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Pd, giornata di trattative poi il compromesso: voto online solo in alcuni casi

(fotogramma)
Trovata l'intesa sulle primarie sul web: solo per anziani, chi ha inabilità personali, chi abita in zone troppo impervie e all'estero, compresi gli studenti fuorisede. La direzione approva le regole: 1 contrario e 9 astenuti
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ROMA - Accordo chiuso sulle regole delle primarie e la possibilità di voto on line che sarà consentita in casi specifici. Dopo una giornata di trattative, sul tavolo è arrivata la proposta che prevede che possano votare per via telematica gli elettori anziani, con inabilità personali, chi ha difficoltà ad andare ai gazebo e abita dunque in zone troppo impervie e chi sta all'estero, compresi gli studenti fuorisede. Il criterio è quello di consentire il voto online a chi è impossibilitato a esprimere la propria preferenza in presenza, sia per motivi di salute sia logistici. In serata, la direzione dem ha approvato il
documento con l'accordo sulle regole per il voto online 'ristretto' delle primarie, con 1 contrario e 9 astenuti. "Da domattina ci confrontiamo su temi e questioni di contenuto che interessano gli italiani", ha detto Enrico Letta aprendo la direzione del Pd.

Il nodo è stato tutto politi…

ROMA - Accordo chiuso sulle regole delle primarie e la possibilità di voto on line che sarà consentita in casi specifici. Dopo una giornata di trattative, sul tavolo è arrivata la proposta che prevede che possano votare per via telematica gli elettori anziani, con inabilità personali, chi ha difficoltà ad andare ai gazebo e abita dunque in zone troppo impervie e chi sta all'estero, compresi gli studenti fuorisede. Il criterio è quello di consentire il voto online a chi è impossibilitato a esprimere la propria preferenza in presenza, sia per motivi di salute sia logistici. In serata, la direzione dem ha approvato il
documento con l'accordo sulle regole per il voto online 'ristretto' delle primarie, con 1 contrario e 9 astenuti. "Da domattina ci confrontiamo su temi e questioni di contenuto che interessano gli italiani", ha detto Enrico Letta aprendo la direzione del Pd.

Il nodo è stato tutto politico: Elly Schlein era a favore per le primarie flettaonline non soltanto nei gazebo. Più possibilista è Gianni Cuperlo. Dall'altra parte, da Stefano Bonaccini c'è stata un'apertura ma con la regolamentazione, mentre l'altra candidata, Paola De Micheli, è rimasta contraria e non ha partecipato al voto. "Abbiamo evitato spaccature deleterie. Adesso concentriamoci su ciò che il congresso e la fase costituente possono dare per il nostro rilancio. Vedo rispetto reciproco tra i candidati, valorizziamolo", ha commentato Letta. "Una vittoria per il Pd. Rompere il muro della partecipazione con primarie online è importante per definire il profilo di un partito unito, moderno e inclusivo", riferiscono dal comitato di Schlein. Soddistazione anche dal comitato di Bonaccini: "Sarebbe stato folle spaccare il Partito democratico e abbiamo fatto di tutto oggi per evitarlo, con grande senso di responsabilità. È molto importante che la direzione abbia confermato che il voto delle primarie sarà in presenza ai gazebo. Siamo un partito solido e radicato, una comunità, non una piattaforma virtuale. Sono previste altre e piuttosto limitate possibilità di voto per venire incontro alle giuste esigenze di chi avrebbe evidenti difficoltà a raggiungere i gazebo". De Micheli, pur comprendendo la questione del digitale, ritiene che "quanto scritto nel regolamento allarghi troppo l'utilizzo di uno strumento che invece deve essere deciso dai nostri iscritti".

Il regolamento per il voto online

Per poter votare online, sia in Italia sia dall'estero, è prevista una iscrizione entro il 12 febbraio su un apposito form. Il metodo digitale potrà essere seguito per il voto dall'estero. In questo caso, la commissione dovrà definire principalmente i criteri di sicurezza: lo Spid o sistemi di analoga affidabilità. Le altre deroghe al voto in presenza nei gazebo sono legate a problemi di salute, a disabilità e ad altri motivi di impedimento che possano essere provati. Ci sono poi le deroghe nei casi di difficoltà logistiche, come quelle di chi abita in aree particolarmente distanti dai seggi. Ha spiegato Letta: "Oggi affrontiamo questi passaggi: la bozza del regolamento; la composizione dei due terzi dei nomi della commissione nazionale del congresso; la data delle primarie" spostata al "26 febbraio; i criteri per l'ampliamento dell'assemblea agli esterni. Il punto di equilibrio trovato oggi scontenta qualcuno ma è il più avanzato possibile", ha aggiunto.

La direzione

"Sappiamo benissimo che non siamo nella situazione ideale. Anche io avrei voluto trovarmi in una situazione diversa: stavolta per la prima volta abbiamo intorno forze che vogliono sostituirci. Dipende da noi. Se ciascuno dice solo cosa non gli va bene poi diventa una cacofonia insopportabile - ha detto aprendo così Enrico Letta la direzione del Pd - Abbiamo dovuto lavorare con uno Statuto difficile da applicare. Abbiamo risolto i nodi. Anche sui contenuti siamo riusciti a farci del male nel racconto esterno. La discussione è intensa e fortissima, ma è stata raccontata da molti di noi in modo banalizzante", ha aggiunto.

Le trattative

Letta ha avuto colloqui con Schlein, Bonaccini, De Micheli e Cuperlo. Il governatore dell'Emilia Romagna, Bonaccini, favorito nella corsa alla leadership del Pd, è rimasto sulle sue posizione: impensabile cambiare di nuovo le regole in corsa, dopo quattro mesi di discussione, in cui il tema della piattaforma online da affiancare alla piazza non era mai stato posto. Schlein trova anacronistico non ricorrere al voto anche digitale. La discussione si è avvitata al punto che il nuovo regolamento del congresso ha rischiato di saltare tutto, in una partita di ripicche. 

La data delle primarie

Le primarie saranno spostate di una settimana rispetto alla prima decisione, ovvero dal 19 febbraio al 26 febbraio. A cascata una settimana in più ci sarà per i voti nei circoli e anche per la dead line del tesseramento. Il numero delle firme da raccogliere per presentare la candidatura si riduce a 1.500/2.000, come nel congresso del 2019.

La commemorazione per Sassoli

Una tregua solo nella commossa commemorazione di David Sassoli. Da lì, Letta invita a "fare bene il congresso, perché è un tema democratico". Dice: "Dobbiamo fare del nostro un partito democratico per davvero. Siamo in un percorso congressuale difficile sapendo che è una grande responsabilità per tutti noi e dobbiamo essere uniti fino alla fine e raccontare all'esterno che la democrazia vive in questo partito. Dall'esterno ci criticano perché discutiamo come decidere democraticamente all'interno come se la democrazia fosse un capo che decide allo specchio". E ha invitato a essere orgogliosmente democratici, "molto più di quanto non lo siamo", nel ricordo di Sassoli, citando anche i 18 mila militanti che hanno risposto alla Bussola, il questionario sul futuro del Pd.