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Nuovo capo delle carceri. Da Nordio una lezione di spoils system: "La politica dà, la politica prende. È la fisiologia della democrazia"

Carlo Nordio, ministro della Giustizia  
Il Guardasigilli insedia al Dap Giovanni Russo che prende il posto di Carlo Renoldi. A cui il ministro della Giustizia dice, baciandolo: "Sei bravo, ma il sistema politico prevede che anche i vertici delle amministrazioni cambino, se il governo cambia"
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ROMA - Da ieri, in Largo Luigi Daga, dove ha sede il Dipartimento delle carceri, c'è un nuovo direttore, Giovanni Russo, il magistrato napoletano scelto dal Guardasigilli Carlo Nordio al posto di Carlo Renoldi. Su Gnews, il giornale online di via Arenula, si può vedere il video della breve cerimonia per il cambio di consegne. Dove prende la parola il ministro della Giustizia che tiene una piccola lezione sullo spoils system in politica. 

"Dio dà, Dio prende; la politica dà, la politica prende. È la fisiologia della democrazia" dice Nordio che teorizza lo spoil system ministeriale, anche se gli dispiace. Perché il capo delle carceri che manda via, Carlo Renoldi, è garantista proprio come lui. Ma non basta per conservarli il posto. Perché è troppo garantista per Fratelli d'Italia. Che, come il M5S, gli ha remato contro e ne ha chiesta la testa non appena, a marzo 2022, lo ha nominato l'ex ministra…

ROMA - Da ieri, in Largo Luigi Daga, dove ha sede il Dipartimento delle carceri, c'è un nuovo direttore, Giovanni Russo, il magistrato napoletano scelto dal Guardasigilli Carlo Nordio al posto di Carlo Renoldi. Su Gnews, il giornale online di via Arenula, si può vedere il video della breve cerimonia per il cambio di consegne. Dove prende la parola il ministro della Giustizia che tiene una piccola lezione sullo spoils system in politica. 

"Dio dà, Dio prende; la politica dà, la politica prende. È la fisiologia della democrazia" dice Nordio che teorizza lo spoil system ministeriale, anche se gli dispiace. Perché il capo delle carceri che manda via, Carlo Renoldi, è garantista proprio come lui. Ma non basta per conservarli il posto. Perché è troppo garantista per Fratelli d'Italia. Che, come il M5S, gli ha remato contro e ne ha chiesta la testa non appena, a marzo 2022, lo ha nominato l'ex ministra Marta Cartabia. 

Ma la scena del saluto merita di essere raccontata. Perché fa parte della serie "sei bravo, ma devo cacciarti lo stesso". Nordio chiama Renoldi "l'amico Carlo...". Definisce "eccezionale e mirabile" la sua professionalità. E l'apprezzamento per lui "non viene solo dal cervello, ma anche dal cuore". E con lui dice di essere "in forte sintonia su una serie di principi". Che via via cita: "Il garantismo, a cui mi sono sempre ispirato e a cui si ispira il governo, garantendo la presunzione di innocenza in ogni modo possibile prima della condanna, ma anche la certezza della pena che deve essere equilibrata, certa, immediata, proporzionata al delitto commesso".

Però... manda via Renoldi ugualmente. Perché queste sono le regole della politica. "Dio dà, Dio prende" dice Nordio traducendo una citazione dal latino, "la politica dà, la politica prende ed è la fisiologia della democrazia". Una frase forte che teorizza lo spoils system. 

A cui segue un aneddoto tratto dalla sua vita. "Faccio una riflessione un po' personale" esordisce Nordio. E racconta: "Più di vent'anni fa sedevo in via Arenula a presiedere la commissione per il nuovo codice penale, un lavoro lungo che poi rimase nel cassetto. Ma non avrei mai pensato, vent'anni dopo, di rientrare con un altro ruolo e occupando uno scranno piu elevato". E poi rivolto a Carlo Renoldi che gli siede accanto: "Il nostro Carlo, che è molto più giovane di me, ha delle ottime possibilità (e qui i presenti ridono e applaudono, ndr.) di ritrovarsi un giorno a parti invertite, ammesso che il sottoscritto sia ancora disponibile". 

Per la cronaca, da quando è ministro della Giustizia, Nordio ha rivoluzionato l'assetto di via Arenula rispetto alla stagione di Marta Cartabia. Perché, come dice a Renoldi, "questi momenti di transizione o di passaggio di consegne fanno parte della fisiologia della democrazia, valgono per la politica, valgono per l'alta amministrazione, valgono anche per la magistratura". 

Nordio ha cambiato, nell'ordine, il capo dell'ufficio legislativo, che oggi è Antonello Mura, con il suo vice Pietro Spera. Il capo dell'organizzazione giudiziaria, che è Gaetano Campo. E sotto di lui, agli Affari di giustizia, sarebbe in arrivo l'ex pm di Milano, nonché ex deputato di Scelta civica Stefano Dambruoso. Ovviamente il suo capo di gabinetto, che è Alberto Rizzo, e i suoi vice Giusi Bartolozzi e Gianluca Massaro. Ma, le voci di dentro, dicono che lo spoils system non è ancora finito.