governo perché ha vinto nelle urne e non su Twitter". L'altro cambiamento promesso è: i candidati al Parlamento saranno scelti con le primarie. Un altro nodo sul tappetto nel Pd. I bersaniani intanto si stanno impegnando in molti comitati locali pro Schlein. Però Articolo 1 immaginava il manifesto del nuovo Pd - a cui sta lavorando il comitato degli 85 costituenti - prima dei gazebo. Arturo Scotto avverte: "Se il processo costituente è congelato, è una occasione mancata e un percorso mutilato".