✕

Resa dei conti sul manifesto dei valori: un Pd che rinnega il jobs act e anti liberista

Il braccio di ferro è se la nuova carta dei valori vada approvata o semplicemente considerata un documento "istruttorio" e rischia di rivelarsi il bis di quello delle scorse settimane sul voto online alle primarie. Ecco il testo della bozza
2 minuti di lettura

ROMA - Una novità su tutte nella nuova carta dei valori del Pd: non più un partito con sfumature liberiste che ritiene lo Stato non debba intervenire sul mercato, ma d'accordo con una nuova stagione di intervento pubblico. Nell'introduzione del manifesto del Pd, sotto il titolo "Il filo rosso", due pagine fitte disegnano il principio che il partito rifondato farà suo: "Uno Stato regolatore e innovatore è in grado di fare risaltare la capacità trasformativa delle imprese e del nostro settore produttivo correggendo e evitando al tempo stesso i fallimenti del mercato". E poi dignità del lavoro (con una virata per allontanarsi dal jobs act renziano), la sottolineatura della lotta alle disuguaglianze, la centralità della transizione ecologica, dei diritti, della tutela dell'ambiente. La collocazione social democratica è più netta. Tuttavia la politologa Nadia Urbinati, una delle "costituenti…

ROMA - Una novità su tutte nella nuova carta dei valori del Pd: non più un partito con sfumature liberiste che ritiene lo Stato non debba intervenire sul mercato, ma d'accordo con una nuova stagione di intervento pubblico. Nell'introduzione del manifesto del Pd, sotto il titolo "Il filo rosso", due pagine fitte disegnano il principio che il partito rifondato farà suo: "Uno Stato regolatore e innovatore è in grado di fare risaltare la capacità trasformativa delle imprese e del nostro settore produttivo correggendo e evitando al tempo stesso i fallimenti del mercato". E poi dignità del lavoro (con una virata per allontanarsi dal jobs act renziano), la sottolineatura della lotta alle disuguaglianze, la centralità della transizione ecologica, dei diritti, della tutela dell'ambiente. La collocazione social democratica è più netta. Tuttavia la politologa Nadia Urbinati, una delle "costituenti", pone la questione se non sia il caso di condannare con più severità il capitalismo nel manifesto del Pd.

Ma la riunione ieri sera al Nazareno del comitatone dei saggi, cioè degli 85 costituenti (erano 87 ma lo scrittore Maurizio De Giovanni e l'ex capogruppo dem Luigi Zanda ne sono usciti) è l'antipasto di uno scontro che è sul metodo (e rimanda al merito). Rischia di rivelarsi il bis di quello delle scorse settimane sul voto online alle primarie. A due giorni dall'Assemblea costituente dem di sabato, il braccio di ferro è se la nuova carta dei valori vada approvata o semplicemente considerata un documento "istruttorio": sarà poi il segretario eletto nei gazebo il 26 febbraio e il rinnovato "parlamentino" dem, a integrare e votare il manifesto che riscrive quello della nascita del Pd nel 2008. 

Elly Schlein, la candidata della sinistra alla leadership, e i bersaniani non vogliono rinvii. Li ritengono scherzetti che non portano a niente di buono in un Pd in cerca di rilancio, di allargamento e di novità. Marina Sereni, franceschiniana e supporter di Schlein, chiede ieri che la discontinuità sia segnalata subito, già sabato prossimo. Stefano Bonaccini, lo sfidante super favorito, invita: "Non è il momento di spaccarsi su questo: avremo modo di approfondire ulteriormente". La linea dei riformisti e dei cattolico-democratici è che la bozza resti bozza. Se dovesse essere sottoposta al voto, ipotizzano via libera con rinvio (alla nuova Assemblea) o con riserva. Perciò ieri il segretario uscente Enrico Letta ha offerta una strada per evitare strattoni. Essendo garante della fase costituente insieme con Roberto Speranza, leader di Articolo uno, immagina di presentare sabato un documento a premessa della nuova carta dei valori, in cui tutti i dem possano riconoscersi e quindi votarlo. 

Arturo Scotto, coordinatore dei bersaniani, ricorda l'importanza del passaggio di sabato in Assemblea costituente per gettare la basi del Pd che sarà, e proprio il rapporto con il mercato e l'economia sono dirimenti. Per la sinistra e Schlein il voto è inevitabile, peraltro previsto dalla statuto dem. Dal  Nazareno cercano di calmare le acque e segnalano che le bozze sono appunto bozze, quindi possono essere riviste e corrette, il lavoro è in fieri e continuerà a esserlo fino a sabato.

Ecco la bozza dell'introduzione al manifesto Pd.