Borghi: "Più dialogo a destra. Per evitare le marce indietro bisogna stare attenti alle parole"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMilano - Senatore Claudio Borghi (Lega), si è chiusa una settimana un po' intensa per il governo e il centrodestra, qual è lo stato di salute della coalizione?
"Sinceramente non vedo problemi. Mi rendo conto che una opposizione divisa, e lo vediamo alle regionali, può trovare motivo di modesto conforto in questo tipo di critica al governo".
Però sulla benzina e sulle famose accise un po' di difficoltà le state vivendo.
"Ho sentito delle critiche oggettivamente pretestuose, una cosa è gridare a gran voce che bisogna tagliare le accise quando la benzina è a 2,4 euro, un'altra è con la benzina a 1,7".
Sia Salvini prima che Meloni, da oppositori, avevano fatto grandi promesse sul tema, poi però c'è lo scontro con la realtà. Questo non è un dato di fatto?
"Non voglio sostenere il governo per partito preso, però ci sono delle priorità: quando non c'…
Milano - Senatore Claudio Borghi (Lega), si è chiusa una settimana un po' intensa per il governo e il centrodestra, qual è lo stato di salute della coalizione?
"Sinceramente non vedo problemi. Mi rendo conto che una opposizione divisa, e lo vediamo alle regionali, può trovare motivo di modesto conforto in questo tipo di critica al governo".
Però sulla benzina e sulle famose accise un po' di difficoltà le state vivendo.
"Ho sentito delle critiche oggettivamente pretestuose, una cosa è gridare a gran voce che bisogna tagliare le accise quando la benzina è a 2,4 euro, un'altra è con la benzina a 1,7".
Sia Salvini prima che Meloni, da oppositori, avevano fatto grandi promesse sul tema, poi però c'è lo scontro con la realtà. Questo non è un dato di fatto?
"Non voglio sostenere il governo per partito preso, però ci sono delle priorità: quando non c'era il caro bollette il taglio delle accise allora poteva esserlo, non ora però".
Quattro giorni fa si è anche gridato agli "speculatori" e poi si è fatta marcia indietro.
"Beh, sì, bisogna stare attenti alle parole".
Intanto comunque Meloni aveva pensato ad un vertice interno a FdI per provare a serrare le fila. È un segnale no?
"Non entro nell'organizzazione interna di un altro partito, più ci si parla comunque e meglio è, non vorrei demonizzare i vertici di partito. Colpa di Whatsapp, quando non c'erano i gruppi si facevano più riunioni...".
Alle regionali di Lazio e Lombardia siete favoriti. Di sicuro però FdI sta facendo da asso pigliatutto della coalizione, questo non crea malumori?
"Non diamo per scontato nulla, intanto, perché quelli di sinistra a votare ci vanno. Ovviamente spero che la Lega abbia più peso, guardavo ad esempio l'elenco dei candidati in Lombardia e mi sembrano molto competitivi".
Intanto lei è contento che la minoranza bossiana non farà azioni di disturbo contro Fontana?
"Sinceramente chi fa le scissioni fa sempre il gioco degli avversari, il buonsenso ha prevalso".
Se la Lega dovesse andare molto male in Lombardia a quel punto si aprirebbe la questione della guida del Carroccio?
"Ma no, sono elezioni regionali e la cosa importante è vincere".
Sul governo aleggia la ratifica del Mes. Condivide l'atteggiamento tenuto finora da Meloni?
"Non è un segreto per nessuno come la pensi, cioè che il Mes sia uno strumento molto pericoloso, ho sempre cercato di denunciarlo in tutte le maniere e mi è sempre parso un'idea condivisa da Lega e FdI, confido che non si abbassi la guardia".
Se non dovesse accadere?
"Si andrà in Parlamento, lì argomenterò con ottimi punti perché il Mes non va ratificato, al di là della promessa di non accedervi".
Se lo si ratifica senza accedervi non va bene?
"Se lo ratifichi approvi quel che c'è scritto, e dentro ci sono cose fortemente dannose per l'Italia".