Intercettazioni, come funzionano adesso e come il centrodestra punta a cambiarle
di Liana MilellaNordio dice, ma si contraddice. Sulle intercettazioni parla da politico, non da giurista, né da ex pubblico ministero, che gli ascolti li ha pure usati quando lavorava a Venezia. Confonde le regole del codice penale con quella della propaganda dei partiti, da sempre contraria. Il codice, da Rocco in avanti, punisce i reati, la politica invece tende a proteggere se stessa. Tant'è che quella di destra - vedi Berlusconi - è sempre stata contro le intercettazioni, usando la scusa "che poi escono sui giornali". Proprio la stessa che, da quando ha giurato al Quirinale, utilizza lo stesso Nordio. Ancora nelle sue ultimissime dichiarazioni quando parla della "diffusione sulla stampa di segreti individuali e intimi che non hanno niente a che fare con le indagini".
Nordio vuole le intercettazioni solo per mafia e terrorismo? Vediamo che cosa accadrebbe nei codici se dovesse passare la sua linea. Partendo dalla principale contraddizione. N…
Nordio dice, ma si contraddice. Sulle intercettazioni parla da politico, non da giurista, né da ex pubblico ministero, che gli ascolti li ha pure usati quando lavorava a Venezia. Confonde le regole del codice penale con quella della propaganda dei partiti, da sempre contraria. Il codice, da Rocco in avanti, punisce i reati, la politica invece tende a proteggere se stessa. Tant'è che quella di destra - vedi Berlusconi - è sempre stata contro le intercettazioni, usando la scusa "che poi escono sui giornali". Proprio la stessa che, da quando ha giurato al Quirinale, utilizza lo stesso Nordio. Ancora nelle sue ultimissime dichiarazioni quando parla della "diffusione sulla stampa di segreti individuali e intimi che non hanno niente a che fare con le indagini".
Nordio vuole le intercettazioni solo per mafia e terrorismo? Vediamo che cosa accadrebbe nei codici se dovesse passare la sua linea. Partendo dalla principale contraddizione. Nella prima legge firmato dallo stesso Nordio, il ben noto decreto sui rave party, ecco la pena da tre a sei anni, quindi la possibilità di fare intercettazioni. Visto che oggi l'articolo 266 del codice di procedura penale sui "limiti di ammissibilità" delle intercettazioni stabilisce che sono possibili per i delitti puniti con l'ergastolo - quindi anche un omicidio non di mafia - e per tutti quelli che prevedono una pena "superiore nel massimo a cinque anni".
Ovviamente, in questa previsione, rientrano non solo i crimini commessi dalla criminalità organizzata - un omicidio, un sequestro, un'estorsione - ma anche quelli che non hanno questa finalità. Nonché tutti i reati di corruzione, puniti con pene molto alte. Il peculato fino a cinque anni, la malversazione fino a otto anni, la concussione fino a 12 anni, la corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio fino a 12 anni, la corruzione in atti giudiziari punita da otto a 20 anni, l'induzione indebita a dare o promettere utilità punita da sei a 10 anni e sei mesi.
È davvero pensabile che l'attuale Guardasigilli voglia, o possa, escludere questi reati da quelli intercettabili? È lo stesso codice penale, oggi, a indicare quali sono gli altri reati che rendono legittimo, per la loro gravità, un ascolto. Eccoli: i "delitti concernenti le sostanze stupefacenti o psicotrope"; quelli "concernenti le armi e le sostanze esplosive". E ancora i delitti di contrabbando. Nonché i reati di ingiuria, minaccia, usura, di abusiva attività finanziaria, l'abuso di informazioni privilegiate, la manipolazione del mercato, la molestia o il disturbo alle persone col mezzo del telefono.
L'elenco dell'articolo 266 prosegue con i reati a sfondo sessuale, come lo stalking e il revenge porn, cioè il vero e proprio ricatto sessuale. E ancora tutti quelli che servono per tutelare i bambini da crimini odiosi, come la pedopornografia, l'adescamento, la pedopornografia virtuale.
Stiamo parlando delle conquiste delle donne per se stesse e per i loro figli. Nordio vuole davvero cancellare queste norme di civiltà nella sua crociata contro le intercettazioni? E non dirà nulla la responsabile Giustizia della Lega Giulia Bongiorno che, con il suo Codice rosso, da ministra della Pubblica amministrazione nel governo gialloverde, ha sottoscritto proprio queste tutele? Solo per timore che le intercettazioni escano sui giornali?
E ancora. Sarà mai possibile rendere non più intercettabili il commercio delle sostanze alimentari nocive, la contraffazione dei marchi e dei prodotti industriali? A quel punto cadrà anche la possibilità di intercettare chi partecipa ai rave party, cioè lo stesso reato per cui Nordio ha appena reso possibili le intercettazioni per decreto legge.
Giustamente il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, come qualsiasi altro magistrato italiano, ha detto che per le indagini di mafia sono indispensabili le intercettazioni. Ma non lo sono forse anche per la corruzione, che spesso porta alla mafia? E comunque è un reato gravissimo in sé e per sé? E passi che Nordio vuole cancellare l'abuso d'ufficio, punito fino a 4 quattro anni, sempre che gli alleati Lega e FdI glielo consentano. Ma da qui a fare tabula rasa degli ascolti per reati gravi e gravissimi che possono portare anche a scoprire le pressioni della criminalità organizzata ce ne corre.
Il ministro della Giustizia comunque preferisce e indica un'altra strada, quella delle intercettazioni preventive, anche per mafia e terrorismo, che vengono svolte dai servizi segreti, che non comportano brogliacci, che non finiscono nelle ordinanze di custodia cautelare. Sono segrete, solo un input per le indagini, e tali restano. Quindi nessuna possibilità di vederle spuntare sui giornali.
Ma non finisce qui. Perché giusto in queste ore la commissione Giustizia del Senato sta andando avanti con la sua indagine sulle intercettazioni voluta dalla presidente Giulia Bongiorno, a partire dall'uso della microspia Trojan. Nelle intenzioni di Bongiorno doveva essere solo un'indagine conoscitiva. Ma a leggere le dichiarazioni del centrodestra suona già come un processo a qualsiasi intercettazione. Soprattutto se fatta con il Trojan.
Anche il Trojan è regolato dallo stesso articolo 266 del codice di procedura penale che lo rende utilizzabile per gli stessi reati. Ma, qualora il Trojan "entri" in un domicilio privato, l'ascolto sarà possibile solo se "se vi è il fondato motivo di ritenere che lì si stia svolgendo l'attività criminosa". Dopo la legge Spazzacorrotti dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, il Trojan può essere usato, oltre che per i delitti di mafia, anche "per i delitti dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni". E da qui parte la battaglia del centrodestra per limitarne l'uso. Con la richiesta già annunciata, e condivisa da Nordio, di usare questa potente microspia, che consente anche le riprese video dell'ambiente, nonché di catturare i contenuti della memoria del cellulare, solo per la mafia, ma non più per la corruzione. Una linea politica che limita gli ascolti alla sola criminalità organizzata.