Casellati al lavoro sul presidenzialismo, proseguono le 'consultazioni': ora tocca alle opposizioni. Obiettivo: ddl entro giugno
a cura della redazione Politica , a cura della redazione PoliticaRivoluzionare la Costituzione introducendo il presidenzialismo e puntare a giugno come primo approdo presentando una proposta di legge da sottoporre al Parlamento. È l'obiettivo che si è posto la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, che continua le sue 'consultazioni' avviate a dicembre con la maggioranza e si prepara a vedere anche le opposizioni. La prima delegazione a essere ricevuta il 19 gennaio sarà quella del Terzo polo, guidata da Carlo Calenda. Poi toccherà a Pd e 5 Stelle. Tutti disponibili al confronto ma tutti scettici sul contenuto.
Le posizioni dei partiti
Orientato al 'no' è il leader di Azione, che riconosce nell'attuale ruolo del capo dello Stato "l'unica riforma da non toccare", essendo "l'unica istituzione che funziona e garantisce l'unità nazionale". Piuttosto, elenca Calenda, ci sarebbero altre modifiche più necessarie come il federalismo, il monoca…
Rivoluzionare la Costituzione introducendo il presidenzialismo e puntare a giugno come primo approdo presentando una proposta di legge da sottoporre al Parlamento. È l'obiettivo che si è posto la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, che continua le sue 'consultazioni' avviate a dicembre con la maggioranza e si prepara a vedere anche le opposizioni. La prima delegazione a essere ricevuta il 19 gennaio sarà quella del Terzo polo, guidata da Carlo Calenda. Poi toccherà a Pd e 5 Stelle. Tutti disponibili al confronto ma tutti scettici sul contenuto.
Le posizioni dei partiti
Orientato al 'no' è il leader di Azione, che riconosce nell'attuale ruolo del capo dello Stato "l'unica riforma da non toccare", essendo "l'unica istituzione che funziona e garantisce l'unità nazionale". Piuttosto, elenca Calenda, ci sarebbero altre modifiche più necessarie come il federalismo, il monocameralismo, il ruolo di Comuni e Province oltre al premierato da sempre caldeggiato dal 'collega' Matteo Renzi. Sua la formula del sindaco d'Italia. Tiepido pure il Pd che ringrazia per il coinvolgimento della ministra e ricambia con la disponibilità all'ascolto. Eppure la capogruppo al Senato, Simona Malpezzi, fa notare che il dialogo con l'opposizione non nasconda una logica di "forzature e aut aut mascherati".
Per il vicepresidente del M5S, Mario Turco, il rischio è che la riforma da sempre bandiera di Fratelli d'Italia diventi merce di scambio per strappare l'ok all'autonomia differenziata di matrice leghista. "Seppur distinte, le due riforme sembrano seguire una logica di 'do ut des'", denuncia il senatore Turco. Rischio che cova anche dentro la maggioranza e che, sottotraccia, fa temere un gioco di veti incrociati che penalizzi alla fine entrambe le riforme.
Il timing di Casellati
In ogni caso, al di là del risultato, l'iter verso una repubblica presidenziale è partito. Ed è l'ex presidente del Senato a gestirlo, tenendo fede alla tabella di marcia. Dopo FdI e Forza Italia incontrate un mese fa, la prossima settimana il confronto con la maggioranza si concluderà con la Lega il 17 gennaio e il giorno dopo con i moderati di Maurizio Lupi. "Entro gennaio penso di concludere il confronto con tutti i gruppi", è il timing di Casellati che aggiunge il prossimo step: "Se si riesce a trovare un punto di caduta, come auspico, coinvolgerò vari costituzionalisti che possano dare una forma giuridica ineccepibile ad una volontà politica. E quindi presentare un disegno di legge entro l'inizio dell'estate, entro giugno. Mi auguro ci sia un confronto costruttivo e che non si alzino muri ideologici", insiste la ministra, convinta che un restyling della Costituzione non può sembrare ogni volta "una missione impossibile". Nessuna preclusione - è il ragionamento - nemmeno all'ipotesi di una Bicamerale, anche se il passato racconta di esperienze infruttuose e quindi poco incoraggianti.
Casellati dunque taglia corto: i tempi sono "maturi" per una svolta dell'assetto di governo visto che "in 75 anni di storia repubblicana abbiamo avuto 69 governi con una durata media di 14 mesi". E sul modello migliore, in attesa delle preferenze dei partiti, non nasconde che il semipresidenzialismo alla francese "sia un pò più vicino alla nostra storia e alla nostra sensibilità".