"Ti presento Razov". L’ex consigliere FdI e quel sogno di lavorare per i russi
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaIl consigliere di Fratelli d'Italia a Brescia, pochi mesi prima dello scoppio della guerra in Ucraina per volere di Vladimir Putin, sognava di lavorare per i russi. E per lui il gruppo dell'eurodeputato Carlo Fidanza si prodigava con tanto di viavai dall'ambasciata russa a Roma. È una storia forse di millanterie, ma anche di relazioni e incontri verissimi, quella che parte dal gruppo di FdI a Brescia e arriva all'ambasciata russa nella Capitale.
Questa storia è un rivolo dell'indagine che riguarda Fidanza, che per la procura di Milano avrebbe compiuto "atti contrari ai doveri di ufficio" in relazione "alle dimissioni dalla carica di consigliere del Comune di Brescia rassegnate il 25 giugno 2021 da Gianfranco Acri in favore del subentro del primo dei non eletti, Giangiacomo Calovini, in cambio della contestuale assunzione quale assistente del parlamentare europeo del figlio del medesimo Acri". Ma nelle carte del Nucleo di polizia e…
Il consigliere di Fratelli d'Italia a Brescia, pochi mesi prima dello scoppio della guerra in Ucraina per volere di Vladimir Putin, sognava di lavorare per i russi. E per lui il gruppo dell'eurodeputato Carlo Fidanza si prodigava con tanto di viavai dall'ambasciata russa a Roma. È una storia forse di millanterie, ma anche di relazioni e incontri verissimi, quella che parte dal gruppo di FdI a Brescia e arriva all'ambasciata russa nella Capitale.
Questa storia è un rivolo dell'indagine che riguarda Fidanza, che per la procura di Milano avrebbe compiuto "atti contrari ai doveri di ufficio" in relazione "alle dimissioni dalla carica di consigliere del Comune di Brescia rassegnate il 25 giugno 2021 da Gianfranco Acri in favore del subentro del primo dei non eletti, Giangiacomo Calovini, in cambio della contestuale assunzione quale assistente del parlamentare europeo del figlio del medesimo Acri". Ma nelle carte del Nucleo di polizia economica e finanziaria salta fuori anche la storia delle missioni a Roma di Acri, che avrebbe chiesto in cambio delle sue dimissioni anche un paio di incarichi di prestigio per lui stesso. Il più importante, quello di possibile console onorario della Russia in Calabria, la sua regione d'origine.
Fidanza dice a Calovini di metterlo quindi in contatto con lo staff dell'ambasciatore Sergey Razov, sapendo che comunque la missione era impossibile. Acri, che è sposato con una donna russa, Ekaterina, il 21 aprile del 2021 manda una serie di messaggi a Calovini, esperto di relazioni internazionali e con una agenda molto ampia nelle ambasciate in Italia: si tratta di sms "riguardanti il procacciamento di un appuntamento presso l'ambasciata russa a Roma (questione "Console Onorario")". Colavini "si prodiga quindi al fine di intercedere con funzionari dell'Ambasciata Russa a Roma". Il riferimento in ambasciata sarebbe stato Alexey Fedeev, il portavoce dell'Ambasciata della Confederazione russa in Italia.
Il 26 maggio 2021 Calovini chiede ad Acri di inviargli i documenti di identità suoi e di sua moglie, per "l'ottenimento del lasciapassare presso l'Ambasciata". Il giorno dopo, 27 maggio 2021, Acri e la moglie sono in viaggio per Roma e il primo scambia alcuni messaggi con Calovini, al fine di prendere atto del programma giornaliero che prevede anche alcuni incontri con esponenti politici del partito FdI, da Giovanni Donzelli al senatore Gianpietro Maffoni. Passano diverse settimane, la pratica sembra ferma, ma il 7 ottobre 2021 Acri comunica a Calovini di aver finalmente ottenuto la cittadinanza russa "verosimilmente grazie ai contatti fornitigli proprio da Calovini". La nomina non arriverà. Ma chissà magari, se non fosse scoppiata la guerra, il 2022 sarebbe stato l'anno giusto per coronare il sogno di Acri.