Niente accise sul cherosene per i jet privati. Appello degli ambientalisti a Meloni: "Serve un intervento, tasse anche ai ricchi"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliL'operaia che va in fabbrica, il papà che porta i figli a scuola, il furgoncino dell'artigiano o quelle delle consegne, la gita fuori porta della famiglia: chiunque utilizzi l'automobile, facendo il pieno di carburante, paga diversi euro di accise. L'imprenditore, il manager, il politico o il calciatore che invece monta sul jet privato - inquinando in un'ora di volo quanto un normale cittadino in un anno - non paga un euro di accise sul cherosene nel serbatoio. Per questo il collettivo 'Jet dei ricchi', che su Twitter e Instagram monitora i voli degli aerei privati calcolandone l'impatto ambientale, rivolge un appello a Giorgia Meloni: "Facciamo qualcosa? Oppure la transizione la facciamo pagare solo alla gente comune?".
Intanto va fatta una premessa: il cherosene per i velivoli storicamente è esente da tassazione, tranne qualche eccezione in Europa come la Norvegia. La ragione è che l'aviazione è un comparto t…
L'operaia che va in fabbrica, il papà che porta i figli a scuola, il furgoncino dell'artigiano o quelle delle consegne, la gita fuori porta della famiglia: chiunque utilizzi l'automobile, facendo il pieno di carburante, paga diversi euro di accise. L'imprenditore, il manager, il politico o il calciatore che invece monta sul jet privato - inquinando in un'ora di volo quanto un normale cittadino in un anno - non paga un euro di accise sul cherosene nel serbatoio. Per questo il collettivo 'Jet dei ricchi', che su Twitter e Instagram monitora i voli degli aerei privati calcolandone l'impatto ambientale, rivolge un appello a Giorgia Meloni: "Facciamo qualcosa? Oppure la transizione la facciamo pagare solo alla gente comune?".
Intanto va fatta una premessa: il cherosene per i velivoli storicamente è esente da tassazione, tranne qualche eccezione in Europa come la Norvegia. La ragione è che l'aviazione è un comparto troppo importante per il turismo, per lo scambio di merci, per avvicinare paesi diversi, si è sempre detto. "Ma è anche un settore molto potente che sa fare enormi pressioni sui decisori pubblici", raccontano dal collettivo. A proposito di 'Jet dei ricchi', sono principalmente due le persone che si sono specializzate in questa battaglia politico-culturale, una di base a Parigi e una a Roma. "Poi abbiamo altri amici e compagni che di volta in volta ci danno consulenze specifiche, i dati che incrociamo ed elaboriamo comunque sono tutti pubblici", dice uno dei due, il cui nome - come da tradizione dei collettivi - "non è importante, conta il messaggio".
Formalmente comunque un'accisa per i jet privati ci sarebbe e vale 30 centesimi al litro. Ma il condizionale è d'obbligo: la tassa si attiva solo se il proprietario dei jet privati lo è anche formalmente e lo utilizza per sé. Invece non accade mai perché questi jet sono intestati non ad una persona fisica ma a una società che a sua volta li dà in gestione ad un'altra ancora di chartering, la quale al contempo offre voli commerciali a terzi; da quel momento insomma il mezzo è equiperato a tutti quelli di altre aziende di aviazione. Quindi niente accise.
Un jet medio brucia 22 litri di cherosene al minuto, un volo da Milano a Roma insomma vale oltre 1.000 litri. Con una tassazione da 30-40 centesimi a litro - come per i carburanti dei comuni mortali - sarebbero 300-400 euro di accise. Il think tank Transport & Environment stima con prudenza che una tassazione sul cherosene dei jet privati genererebbe 325 milioni di euro, se imposta a livello europeo. Spiccioli? "Intanto sarebbe comunque un messaggio di giustizia parificare le tassazioni - rispondono dal collettivo - né c'è da dimenticare il devastante impatto ambientale, in proporzione, che questo mezzo di trasporto per pochi fortunati ha rispetto all'utilizzo dell'automobile o ancor di più del treno".
Fra le altre cose tecnicamente queste compagnie sarebbero coinvolte dalla carbon tax, ma livello europeo nel regolamento ci sono due condizionali-scappatoie che di fatto esentano i charter dalla compensazione ambientale necessaria. Intanto comunque nell'ultima finanziaria il governo francese ha adottato un piano per allineare il tasso d'imposizione del carburante dei jet a quello delle automobili.
"Senza lotta sociale l'ambientalismo è giardinaggio e quello dei jet privati è un tema che accosta giustizia sociale con quella ambientale, non riteniamo fruttuoso affrontare i due temi separatamente", spiegano i ragazzi di 'Jet dei ricchi'. Da qui l'appello a Meloni che, giusto qualche giorno fa parlando alla platea del suo partito a Milano, diceva che il nuovo governo non vuol essere forte coi deboli e debole coi forti. In teoria questo argomento sarebbe l'occasione perfetta per dimostrarlo.