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Aborto, la Camera blinda la 194. Voto unanime dopo la retromarcia di FdI: "La legge non si tocca"

L'Aula vota un ordine del giorno a firma M5S che impegna il governo a non toccare le tutele previste dalla legge. Il governo inizialmente aveva dato parere negativo
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La Camera blinda la 194 e impegna il governo a non toccare le tutele previste dalla legge sull'aborto.

Via libera pressoché unanime dell'Aula a un ordine del giorno a prima firma M5s e poi sostenuto dalle altre forze di opposizione presentato sulla proposta di legge che istituisce la commissione di inchiesta sui femminicidi. L'ordine del giorno dopo una riformulazione del testo ottiene il parere favorevole del governo e recita: "La Camera impegna il governo ad astenersi dall'intraprendere iniziative normative volte ad eliminare o limitare il sistema di tutele previste dalla legge 194". I voti a favore sono stati 257, nessun voto contrario e 3 astenuti.

Il governo inizialmente aveva dato parere contrario all'ordine del giorno pentastellato che chiedeva l'impegno a non intervenire contro la legge 194 e, anzi, a rafforzarla. Tuttavia, gli interventi di alcuni esponenti di minoranza, tra cui Nicola Fratoianni (che ha ricordato le parole della min…

La Camera blinda la 194 e impegna il governo a non toccare le tutele previste dalla legge sull'aborto.

Via libera pressoché unanime dell'Aula a un ordine del giorno a prima firma M5s e poi sostenuto dalle altre forze di opposizione presentato sulla proposta di legge che istituisce la commissione di inchiesta sui femminicidi. L'ordine del giorno dopo una riformulazione del testo ottiene il parere favorevole del governo e recita: "La Camera impegna il governo ad astenersi dall'intraprendere iniziative normative volte ad eliminare o limitare il sistema di tutele previste dalla legge 194". I voti a favore sono stati 257, nessun voto contrario e 3 astenuti.

Il governo inizialmente aveva dato parere contrario all'ordine del giorno pentastellato che chiedeva l'impegno a non intervenire contro la legge 194 e, anzi, a rafforzarla. Tuttavia, gli interventi di alcuni esponenti di minoranza, tra cui Nicola Fratoianni (che ha ricordato le parole della ministra Roccella e della premier Meloni sul tema) e Roberto Giachetti, hanno portato il capogruppo di FdI, Tommaso Foti, a chiedere un supplemento di riflessione e una sospensione della seduta dell'Aula di 10 minuti. Alla ripresa dei lavori, il governo ha cambiato parere. In particolare, a mettere in guardia dalle conseguenze di un voto contrario sull'odg è il deputato del Terzo polo Giachetti, che avverte la maggioranza, ma anche le opposizioni, sul "significato politico" di un eventuale voto contrario dell'Aula che avrebbe costituito il supporto per qualsiasi futuro intervento normativo del governo o della maggioranza contro la legge sull'aborto.

Dietro alla unanimità di facciata non mancano le polemiche sul tema.

"Tentativo miseramente fallito. Fratelli d'Italia difende la legge 194 rimarcando che non va cambiata in nessun modo. Ancora una volta il Movimento 5Stelle dimostra la sua inadeguatezza e impreparazione avendo presentato un ordine del giorno in materia di aborto, alla proposta di legge che instituisce la bicamerale d'inchiesta sul femminicidio. Lo sgambetto tuttavia non è riuscito perchè sul tema Fratelli d'Italia e tutto il centrodestra ha le idee chiarissime: piena attuazione sulla 194, nessuna donna dovrà abortire perché obbligata per questioni economiche, piena attuazione come ha ribadito più volte la nostra presidente Giorgia Meloni". Così il deputato di Fratelli d'Italia, Chiara Colosimo. "Strumentalizzare un tema così sensibile per le donne, inserendolo in un contesto dove il Parlamento si impegna a fermare un fenomeno sociale aberrante come il femminicidio, denota il totale scollamento dei pentastellati dalla realtà. Il governo ci ha messo una pezza, accogliendo l'odg con modifiche, perchè su certi temi non si deve fare propaganda", conclude.

"L'approvazione dell'ordine del giorno M5S a mia prima firma che impegna il governo Meloni a non toccare la legge 194 segna una svolta nel dibattito su questo tema di estrema delicatezza. Anche la maggioranza e l'Esecutivo si sono resi conto che è un impegno doveroso verso tutte le donne e hanno cambiato parere, accogliendo e votando il nostro documento. La legge 194 resta una garanzia dei diritti e dell'autodeterminazione delle donne, un presidio di legalità. Non può essere messa in pericolo per soddisfare mere esigenze elettorali e di consenso. La 194 non si tocca". Lo dichiara in una nota Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle

"Abbiamo costretto il governo ad una marcia indietro: c'è l'impegno esplicito e chiaro a non modificare la 194. Non c'è spazio possibile per i tentativi delle forze più conservatrici e oscurantiste della destra contro le donne". Così la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella.