Disse no alle Olimpiadi di Roma, ora si occupa dei Giochi invernali di Cortina: la parabola del grillino Frongia, passato da Raggi a Meloni
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleE' uno dei paradossi del governo Meloni. Avere un grillino, e fra i più agguerriti, in squadra. Non uno qualsiasi: bensì l'ex vicesindaco di Virginia Raggi. Con l'aggiunta di un'aggravante che rende il quadro ancor più surreale: colui che sette anni fa più si spese per affossare le Olimpiadi di Roma 2024, conquistate a fatica dalla precedente amministrazione di centrosinistra, dovrà ora occuparsi di sovrintendere ai Giochi invernali di Cortina previsti nel 2026.
Stiamo parlando di Daniele Frongia, passato da sinistra a destra senza colpo ferire. Entrato nello staff del ministro della Gioventù Fabiana Dadone, sua collega di militanza nel M5S, quando a Palazzo Chigi c'era Draghi, con un triplo salto carpiato si è ora messo al servizio del ministro dello Sport Andrea Abodi, tecnico arruolato da Fratelli d'Italia per rilanciare il medagliere nazionale. Vicecapo di gabinetto nientemeno, ruolo di massima fiducia e alt…
E' uno dei paradossi del governo Meloni. Avere un grillino, e fra i più agguerriti, in squadra. Non uno qualsiasi: bensì l'ex vicesindaco di Virginia Raggi. Con l'aggiunta di un'aggravante che rende il quadro ancor più surreale: colui che sette anni fa più si spese per affossare le Olimpiadi di Roma 2024, conquistate a fatica dalla precedente amministrazione di centrosinistra, dovrà ora occuparsi di sovrintendere ai Giochi invernali di Cortina previsti nel 2026.
Stiamo parlando di Daniele Frongia, passato da sinistra a destra senza colpo ferire. Entrato nello staff del ministro della Gioventù Fabiana Dadone, sua collega di militanza nel M5S, quando a Palazzo Chigi c'era Draghi, con un triplo salto carpiato si è ora messo al servizio del ministro dello Sport Andrea Abodi, tecnico arruolato da Fratelli d'Italia per rilanciare il medagliere nazionale. Vicecapo di gabinetto nientemeno, ruolo di massima fiducia e altrettanta responsabilità.
Correva l'anno 2016 quando da numero 2 del Campidoglio con delega allo Sport Frongia dichiarava serafico, a proposito del no alle Olimpiadi: "Le priorità di Roma sono altre, sono gli impianti comunali da ripristinare e il tema della loro accessibilità". Una battaglia identitaria che l'Italia pagò in termini di discredito planetario e perdita di ingenti risorse, scatenando l'ira del Cio e del governo di allora. Eppure è stato proprio l'incarico nella giunta romana a consentire allo statistico, funzionario Istat per mestiere, di far breccia nel cuore di Abodi. L'incontro fra i due risale infatti a quegli anni, quando Frongia fu nominato commissario straordinario per gli Europei di calcio 2020 e l'attuale ministro era presidente dell'Istituto per il credito sportivo. Incoerente? Il vispo grillino respinge al mittente l'accusa: "Ho sempre messo le mie competenze al servizio delle istituzioni". Da vero uomo per tutte le stagioni.