Intercettazioni, Nordio: "Non toccheremo reati satelliti mafia. Il Parlamento non sia supino ai pm"
di Liana MilellaROMA - Interrotto da quattro lunghi applausi, anche alla Camera, il Guardasigilli Carlo Nordio parla di nuovo delle intercettazioni e ribadisce la sua idea, non devono uscire sui giornali. "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non ho mai dettto di voler toccare quelle sul terrorismo e la mafia, e anche quelle dei reati satelliti nei confronti di questi fenomeni perniciosi". Dopo cinque ore di dibattito, proprio com'è accaduto ieri al Senato, la maggioranza vede la convergenza sulla giustizia anche del Terzo polo. Tant'è che la risoluzione proposta dai partiti del governo Meloni ottiene 206 voti a favore rispetto a 119 contrari. Mentre quella del Terzo polo 208 sì e 116 no.
Ma prim'ancora di buttarsi in una lunga disquisizione sulle intercettazioni, con continue citazioni dotte, Nordio annuncia che è pronto l'intervento del governo sulla legge Cartabia e la polemica sui reati perseguibili solo a querela, tra cu…
ROMA - Interrotto da quattro lunghi applausi, anche alla Camera, il Guardasigilli Carlo Nordio parla di nuovo delle intercettazioni e ribadisce la sua idea, non devono uscire sui giornali. "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non ho mai dettto di voler toccare quelle sul terrorismo e la mafia, e anche quelle dei reati satelliti nei confronti di questi fenomeni perniciosi". Dopo cinque ore di dibattito, proprio com'è accaduto ieri al Senato, la maggioranza vede la convergenza sulla giustizia anche del Terzo polo. Tant'è che la risoluzione proposta dai partiti del governo Meloni ottiene 206 voti a favore rispetto a 119 contrari. Mentre quella del Terzo polo 208 sì e 116 no.
Ma prim'ancora di buttarsi in una lunga disquisizione sulle intercettazioni, con continue citazioni dotte, Nordio annuncia che è pronto l'intervento del governo sulla legge Cartabia e la polemica sui reati perseguibili solo a querela, tra cui anche le lesioni con l'aggravante della mafia. Detto fatto. Il consiglio dei ministri è già convocato per oggi pomeriggio. "La legge ha creato criticità a cui il governo cercherà di rimediare con un intervento chirurgico e immediato" dice Nordio. Sarà un disegno di legge, e non un decreto. Per evitare gli effetti del decreto Rave. Molto contenuto, forse pochi articoli, addirittura solo un paio. Per eliminare la querela per l'aggravante mafiosa nelle lesioni e per consentire comunque il fermo anche senza la querela per 48 ore.
Nordio elenca i tipi di intercettazioni esistenti in Italia: "Senza tediarvi con una lezione di procedura penale, ripeto però, sennò si rischia di parlare a vuoto, che le intercettazioni sono di tre tipi: il primo disposto dalla procura generale di Roma per garantire la sicurezza dello Stato. Si tratta di intercettazioni ultrasegrete, e nessuna di queste è mai uscita sui giornali, per la competenza di chi ne garantisce la sicurezza". Prosegue Nordio: "Esistono poi le intercettazioni preventive, autorizzate dai pm come impulso alle indagini nella ricerca della prova e per il sospetto su autori di reati molto gravi. Sono utilissime, avvengono sotto la vigilanza del pm, sono segrete, perché il pm è l'unico responsabile della gestione e del loro uso, restano in cassaforte, non sono diffuse perché si individuerebbe subito il magistrato che le ha disposte. Sono rilevantissime ed essenziali".
Nordio va avanti. "Esiste poi un terzo tipo di intercettazioni, quelle giudiziarie. Qui c'è il pasticcio colossale perché per fare la punta troppo aguzza, la punta stessa si è spezzata. Perché attraverso il passaggio da pm a giudice e con le perizie, le intercettazioni finiscono a conoscenza di persone che non hanno diritto di conoscerle, e su fatti che non hanno a che fare con il processo. Ecco l'abuso su cui sicuramete interverremo - e qui dalla parte destra dell'assemblea parte un applauso - perché si tratta di notizie che diffamano l'onore privato dei cittadini".
Nordio cita l'articolo 15 della Costituzione che "garantisce la segretezza delle comunicazioni", aggiunge che "la limitazione può avvenire per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge". Ma, chiosa Nordio, "l'eccezione non è la regola". E prosegue sempre tra gli applausi: "La regola invece è stata invertita" perché vengono pubblicati anche i brogliacci.
Nordio torna alla sua frase già pronunciata a dicembre durante le sue audizioni nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato sui marescialli che fanno cattive trascrizioni e precisa: "Non ho detto che sono inaffidabili per cattiveria di chi li scrive, ma perché la trascrizione è difficilissima e l'errore è in agguato". E conclude il suo ragionamento sulla legge in vigore: "Non è fatta male, ma il danno è fatto lo stesso perché i brogliacci fasulli sono già usciti sui giornali". E qui parte il terzo applauso. Insomma, chiosa Nordio, è "un dialogo tra sordi".
Il Guardasigilli contesta anche chi sostiene che dopo la riforma Orlando del 2017, resa effettiva nel 2020, queste fughe non sarebbero più avvenute. Ma Nordio cita, per dimostrare che non è così, le intercettazioni fresche di uscite del governatore Zaia, quelle della polemica con il virologo Crisanti, e questo - chiosa Nordio - "dimostra il fallimento di quella legge". E qui in ministro viene interrotto dall'applauso più lungo riscosso fino a questo momento. E segue subito dopo il suo annuncio: "Se non interverremo su questo abuso cadremmo in una democrazia dimezzata perché la segretezza è l'altra faccia della libertà, perché una volta uscita l'intercettazione, la conseguenza icastica è irrimediabile".
"Il Parlamento non sia supino ai pm"
Nordio poi si rivolge ai magistrati che, sui giornali, e anche su Repubblica con l'ex procuratore Armando Spataro, contestano la sua impostazione. "Non mi stupisco - dice Nordio - delle reazioni negative dei miei ex colleghi perché ognuno di noi vede la realtà attraverso i propri pregiudizi. Quindi i colleghi che si sono sempre occupati di mafia è ovvio che la pensino così, ma questo non vuol dire che io debba essere supino e acquiescente a questa visione". Ancora applausi scroscianti.
Intercettazioni, Nordio: "Il Parlamento non sia supino alle posizioni dei pm"
Nordio cita anche il caso dell'ex comandante del Ros Mario Mori, "sottoposto per 17 anni a un procedimento penale da cui è stato assolto con una carriera rovinata e nessuno lo ha risarcito".
Nordio contro Cafiero De Raho, "non tutto è mafia"
Aveva detto a Nordio l'ex procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, oggi deputato di M5S: "Lei dice che non toccherà le mafie, ma lei parte da un presupposto che non corrisponde alla realtà. Lei pensa che le mafie siano qualcosa di diverso dalla corruzione e dalle illegalità. Le mafie prosperano su questo campo: se non si ara questo campo, non arriveremo mai a contrastare le mafie". Netta la risposta di Nordio in sede di replica: "Lei è un pm che si è occupato sempre di mafia, ha una visione pan mafiosa.... Ma se è vero che oggi tutto è mafia allora l'antimafia cos'ha fatto? Ha lavorato male? Io credo che non sia così, non credo ci siano tutte queste infiltrazioni, io non credo che tutto sia mafia, la realtà sta nel mezzo".
Nordio, i sindaci di sinistra mi chiedono di eliminare l'abuso d'ufficio
Nordio affronta la velata quaestio dell'abuso d'ufficio. "È noto che io sono per l'abolizione tout court... Ma politica è l'arte del possibile e del compromesso... Ma da me è venuta una vera e propria processione di sindaci dei vostri partiti implorando di eliminare questo reato". Segue un applauso lunghissimo di una parte dell'emiciclo.
Nordio Jeckyll e Hyde
Ieri, al Senato, era stato l'ex pm di Palermo Roberto Scarpinato, di M5S, ad accusare Nordio di vestire contemporaneamente i panni del dottor Jeckyll e di mister Hyde, "giustizialista contro i deboli e garantista contro i forti", un paragone che deve aver infastidito il Guardasigilli che oggi ha citato la frase più volte. A proposito delle intercettazioni, dell'abuso d'ufficio, e anche della riforma Cartabia.
L'ironia del Pd sui "quattro Nordio"
Tutto giocato sul filo dell'ironia, e dei "quattro Nordio", l'intervento della capogruppo del Pd Deborah Serracchiani che conviene ripercorre nei suoi passaggi numerici. "Nordio 1, Nordio 2 e Nordio 3. Il primo dice che i mafiosi non parlano al telefono, ma alla prova dei fatti Matteo Messina Denaro è stato arrestato con due telefoni in tasca. Il secondo dice che i mafiosi non parlano al telefono dei loro reati, eppure Matteo Messina Denaro è stato arrestato proprio per quanto emerso dalle intercettazioni. Il terzo Nordio alla Camera dice che poiché i mafiosi parlano al telefono anche dei loro reati, ma più frequentemente di altri reati, sostiene che le intercettazioni si faranno anche per quei reati satellite a quelli di natura mafiosa. Attendiamo di capire dal Nordio numero quattro cosa intende dire. Un po' preoccupati, per la verità".
La solidarietà di Costa di Azione
Piena adesione a Nordio arriva invece da Azione. Ecco cosa dice il vice segretario e responsabile Giustizia Enrico Costa: "Voteremo sì alla relazione del ministro Nordio. Quasi mai ho visto intorno alle posizioni di un Guardasigilli un tale calore da parte di questa aula. Se venisse posto il voto segreto sono convinto che tanti hanno battuto le mani sotto il banco nel Pd forse voterebbero a favore". E ancora: "Auspichiamo che il ministro tragga da ciò un'ulteriore spinta a non scendere a compromessi con tutti quelli che lo tireranno per la giacca".
Il duro attacco di Conte
"Un'improvvida crociata contro le intercettazioni" dice il capo di M5S Giuseppe Conte, che attacca duramente Nordio. Gli afferma: "Sono previste per tutti i reati con pene superiori a cinque anni. Punto. Siamo d'accordo o no?". E poi: "La mafia non si serve più delle bombe, ma di mazzette e pressioni intimidatorie che sono il varco per entrare nelle nostre istituzioni". E poi: "Noi continueremo a ostacolare tutte le misure con cui state rendendo la vita più facile per corrotti e corruttori". "Il vostro modello ha una visione censitaria e in serie B è collocata la gente comune". Conte chiude così: "Questo governo ci preoccupa perché la sua visione ci appare distorta anche sui principi costituzionali come l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e il rispetto per l'autonomia e l'imparzialità dei magistrati".