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Conte spedisce le lettere agli ex M5S: "Dateci i soldi e con gli interessi"

(ansa)
Firmate dal leader e dal tesoriere Claudio Cominardi. La maggior parte dei presunti morosi erano passati con Luigi Di Maio in Impegno civico
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Le raccomandate sono partite subito dopo la Befana e qualcuna è già arrivata a destinazione, con supremo scorno dei riceventi. Firmate da Giuseppe Conte e dal tesoriere Claudio Cominardi, le lettere sono indirizzati agli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle che avevano lasciato il partito e la sostanza è: dateci i soldi che ci dovevate e con gli interessi. L'oggetto della comunicazione non lascia scampo a dubbi: "Regolarizzazione posizione contributiva. Intimazione ad adempiere e costituzione in mora".

Di cosa si sta parlando? Qui tocca fare un passo indietro. I parlamentari e consiglieri regionali del M5S - un po' come tutti quelli anche di altri partiti - erano e sono tenuti da regolamenti e prassi interne a restituire una quota della propria indennità per finanziare la struttura. Nel caso del Movimento si faceva di più: una parte andava al fondo restituzioni, con il quale negli anni sono state finanziate microimprese o associa…

Le raccomandate sono partite subito dopo la Befana e qualcuna è già arrivata a destinazione, con supremo scorno dei riceventi. Firmate da Giuseppe Conte e dal tesoriere Claudio Cominardi, le lettere sono indirizzati agli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle che avevano lasciato il partito e la sostanza è: dateci i soldi che ci dovevate e con gli interessi. L'oggetto della comunicazione non lascia scampo a dubbi: "Regolarizzazione posizione contributiva. Intimazione ad adempiere e costituzione in mora".

Di cosa si sta parlando? Qui tocca fare un passo indietro. I parlamentari e consiglieri regionali del M5S - un po' come tutti quelli anche di altri partiti - erano e sono tenuti da regolamenti e prassi interne a restituire una quota della propria indennità per finanziare la struttura. Nel caso del Movimento si faceva di più: una parte andava al fondo restituzioni, con il quale negli anni sono state finanziate microimprese o associazioni di solidarietà; un'altra, prima marginale e ora invece preponderante, al partito. Nel corso degli anni regole e somme sono cambiate, ad esempio per qualche anno gli eletti versavano 300 euro al mese all'associazione Rousseau di Davide Casaleggio per i servizi informatici forniti, ricevendo regolare fattura.

Nelle lettere per i presunti morosi, la maggior parte di loro erano passati con Luigi Di Maio in Impegno civico, è richiesta sia la quota non versata per le restituzioni (2 mila euro al mese) che quella per i cosiddetti servizi forniti dal partito (1.000 euro al mese, "risulta omesso - si legge - il versamento della quota per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche, scudo della rete, comunicazione e altre spese generali").

Poi viene indicato l'Iban dell'associazione M5S al quale versare la somma calcolata da Cominardi e le due diverse causali. "La invitiamo a provvedere immediatamente al saldo pagando, oltre al capitale, anche gli interessi moratori, calcolati al tasso legale, dal giorno della mora al soddisfo". E se uno non paga? Se entro 15 giorni non arriveranno i bonifici, "saremo costretti ad adire le vie legali".

La vicenda però rischia di riaprire una discussione che si è protratta per anni nel Movimento. Racconta uno dei riceventi: "Mi chiedono dei soldi per una piattaforma che non ho richiesto, che non mi è mai servita e che aveva un contratto con l'associazione M5S. Se questa è la scusa per avere fondi per il partito, allora si dovrebbe trattare di erogazioni liberali, che già dal nome sono tali, quindi non obbligatorie. Altrimenti si chiama estorsione di partito". 'Erogazioni liberali' che peraltro si possono scaricare in fase di dichiarazione dei redditi. Ce n'è abbastanza insomma per far finire la vicenda in tribunale, non solo come annunciato nella lettera ma anche da chi in queste ore la sta ricevendo, ex portavoce del M5S che ora si considerano appunto oggetto di una sorta di 'estorsione'. E che anzi, adesso a loro volta rivorrebbero indietro le somme versate nel corso degli anni.