ROMA - Dietrofont: viva le intercettazioni. Contro i mafiosi. È bastata l'euforia per la cattura di Matteo Messina Denaro, e la precisazione del procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, che ieri a Repubblica ha rivelato che gli ascolti sono stati "uno dei pilastri dell'inchiesta", per indurre il ministro della giustizia Carlo Nordio a precisare, dopo i distinguo passati ("uso eccessivo e strumentale"), che "sono assolutamente indispensabili nella lotta alla mafia". In tanti, nel centrodestra, si sono accodati; "uno strumento di indagine privilegiato", l'ha definito il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto.
Le opposizioni però non si fidano. Secondo la capogruppo M5s al Senato, Barbara Floridia, Nordio in realtà ha smentito se stesso: "Prima diceva con sicumera che "i mafiosi non parlano al telefono". Oggi invece le reputa indispensabili". Lo strumento viene…
ROMA - Dietrofont: viva le intercettazioni. Contro i mafiosi. È bastata l'euforia per la cattura di Matteo Messina Denaro, e la precisazione del procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, che ieri a Repubblica ha rivelato che gli ascolti sono stati "uno dei pilastri dell'inchiesta", per indurre il ministro della giustizia Carlo Nordio a precisare, dopo i distinguo passati ("uso eccessivo e strumentale"), che "sono assolutamente indispensabili nella lotta alla mafia". In tanti, nel centrodestra, si sono accodati; "uno strumento di indagine privilegiato", l'ha definito il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto.
Le opposizioni però non si fidano. Secondo la capogruppo M5s al Senato, Barbara Floridia, Nordio in realtà ha smentito se stesso: "Prima diceva con sicumera che "i mafiosi non parlano al telefono". Oggi invece le reputa indispensabili". Lo strumento viene difeso a spada tratta dal'ex procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, ora deputato M5s, che ricorda come spesso si arrivi ad individuare i reati di mafia proprio grazie alla possibilità di intercettare quelli di corruzione o fattispecie minori.
Tutta la partita si gioca sul filo dell'ambiguità, secondo le minoranze. Perché è nella retorica sul ridimensionamento delle intercettazioni per i reati minori che si nasconde la vera insidia. "Pensano forse che la corruzione sia un reato minore slegato dalle condotte mafiose?", si chiedono le capogruppo M5S nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, Valentina D'Orso e Ada Lopreiato.
"Non mi rassicura il fatto che si dica semplicemente che le intercettazioni non saranno precluse per la lotta alla mafia e per i reati direttamente collegati. Perché spesso ci sono reati che non sono direttamente manifestazione dell'organizzazione mafiosa, i reati cosiddetti spia, da cui si può risalire poi alla presenza mafiosa", ha spiegato il deputato Pd ed ex ministro Andrea Orlando.
Oggi Nordio è atteso al Senato per la relazione sulla giustizia. Secondo i retroscena Fratelli d'Italia gli avrebbe chiesto di non allargare le maglie. "Quello che va cambiato è l'abuso che se ne fa per reati minori, con la diffusione sulla stampa di segreti individuali che non hanno a che fare con le indagini", promette il guardasigilli.