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Conte apre ai dem: “Vedrò il nuovo leader”. E Bianchi resta in Rai

Giuseppe Conte e la candidata del M5s in Lazio Donatella Bianchi  (ansa)
L’ex premier presenta la sua candidata ma pesano le assenze di Raggi e Lombardi: “No al campo largo, noi mai col Terzo polo”
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ROMA - Campo Marzio, sede nazionale del M5S. Si presenta la candidata presidente del Lazio, la conduttrice Rai Donatella Bianchi, di fianco a Giuseppe Conte. Colpo d'occhio sul parterre, colpisce soprattutto un aspetto: le assenze. Non c'è Virginia Raggi, fino a poco più di un anno fa domina indiscussa del Movimento nella Capitale (la chiamavano "la regina di Roma"). Forfait politico? Nemmeno l'hanno invitata, rispondono nell'inner circle dell'ex sindaca, capace di raccogliere il 19%, quasi la metà solo sulle sue liste civiche, alle comunali dell'ottobre 2021. Un segnale: distanza siderale. "Non conosco Raggi, ma spero di incontrarla presto", prova a ricucire Bianchi. Altra assenza notata: Roberta Lombardi. La "faraona" del M5S, prima storica capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, ora assessora nella giunta giallorossa di Zingaretti e impallinata dal tetto del doppio mandato. "Aveva altri impegni...", s…

ROMA - Campo Marzio, sede nazionale del M5S. Si presenta la candidata presidente del Lazio, la conduttrice Rai Donatella Bianchi, di fianco a Giuseppe Conte. Colpo d'occhio sul parterre, colpisce soprattutto un aspetto: le assenze. Non c'è Virginia Raggi, fino a poco più di un anno fa domina indiscussa del Movimento nella Capitale (la chiamavano "la regina di Roma"). Forfait politico? Nemmeno l'hanno invitata, rispondono nell'inner circle dell'ex sindaca, capace di raccogliere il 19%, quasi la metà solo sulle sue liste civiche, alle comunali dell'ottobre 2021. Un segnale: distanza siderale. "Non conosco Raggi, ma spero di incontrarla presto", prova a ricucire Bianchi. Altra assenza notata: Roberta Lombardi. La "faraona" del M5S, prima storica capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, ora assessora nella giunta giallorossa di Zingaretti e impallinata dal tetto del doppio mandato. "Aveva altri impegni...", spiega la collega grillina in giunta, Valentina Corrado. Ma l'immagine plastica che rende il primo appuntamento pubblico di Bianchi è chiara: come avvenuto a livello nazionale, con queste Regionali Conte punta a voltare pagina. Il Movimento mette da parte la vecchia guardia. Facce nuove.

Davanti a telecamere e taccuini, si parla di Regionali, ma anche della relazione complicata col Pd a livello nazionale. "Non è stata una ripicca non andare insieme nel Lazio", assicura il leader. Questione di programmi, vedi l'inceneritore di Roma su cui è già caduto un governo, quello di Draghi (anche se il termovalorizzatore nel programma dem non c'è). "Infatti in Lombardia correremo col Pd, che lì ha scelto con noi di spegnere gli inceneritori", aggiunge l'ex premier. Frase rilanciata da Carlo Calenda e in parte rettificata da Pierfrancesco Majorino: "Nel programma parliamo di superamento degli impianti obsoleti". Tornando al congresso, Conte spiega che col nuovo leader del Pd, dopo le primarie, il dialogo riprenderà: "Incontrarsi è fisiologico". Ma sferza i dem quando parla del nodo alleanze. "Non vorrei che ipotizzassero di nuovo un campo largo pensando che il M5S possa lavorare con loro insieme ad Italia Viva e Azione. Il nostro programma riformista non ha nulla a che vedere con il loro". E anche con i dem, aggiunge ospite di Metropolis, "per un'alleanza sistemica ora non ci sono i presupposti. Noi non la vogliamo. Dobbiamo conservare autonomia e valutare cosa accadrà. Certo, siccome c'è da raggiungere un 51% c'è posto per tutti, ma l'importante è arrivarci con una chiarezza di proposta". Il presidente M5S poi attacca il governo sulle accise, sull'autonomia, apre sulle riforme ("ma non sul presidenzialismo") e sul futuro delle ex province, "purché non diventino un poltronificio". E sul Lazio, aggiunge, "non c'è il voto utile", cioè l'arma tattica che ha deciso di sfruttare il Pd, per tenere aperta la contesa regionale.

Bianchi ha svicolato sul suo futuro post elettorale. Ha spiegato che ha finito le ferie e prenderà "un'aspettativa dalla Rai", ma solo fino al voto. Poi non ha voluto far sapere se resterà come consigliera di opposizione alla Pisana o se tornerà nella tv di Stato, dove conduce Linea Blu. "Non posso sapere cosa farò dal 14 febbraio".

Oltre alla sanità - "basta politica sulle nomine" - Bianchi è tornata più volte sul nodo inceneritore, riconoscendo che il nuovo governatore non avrà poteri per bloccarlo, dato che a gestire l'infrastruttura sarà il sindaco di Roma e commissario del governo per il Giubileo, il dem Roberto Gualtieri. "Non credo di poter commissariare il commissario - ha spiegato la candidata M5S - ma posso scrivere un buon piano regionale di gestione dei rifiuti affinché nel 2024, quando ci sarà la posa della prima pietra, la gestione sia più ecologica ed efficiente". La sua ricetta, per la grana spazzatura che ha minato il mandato di tanti sindaci, sarebbe questa: "Diminuire la produzione dei rifiuti e aumentare la differenziata". Le stesse promesse di Raggi, sette anni fa.