Prodi: "Ue corpo fermo, vanno rivisti i trattati"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Da un palco iper europeista come quello che commemora David Sassoli, di fianco a Ursula von der Leyen, Romano Prodi lancia un appello all'Unione. Chiede di riformarla profondamente, il professore, per evitare che si trasformi in un "corpo fermo, che non sta in equilibrio". L'ex premier ed ex presidente della Commissione Ue è al teatro Quirino di Roma, dove si ricorda l'ex presidente dell'Europarlamento scomparso un anno fa e si presenta il suo libro postumo, una raccolta di discorsi, titolo: 'La saggezza e l'audacia', prefazione del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Due ore di interventi - ci sono anche il vicepremier Antonio Tajani, il ministro Raffaele Fitto, il segretario del Pd, Enrico Letta, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri - che ruotano attorno al futuro dell'Europa, tra lo scandalo del Qatar e la guerra in Ucraina.
Prodi non sceglie toni paludati. "Questo è il momento più drammatico che ho vi…
ROMA - Da un palco iper europeista come quello che commemora David Sassoli, di fianco a Ursula von der Leyen, Romano Prodi lancia un appello all'Unione. Chiede di riformarla profondamente, il professore, per evitare che si trasformi in un "corpo fermo, che non sta in equilibrio". L'ex premier ed ex presidente della Commissione Ue è al teatro Quirino di Roma, dove si ricorda l'ex presidente dell'Europarlamento scomparso un anno fa e si presenta il suo libro postumo, una raccolta di discorsi, titolo: 'La saggezza e l'audacia', prefazione del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Due ore di interventi - ci sono anche il vicepremier Antonio Tajani, il ministro Raffaele Fitto, il segretario del Pd, Enrico Letta, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri - che ruotano attorno al futuro dell'Europa, tra lo scandalo del Qatar e la guerra in Ucraina.
Prodi non sceglie toni paludati. "Questo è il momento più drammatico che ho vissuto, perfino la tensione dei missili di Cuba aveva un suo equilibrio", scandisce. Serve un'Unione forte, dunque. Che sappia però superare le regole che la ingolfano. "Il cambiamento dei trattati è necessario - incalza - Con l'unanimità non si può più procedere, trasforma ogni nano in un gigante". Per questo, secondo l'ex premier, è "obbligatorio il proseguimento a due velocità, com'è stato fatto con l'Euro. Bisogna che ci sia un nucleo forte, che i paesi fondatori facciano da nucleo di riferimento per un grande salto in avanti".
Letta è d'accordo. Condivide la necessità di una svolta a Bruxelles: "Non ho mai visto un veto usato in Europa senza che fosse un ricatto. Questa è la morte dell'Europa. Va aumentato almeno a tre il numero dei Paesi che possono opporlo", propone. Il leader dimissionario del Pd dal palco, accanto a Lucia Annunziata, allo scrittore Paolo Rumiz e al giornalista Claudio Sardo, torna sullo scandalo che ha investito le istituzioni comunitarie. "Chissà cosa pensa David da lassù guardando queste schifezze. Serve un'autorità etica europea, perché i danni che questi comportamenti fanno all'Europa sono insopportabili". Il segretario dem rivela poi una proposta politica fatta a Sassoli, pochi giorni prima che morisse: "Il 16 dicembre, nell'ultimo incontro pubblico con lui, gli proposi di guidarci alle elezioni politiche". Candidato premier di una coalizione larga. "David avrebbe cambiato la storia d'Italia - è il rimpianto di Letta - se la malattia non lo avesse portato via".
Von der Leyen, dopo un breve faccia a faccia nel foyer, prima con Prodi poi con Gualtieri, usa l'italiano per ricordare "il presidente buono", determinante per il Next Generation Eu. Dal palco, la presidente della Commissione rievoca la visita al campo di deportazione di Fossoli, hinterland modenese. "Quando le trombe hanno suonato "il silenzio" per commemorare le vittime, David ha infranto il protocollo e mi ha preso la mano. Un semplice gesto di unità che valeva più di un milione di parole". Quanto al Qatargate, aggiunge von der Leyen, "David non avrebbe mai tollerato la corruzione. Ora lotterebbe con tutte le sue forze contro l'ingerenza straniera nella nostra democrazia".