La commissione antimafia parte in ritardo: niente vaglio sugli impresentabili alle regionali
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoIl nome, dopo tre mesi di trattative, alla fine è arrivato ed è stato comunicato agli alleati: Fratelli d'Italia punta la presidenza della Commissione Antimafia e per quella poltrona candiderà Carolina Varchi. Deputata alla seconda legislatura, 39 anni, ex An, da luglio è anche vicesindaco di Palermo, sotto Roberto Lagalla, appoggiato dopo che i meloniani l'avevano messa in pista come candidata sindaco, quando la trattativa con Lega e Forza Italia per il capoluogo della Sicilia stentava a decollare. Sarà lei, salvo colpi di scena, a insediarsi come presidente del parlamentino di Palazzo San Macuto. L'alternativa era Wanda Ferro, ma si è già appuntata i galloni di sottosegretaria al ministero dell'Interno.
Tempi lunghi per il varo della commissione
Nonostante la designazione, per ora informale, i tempi per il varo della commissione sono ancora lunghi. E questo dice molto su quanto la lotta alla mafia, tornata ieri…
Il nome, dopo tre mesi di trattative, alla fine è arrivato ed è stato comunicato agli alleati: Fratelli d'Italia punta la presidenza della Commissione Antimafia e per quella poltrona candiderà Carolina Varchi. Deputata alla seconda legislatura, 39 anni, ex An, da luglio è anche vicesindaco di Palermo, sotto Roberto Lagalla, appoggiato dopo che i meloniani l'avevano messa in pista come candidata sindaco, quando la trattativa con Lega e Forza Italia per il capoluogo della Sicilia stentava a decollare. Sarà lei, salvo colpi di scena, a insediarsi come presidente del parlamentino di Palazzo San Macuto. L'alternativa era Wanda Ferro, ma si è già appuntata i galloni di sottosegretaria al ministero dell'Interno.
Tempi lunghi per il varo della commissione
Nonostante la designazione, per ora informale, i tempi per il varo della commissione sono ancora lunghi. E questo dice molto su quanto la lotta alla mafia, tornata ieri centrale nelle dichiarazioni dei politici di maggioranza e opposizione, sia prioritaria quando non ci sono arresti eccellenti da commentare. L'iter per la creazione della Bicamerale partirà solo il 27 gennaio, quattro mesi dopo le elezioni politiche. Quel giorno toccherà alla Camera approvare il ddl istitutivo. Poi la pratica passerà al Senato, poi ancora saranno i capigruppo dei vari partiti a indicare i componenti. E solo a quel punto, quarto passaggio, sarà convocata la prima seduta, con all'ordine del giorno l'elezione del presidente.
Niente controllo sugli impresentabili
Un primo risultato, questo ritardo, l'ha prodotto: per le prossime Regionali in Lazio e Lombardia - si vota 12 e 13 febbraio - non sarà stilato l'elenco degli impresentabili, i candidati alle prese con beghe giudiziarie pesanti, condanne e indagini su reati come estorsione, riciclaggio, corruzione e concussione. Impossibile rispettare la trafila, piuttosto complessa. La normativa prevede infatti che le prefetture spediscano all'Antimafia i nomi dei candidati e che la Bicamerale giri l'elenco dei profili sospetti alla Direzione nazionale antimafia e agli uffici giudiziari interessati. Che a loro volta, di solito una settimana prima del voto, restituiscono alla commissione i propri riscontri. Un iter che stavolta non potrà essere rispettato.
La scorsa legislatura la commissione venne varata ad agosto, a cinque mesi dalle elezioni, ma a soli due mesi dalla nascita del Conte I. Dopo le elezioni del 2013, ci volle un mese e mezzo dal giuramento di Letta premier per approvare la legge istitutiva dell'Antimafia, anche se l'elezione di Rosy Bindi come presidente ritardò fino a ottobre.
Il pressing dell'opposizione
Stavolta l'opposizione in Parlamento aveva provato ad accelerare. Già a metà ottobre, subito dopo l'insediamento di deputati e senatori, sono state presentate le proposte di legge per creare l'organismo: alla Camera il ddl è stato depositato dall'ex procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho (M5S), mentre al Senato si erano mossi, separatamente, sia l'ex magistrato Roberto Scarpinato, sempre del partito di Conte, che i dem Franco Mirabelli e Walter Verini.
Il M5S la settimana scorsa ha chiesto di anticipare la seduta del 27, senza successo. Anche il Pd ora è in pressing. "Fare presto", dice proprio Verini, "l'Antimafia deve essere subito operativa". Sulla stessa linea il Terzo Polo. Per Ettore Rosato, la commissione "va istituita il prima possibile, perché la lotta alla mafia va portata avanti giorno per giorno".