Sangiuliano: "Dante è il fondatore del pensiero di destra italiano". Un caso le parole del ministro della Cultura
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO. "So di dire una cosa molto forte, ma penso che il fondatore del pensiero di destra italiano sia Dante Alighieri", dice il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ospite della kermesse milanese di FdI in vista delle regionali, Sangiuliano ha esposto la sua filosofia: non lavorare ad una egemonia di destra in sostituzione di quella gramsciana di sinistra, ma creare una cultura "libera e della nostra nazione". E comunque "la destra ha cultura, deve solo affermarla", ha continuato.
In questo filone c'è la riscoperta e la rivalutazione di autori e pensatori non di sinistra, da Leo Longanesi a Giuseppe Prezzolini. E poi, per l'appunto, Dante Alighieri. "Quella visione dell'umano della persona la troviamo in Dante - ha aggiunto Sangiuliano - ma anche la sua costruzione politica credo siano profondamente di destra".
Nel corso del suo intervento, Sangiuliano è tornato anche sulla necessità di utilizzare un v…
MILANO. "So di dire una cosa molto forte, ma penso che il fondatore del pensiero di destra italiano sia Dante Alighieri", dice il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ospite della kermesse milanese di FdI in vista delle regionali, Sangiuliano ha esposto la sua filosofia: non lavorare ad una egemonia di destra in sostituzione di quella gramsciana di sinistra, ma creare una cultura "libera e della nostra nazione". E comunque "la destra ha cultura, deve solo affermarla", ha continuato.
In questo filone c'è la riscoperta e la rivalutazione di autori e pensatori non di sinistra, da Leo Longanesi a Giuseppe Prezzolini. E poi, per l'appunto, Dante Alighieri. "Quella visione dell'umano della persona la troviamo in Dante - ha aggiunto Sangiuliano - ma anche la sua costruzione politica credo siano profondamente di destra".
Nel corso del suo intervento, Sangiuliano è tornato anche sulla necessità di utilizzare un vocabolario meno esterofilo: "Non come i francesi che neanche chiamano così il computer, però dobbiamo renderci conto ed essere all'altezza della nostra grandezza". La platea dell'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia ha apprezzato, del resto il ministro giocava in casa.
Il deputato dell'Alleanza verdi sinistra Angelo Bonelli invece replica, "Sangiuliano dovrebbe sapere che Dante nel 1302 fu costretto all’esilio proprio perché militava nei guelfi Bianchi e voleva uno stato laico, attaccava duramente il trasformismo della politica e auspicó la funzione regolatrice del diritto e la socialità dell’uomo, temi che non sono propri della destra di Giorgia Meloni". Anche Raffaella Paita di Iv ironizza su Twitter: "Scomodare così Dante, il ministro della Cultura ha qualche problema con la storia e la Meloni ha qualche problema con la scelta dei ministri". E la capogruppo pd al Senato, Simona Malpezzi: "Parole assurde, sciocche, senza senso".