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L'ira di Berlusconi: “Sulle accise errori evitabili, ora la premier mi ascolti”

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Il Cavaliere critica il governo: "Andava introdotta una clausola  di salvaguardia". Tensione tra FdI e FI
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ROMA - Parlerà solo domani, in occasione della presentazione delle liste di Forza Italia per le Regionali lombarde. Ma l'umore di Silvio Berlusconi, in questi giorni, non è dei migliori. L'inciampo dell'aumento della benzina l'ha lasciato perplesso. "Si poteva evitare", dice a chi gli sta vicino. Secondo il leader di Forza Italia le polemiche della settimana che si chiude, le minacce di sciopero, le ripetute puntualizzazioni della premier, rappresentano una vicenda che mina la credibilità del governo e rischia di creare contraccolpi elettorali alla vigilia del voto.

Alla fine, probabilmente, il Cavaliere eviterà di alzare troppo i toni (ma con lui nulla è scontato) però la sua idea è chiara. E passa sempre da un concetto ripetuto come un mantra: "Se mi avessero ascoltato...". E in questo caso l'affermazione va declinata così: quando l'inopportunità di eliminare lo sconto sulle a…

ROMA - Parlerà solo domani, in occasione della presentazione delle liste di Forza Italia per le Regionali lombarde. Ma l'umore di Silvio Berlusconi, in questi giorni, non è dei migliori. L'inciampo dell'aumento della benzina l'ha lasciato perplesso. "Si poteva evitare", dice a chi gli sta vicino. Secondo il leader di Forza Italia le polemiche della settimana che si chiude, le minacce di sciopero, le ripetute puntualizzazioni della premier, rappresentano una vicenda che mina la credibilità del governo e rischia di creare contraccolpi elettorali alla vigilia del voto.

Alla fine, probabilmente, il Cavaliere eviterà di alzare troppo i toni (ma con lui nulla è scontato) però la sua idea è chiara. E passa sempre da un concetto ripetuto come un mantra: "Se mi avessero ascoltato...". E in questo caso l'affermazione va declinata così: quando l'inopportunità di eliminare lo sconto sulle accise introdotto da Draghi emerse in Finanziaria (e il tema lo posero sia Lega che Forza Italia), occorreva fare una riflessione in più. Insomma, va bene la destinazione di gran parte dei fondi al caro-bollette, ma non si poteva non considerare l'impatto di un aumento del costo della benzina sull'opinione pubblica: "E soprattutto su categorie che vedono nel centrodestra un punto di riferimento".

Impensabile, il senso del ragionamento di Berlusconi, non prevedere una clausola di salvaguardia rispetto al semplice taglio dei benefici. Clausola che, in effetti, è stata introdotta (le accise andranno giù se il costo della benzina aumenterà) ma comunicata in ritardo. Dopo le polemiche e la protesta dei distributori, raggiunti da accuse di speculazione ritenute ingiuste. Considerazioni che il Cavaliere ha più volte esternato ai suoi, direttamente ad Arcore o al telefono.

Il governo viaggia con il fardello di questi malesseri pesanti. Meloni è stanca, non è contenta dell'immagine che il governo ha mostrato nella vicenda accise. Ha dovuto rincorrere, puntualizzare, chiarire, emendare in parte il decreto approvato. Poi ha smesso di parlarne: ieri, nel collegamento con la convention di Milano, in trenta minuti di discorso non ha mai accennato all'aumento della benzina. Ce l'ha con la stampa che a suo dire non ha raccontato i fatti in modo corretto. E con i distinguo degli alleati, Forza Italia in primis. "Staremo cinque anni al governo malgrado i bastoni fra le ruote dell'opposizione e non solo", ha detto ieri la premier. Stilettata con ogni probabilità rivolta anche agli alleati, che ai più non è sfuggita. E un messaggio a Forza Italia l'ha recapitato anche il capodelegazione di FdI Francesco Lollobrigida, parlando di "uscite poco logiche da parte degli alleati che condividono le scelte e poi si lamentano su giornali e tv". In questo clima la premier sente l'esigenza di serrare le fila della sua maggioranza. Già mercoledì scorso aveva pensato di fare il punto con i suoi.

Un vertice programmato per domani che, inizialmente, doveva riguardare i capigruppo, i dirigenti e i ministri di Fratelli d'Italia. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che rivendica il diritto di partecipare a incontri di partito malgrado la sua posizione di terzietà istituzionale. Il summit era stato programmato per una valutazione sulla situazione politica e, ufficialmente, per arrivare a un miglior raccordo tra governo e Parlamento ed evitare intoppi e difficoltà emerse, per esempio, nell'iter della legge di bilancio. Inevitabilmente, con il passare delle ore e l'arroventarsi delle polemiche sulla benzina, l'iniziativa si è caricata di significati più ampi: come cambiare la narrazione del governo e come sterilizzare i distingo degli alleati.

Ma la fuga di notizie sul conclave ha convinto i big di FdI a fermarsi e a non convocare neppure l'incontro, che aveva già una sede e una data: nel pomeriggio di domani, fra Chigi e via della Scrofa. "Non ne abbiamo mai parlato", mette le mani avanti Francesco Lollobrigida. Che però aggiunge una postilla: "Ci vediamo costantemente per fare il punto della situazione, non possiamo escludere che capiterà ancora nei prossimi giorni". Fatto salvo l'incontro conviviale di oggi per festeggiare il compleanno di Giorgia Meloni (ci saranno tra gli altri la sorella Arianna e ovviamente il cognato Lollobrigida), in ambienti di FdI si fa notare che le agende dei vertici parlamentari del partito, domani, sono vuote. Insomma, il chiarimento di cui la premier sente il bisogno si farà probabilmente lo stesso. In un clima di affettuosa diffidenza fra compagni d'avventura.