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Tensioni sul decreto Cartabia, Csm e debutto in Aula: giustizia, la settimana a ostacoli del ministro Nordio

Domani alla Camera primo voto sui laici del consiglio superiore della magistratura. Mercoledì e giovedì il Guardasigilli illustra il suo programma in Parlamento. Una settimana dopo Mattarella apre l’anno giudiziario in Cassazione, forse senza il nuovo Csm. E per il 28 attesa la protesta delle toghe nei distretti delle grandi città. 
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Due settimane di fuoco per la giustizia. Con la suspense del prossimo decreto legge che il Guardasigilli Nordio firmerà per stoppare l’obbligo della querela se dietro il reato c’è la mano della mafia. Calendario fittissimo. Dai laici del Csm, al primo speech di Nordio in Parlamento, all’inaugurazione dell’anno giudiziario dove il protagonista è Sergio Mattarella, ma anche Giorgia Meloni, prima premier donna per questo appuntamento. E poi le cerimonie nelle grandi città, da cui verrà fuori lo scontento delle toghe contro l’attuale governo, ma anche contro le riforme Cartabia.   

La giustizia riempie le cronache come ai tempi di Berlusconi. Stesso clima. Scontro magistratura-palazzo Chigi. Minaccia di future modifiche costituzionali. Stretta sulle intercettazioni. Promessa di una nuova e rassicurante prescrizione. Per chi vuole che i processi finiscano in fumo, s’intende. Con un contentino per i giudici, t…

Due settimane di fuoco per la giustizia. Con la suspense del prossimo decreto legge che il Guardasigilli Nordio firmerà per stoppare l’obbligo della querela se dietro il reato c’è la mano della mafia. Calendario fittissimo. Dai laici del Csm, al primo speech di Nordio in Parlamento, all’inaugurazione dell’anno giudiziario dove il protagonista è Sergio Mattarella, ma anche Giorgia Meloni, prima premier donna per questo appuntamento. E poi le cerimonie nelle grandi città, da cui verrà fuori lo scontento delle toghe contro l’attuale governo, ma anche contro le riforme Cartabia.   

La giustizia riempie le cronache come ai tempi di Berlusconi. Stesso clima. Scontro magistratura-palazzo Chigi. Minaccia di future modifiche costituzionali. Stretta sulle intercettazioni. Promessa di una nuova e rassicurante prescrizione. Per chi vuole che i processi finiscano in fumo, s’intende. Con un contentino per i giudici, togliere per decreto legge l’obbligo della querela per reati che alle spalle potrebbero avere la mafia. Nordio abbraccia virtualmente la signora Cartabia, ma i meloniani tentano di smontare le sue riforme troppo garantiste. In una liaison singolare si salda il giustizialismo di destra con quello di sinistra. FdI e M5S si ritrovano d’accordo sullo stop ai reati perseguibili solo a querela. 

Il primo appuntamento è domani. Alle 16 la prima votazione a Camere riunite per eleggere i dieci laici del Csm, che senza di loro non può partire, anche se i venti togati sono stati eletti addirittura il 18 e 19 settembre. Il pronostico? Prime due votazioni (tre quinti dei componenti) a vuoto, se ne parla alla terza (tre quinti dei presenti). Ma se resta lo schema del presidente della Camera Fontana - sedute ah hoc solo ogni martedì - già così passano tre settimane. 

E quindi il nuovo Csm - mille volte sollecitato da Mattarella - non potrà partecipare all’appuntamento istituzionale in Cassazione, giovedì 26 gennaio, la formale seduta di inaugurazione dell’anno giudiziario. Che per la prima volta vedrà seduta in prima fila, accanto alle massime autorità dello Stato, la prima premier donna Giorgia Meloni. Una donna ancora non ce l’ha fatta a diventare prima presidente della Cassazione. C’è una presidente aggiunta, Margherita Cassano, che ha tentato la scalata al vertice, ma l’ha sconfitta Pietro Curzio.  

Anche quest’anno, proprio per volontà di Curzio, modalità della cerimonia in stile Covid. Tutto in un’ora. Interventi brevissimi. Posti riservati, senza spazio per la stampa. Che ormai ha detto addio alla balconata sulla grande sala da cui era possibile spiare facce, ammiccamenti, e quant’altro. Un vero peccato. Alla faccia del diritto di cronaca. Eppure in quella sala ne è passata di storia. 

Ci sarà ovviamente anche Carlo Nordio, il Guardasigilli. Che però farà il suo esordio in Parlamento. Prima performance in aula tra Camera e Senato (finora ha parlato nelle commissioni Giustizia). Mercoledì alle 10 e trenta a Montecitorio. Illustrazione del suo programma. Interventi. Voto. Maggioranza e opposizione potranno darsele sulla giustizia. E carne nel fuoco ce n’è tantissima. 

Nordio potrebbe portare subito a palazzo Chigi il decreto sulle querele. Mini o maxi decreto? Potrebbe essere mini. Una bozza già esiste, prodotta dal capo dell’ufficio legislativo Antonello Mura. E ieri se la stavano leggendo i sottosegretari, a partire da Andrea Delmastro Delle Vedove, il meloniano che sta cavalcando la linea dura. 

E siamo a martedì 24, con la seconda votazione sul Csm. Che avrà deciso il presidente della Camera Lorenzo Fontana? Di riaprire l’elenco delle candidature spontanee, obbligo di donne al 40% rispetto agli uomini, per dare la possibilità ai partiti di presentare le candidature buone per essere elette? Sarebbe proprio singolare - lo dicono i giuristi - aprire e chiudere questa lista. Che per gli uomini - avvocati e professori con almeno 15 anni di anzianità - si è chiusa sabato, mentre fino a stamattina alle 10 è aperta per le donne. Solo una cinquantina su 239. Ne nascerà una querelle. 

Il 26 siamo in Cassazione. Sabato 28 nei 26 distretti giudiziari in cui, da sempre, si celebra l’apertura dell’anno della giustizia. E qui sentiremo gli umori della magistratura dai presidenti delle corti di appello. Verranno critiche alla legge Cartabia, è scontato, ma anche agli annunci di Nordio, per esempio le intercettazioni definite “una porcheria”). Perché di certo le riforme costituzionali, con la sua impronta - separazione delle carriere, discrezionalità dell’azione penale, due Csm per pm e giudici, Alta corte disciplinare - non sono mai piaciute né alle toghe di sinistra né a quelle di destra. E proprio qui, contro queste riforme, la magistratura ritrova la sua unità contro la politica di destra. Quella che potrebbe portarla, per il Csm, e se la maggioranza non si prenderà tutti e i laici, alla sorpresa di un presidente di sinistra.