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Fazzolari: “Rispettiamo il nostro programma tagli appena possibile”

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio: "Ci siamo impegnati a utilizzare le maggiori entrate Iva in virtù dell’aumento del prezzo del carburante". Sui benzinai: "L’atto è stato pensato a loro tutela"
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Giorgia Meloni è finita in una bufera politica per avere affermato che il taglio delle accise non era nel programma di FdI. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari è l'uomo che ha scritto quel programma. Cos'ha da dire in proposito?
"Il programma è molto chiaro, dispiace che in modo pretestuoso le opposizioni ma anche grandi giornali sostengano che non lo stiamo rispettando. Nel programma si parla di "sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e automatica riduzione di Iva e accise". Ciò significa che ci siamo impegnati a utilizzare le maggiori entrate Iva che lo Stato dovesse incassare in virtù dell'aumento del prezzo del carburante per ridurre le accise. Un aumento che, rispetto all'anno scorso, non c'è stato. Questo concetto in molti non l'hanno capito o hanno fatto finta di non capirlo. Tanto è vero che ieri una serie di economisti interpellati sull'arg…

Giorgia Meloni è finita in una bufera politica per avere affermato che il taglio delle accise non era nel programma di FdI. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari è l'uomo che ha scritto quel programma. Cos'ha da dire in proposito?
"Il programma è molto chiaro, dispiace che in modo pretestuoso le opposizioni ma anche grandi giornali sostengano che non lo stiamo rispettando. Nel programma si parla di "sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e automatica riduzione di Iva e accise". Ciò significa che ci siamo impegnati a utilizzare le maggiori entrate Iva che lo Stato dovesse incassare in virtù dell'aumento del prezzo del carburante per ridurre le accise. Un aumento che, rispetto all'anno scorso, non c'è stato. Questo concetto in molti non l'hanno capito o hanno fatto finta di non capirlo. Tanto è vero che ieri una serie di economisti interpellati sull'argomento hanno asserito che nel programma non si parlava di un generico taglio delle accise".

Resta il fatto che i benzinai annunciano uno sciopero: riuscirete a evitarlo?
"Dispiace che i distributori si siano sentiti colpiti dal provvedimento del governo: l'atto è stato pensato a loro tutela, non per attaccarli. Si è raccontato infatti che il prezzo della benzina fosse arrivato a 2 euro e mezzo al litro ma quelle erano rarissime eccezioni: la quasi totalità dei gestori la vende a 1,80 euro. Intervenire sui casi anomali è stato in realtà un modo per tutelare i titolari delle pompe di benzina da una lunga serie di attacchi ricevuti. Il governo incontrerà i rappresentanti della categoria proprio per spiegare lo spirito del provvedimento".

Gli stessi gestori lamentano "l'ondata di fango" piovuta loro addosso. Forza Italia afferma che anche nel centrodestra si è sbagliato a puntare il dito su fenomeni di speculazione. È d'accordo?
"In realtà pochi fenomeni di speculazione si sono registrati. Ma per quei rari casi è stata poi investita un'intera categoria. Non dal governo, si badi, ma da un'ondata mediatica cavalcata soprattutto da forze d'opposizione. Ripeto, la nostra intenzione era ed è colpire gli abusi e le anomalie. Ad esempio con la misura che prevede che sulle autostrade non si possa applicare un prezzo più alto di una determinata percentuale rispetto al prezzo medio nazionale. Va ricordato che in alcuni tratti autostradali il distributore opera in condizione di monopolio".

Non avete paura che questa vicenda incrini il rapporto con un blocco storico che ha contribuito a far vincere il centrodestra?
"I distributori di carburante, come altre categorie produttive, sono in gran parte elettori dei centrodestra. La nostra priorità rimane la tutela di chi lavora e fa impresa. E anche i gestori dei rifornimenti di benzina lo sanno bene. Peraltro, la riduzione del prezzo della benzina applicato dal governo Draghi non premiava certo i distributori. Di riflesso l'abolizione di quella temporanea misura, adesso, non toglie soldi a loro".

La questione delle accise sembra il vero primo inciampo del governo.
"Rivendichiamo il decreto adottato ma capiamo che chi cerca facili pretesti per attaccare il governo può calcare su quest'argomento. Siamo felici di ribadire il cambio di passo di un esecutivo che decide di non spendere 10 miliardi l'anno per una riduzione generalizzata delle accise che, come affermato dalla commissione Ue, premia le fasce medio-alte. Noi invece utilizziamo quelle risorse per famiglie e imprese". 

Il caso è chiuso? O c'è comunque un margine per ripensare uno sconto sulla benzina? Ieri c'è stata una correzione del decreto.
"Abbamo detto che nell'immediato non ci sarà una replica del provvedimento di Draghi. Ma nel decreto rispettiamo proprio quanto scritto nel programma di FdI: si riducono le accise solo se c'è un aumento del prezzo del carburante e dunque un maggior gettito Iva da utilizzare. Nel decreto si richiama, si modifica e rende attuabile una norma del 2007 che prevede questo meccanismo ma che nei fatti è difficilmente applicabile, noi la rendiamo effettiva. Poi il taglio delle accise esistenti rimane un'ambizione da realizzare nell'arco della legislatura, anche se non prevista dal programma. Sempre che il contesto economico, geopolitico, oltre che calamità varie e inattese, lo consentano".