Nordio isolato sull'abuso d'ufficio cerca la sponda di Forza Italia. Oggi il vertice di maggioranza
di Liana MilellaROMA - Povero Nordio. Costretto, per un intero pomeriggio, a elemosinare da Forza Italia dichiarazioni e interviste che supportino la sua tesi "abrasiva" dell'abuso d'ufficio. Lui annuncia ai suoi tre sottosegretari - il vice ministro Francesco Paolo Sisto, il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, il leghista Andrea Ostellari - il micro vertice che si terrà oggi alle 16 e 45 in via Arenula. Meglio vedersi in pochi, avrà ragionato Carlo Nordio visto che la faccenda è - ahimè - scivolosa.
Il perché è presto detto e spiega la strategia che ieri ha perseguito il Guardasigilli. La sua tesi sull'abuso d'ufficio ormai è nota, sbandierata ai quattro venti, per giunta pure antica, visto che già la sostenne quando l'allora ministro per gli Affari regionali Enrico Costa (governo Gentiloni) gli affidò una commissione d'inchiesta proprio su questo reato e lui sostenne che andava buttato via. …
ROMA - Povero Nordio. Costretto, per un intero pomeriggio, a elemosinare da Forza Italia dichiarazioni e interviste che supportino la sua tesi "abrasiva" dell'abuso d'ufficio. Lui annuncia ai suoi tre sottosegretari - il vice ministro Francesco Paolo Sisto, il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, il leghista Andrea Ostellari - il micro vertice che si terrà oggi alle 16 e 45 in via Arenula. Meglio vedersi in pochi, avrà ragionato Carlo Nordio visto che la faccenda è - ahimè - scivolosa.
Il perché è presto detto e spiega la strategia che ieri ha perseguito il Guardasigilli. La sua tesi sull'abuso d'ufficio ormai è nota, sbandierata ai quattro venti, per giunta pure antica, visto che già la sostenne quando l'allora ministro per gli Affari regionali Enrico Costa (governo Gentiloni) gli affidò una commissione d'inchiesta proprio su questo reato e lui sostenne che andava buttato via. Continua a pensarla così. Idem Costa che ha già presentato la sua proposta di legge.
Peccato che la pensano all'opposto due dei tre alleati di governo. Tra cui FdI. Posizione estremamente chiara quella del meloniano Delmastro che da sempre ha detto e ribadito che l'abuso d'ufficio debba essere "modificato ma non abolito". Stessa posizione per la Lega, tant'è la responsabile Giustizia Giulia Bongiorno sostiene la tesi che vada corretto sicuramente, "ma non cancellato".
Dunque maggioranza spaccata sulla questione. E che s'inventa Nordio per averla vinta e regalare ai sindaci dell'Anci la "morte" dell'abuso d'ufficio? Ancora una volta, dopo il ben noto incontro con Berlusconi che gli ha consentito di diventare ministro della Giustizia, lui ricorre a Forza Italia. Cercando di convincerla a sostenere la sua tesi demolitoria.
Strada imbarazzante per i forzisti visto che proprio loro hanno depositato - giusto il 30 dicembre 2022 - presso la commissione Giustizia della Camera una proposta di legge, a prima firma Roberto Pella, seguito da Alessandro Cattaneo e Pietro Pittalis, che non cancella affatto l'abuso d'ufficio ma si limita a "circoscriverlo" ulteriormente dopo la batosta del luglio 2020 ad opera del governo Conte.
Così si avrà abuso d'ufficio solo se il reato avviene "consapevolmente" e arrecando "direttamente" ad altri un danno ingiusto. Due avverbi che, di certo, circoscrivono di molto il reato ma lo lasciano in vita. E ovviamente non ci registrano smentite. Del resto Roberto Pella, che è vice presidente dell'Anci in quanto sindaco di Valdengo, nonché capogruppo forzista in commissione Billancio, di certo ha seguito un preciso input politico.
E invece ecco all'improvviso che Forza Italia diventa "abolizionista". Come dice lo stesso Pittalis all'Ansa alle 18 e 23 di ieri. "Noi invitiamo Nordio ad andare avanti speditamente nella riforma annunciata per l'eliminazione di questo reato che ha il solo pregio di bloccare l'azione della pubblica amministrazione". Espressione netta, "limitazione". E così lo stesso Pittalis - da vice presidente della commissione Giustizia della Camera - fa due parti in commedia, perché il 30 dicembre sottoscrive la proposta di legge che ammorbidisce ulteriormente l'abuso d'ufficio, mentre giusto dieci giorni dopo, e alla vigilia dell'incontro con Nordio in cui il ministro rischia di vedersi contro tutta la maggioranza, diventa "abolizionista".
E il "pentimento" forzista non finisce qui. Anche Roberto Pella, l'altro firmatario della proposta di legge, come Pittalis fa retromarcia, nessuna nuova formula, ma la cancellazione tout court. Tant'è che al Sole-24 Ore dichiara: "A nostro parere urge l'abrogazione dell'abuso d'ufficio".
E bravo Nordio che, pur di cancellare il reato più odiato dai sindaci, si allea con Forza Italia contro Fratelli d'Italia e Lega.