Migranti, Meloni sente Macron: "Urgenti soluzioni per il controllo delle frontiere Ue". La premier presto a Parigi
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - La telefonata, riferisce Palazzo Chigi, è stata cordiale. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron tornano a sentirsi, in un clima che viene definito di disgelo, dopo lo scontro sull'accoglienza e la redistribuzione dei migranti. E il tema dell'immigrazione è stato uno di quelli affrontati nel corso del colloquio fra i due leader. C'è una prima convergenza su una questione di fondo, "il contrasto" dei flussi "attraverso un effettivo controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea". E la premier italiana si premura di sottolineare che c'è la volontà "di continuare a confrontarsi su tematiche largamente condivise". In realtà alcuni nodi restano da sciogliere: come, appunto, quello sul ricollocamento dei migranti dopo gli sbarchi ma l'obiettivo di Meloni è quello di trovare un sentiero comune sul quale giungere al Consiglio europeo di Bruxelles del 9 …
ROMA - La telefonata, riferisce Palazzo Chigi, è stata cordiale. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron tornano a sentirsi, in un clima che viene definito di disgelo, dopo lo scontro sull'accoglienza e la redistribuzione dei migranti. E il tema dell'immigrazione è stato uno di quelli affrontati nel corso del colloquio fra i due leader. C'è una prima convergenza su una questione di fondo, "il contrasto" dei flussi "attraverso un effettivo controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea". E la premier italiana si premura di sottolineare che c'è la volontà "di continuare a confrontarsi su tematiche largamente condivise". In realtà alcuni nodi restano da sciogliere: come, appunto, quello sul ricollocamento dei migranti dopo gli sbarchi ma l'obiettivo di Meloni è quello di trovare un sentiero comune sul quale giungere al Consiglio europeo di Bruxelles del 9 e 10 febbraio, nel corso del quale si tratterà appunto di immigrazione. Fonti francesi si limitano comunque a citare in fondo alla nota "le questioni migratorie". Di certo, la telefonata - la seconda dopo quella di novembre in cui Macron espresse solidarietà all'Italia per la tragedia di Ischia - pone le premesse per un incontro che finora, proprio a causa dello scontro sui migranti, non si è ancora tenuto: non è da escludere un bilaterale a Parigi ma la data incombente del Consiglio europeo rende ancora incerta la prospettiva.
Nel corso del loro colloquio Meloni e Macron hanno affrontato vari argomenti: dalla revisione del patto di stabilità agli interventi anti-inflazione, ponendosi come obiettivo la competitività delle imprese europee a fronte del piano americano di aiuti di Stato. E si sono soffermati a lungo sulla guerra in Ucraina. Nello specifico hanno "parlato del sostegno militare, umanitario ed economico che l'Europa garantisce contro l'aggressione della Russia" e hanno ribadito "la loro determinazione ad andare avanti fin quando sarà necessario". Francia e Italia, peraltro, collaborano nello sviluppo del sistema di scudo aereo Samp/T, che dovrebbe essere inviato a Kiev. Il Consiglio supremo di Difesa presieduto da Sergio Mattarella, dicendo che l'Italia promuove il negoziato, ha confermato "il sostegno al popolo ucraino nella difesa del proprio territorio e della propria sovranità". Durante l'intervista a Bruno Vespa, il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che "presto" Meloni andrà a Kiev e ha speso parole di apprezzamento per la titolare di Palazzo Chigi: "La aspettiamo molto. C'era chi divulgava informazioni che questo governo sarebbe stato più filorusso" rispetto a quello di Draghi. "Invece - afferma Zelensky - oggi vedo Giorgia filoitaliana e questa è la cosa più importante: sostiene l'Ucraina".