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Csm, eletto vice presidente il laico Fabio Pinelli, indicato in Parlamento dalla Lega

Passa alla terza votazione con 17 voti rispetto ai 14 del costituzionalista Romboli
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Il plenum è spaccato in due. Ma le sue prime parole puntano all'unità. "Sarò il vicepresidente di tutti, sono un indipendente". Fabio Pinelli, 56 anni, laico del centrodestra il penalista che in Parlamento era stato indicato dalla Lega compatta l'intero suo schieramento, la spunta per soli tre voti dopo un testa a testa col costituzionalista della sinistra, Roberto Romboli, e da ieri è il primo "vice" di destra eletto nel Consiglio superiore della magistratura.

"Cercherò di portare avanti il mio dovere tenendo alti i valori della Costituzione, con il faro del Presidente della Repubblica. Il Consiglio deve riprendere unitarietà di intenti: da parte mia massimo ascolto e condivisione", garantisce Pinelli, appena fuori dell'aula Bachelet. È quanto aveva sottolineato, poco prima, il presidente Sergio Mattarella, che presiede (e non vota) a Palazzo dei Marescialli. "Con la sua elezione, consigl…

Il plenum è spaccato in due. Ma le sue prime parole puntano all'unità. "Sarò il vicepresidente di tutti, sono un indipendente". Fabio Pinelli, 56 anni, laico del centrodestra il penalista che in Parlamento era stato indicato dalla Lega compatta l'intero suo schieramento, la spunta per soli tre voti dopo un testa a testa col costituzionalista della sinistra, Roberto Romboli, e da ieri è il primo "vice" di destra eletto nel Consiglio superiore della magistratura.

"Cercherò di portare avanti il mio dovere tenendo alti i valori della Costituzione, con il faro del Presidente della Repubblica. Il Consiglio deve riprendere unitarietà di intenti: da parte mia massimo ascolto e condivisione", garantisce Pinelli, appena fuori dell'aula Bachelet. È quanto aveva sottolineato, poco prima, il presidente Sergio Mattarella, che presiede (e non vota) a Palazzo dei Marescialli. "Con la sua elezione, consigliere Pinelli, lei è divenuto il punto di riferimento che raccoglie tutti i componenti del Consiglio che devono sentirsi da lei rappresentati, ascoltati e garantiti, nell'esercizio della loro funzione", risuonano le parole del Capo dello Stato. Che torna a difendere "il ruolo di questo Consiglio, organo di garanzia che la Costituzione colloca a presidio dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura". Mentre appare un po' distonica la nota con cui la premier Giorgia Meloni, augurando "buon lavoro a Pinelli", aggiunge: "nella certezza della leale collaborazione col governo per migliorare la giustizia in Italia". Al di là della certo involontaria sgrammaticatura - visto che per ruolo Pinelli interloquisce col presidente della Repubblica - il messaggio è ritenuto "semplicemente distensivo", come si fa notare da Palazzo Chigi. Una nota che vuole evidenziare il risultato della regia unitaria di FdI, a cui comunque costa un po' la scelta di rinunciare, "da subito", all'opzione della meloniana Daniela Bianchini. Sostegno a Pinelli ovviamente anche dal Guardasigilli Carlo Nordio, sicuro che "saprà assolvere con equilibrio, rigore e leale collaborazione al delicato compito a lui assegnato".

Impossibile comunque trovare un'intesa, anche dopo gli scontri sulla giustizia dell'ultima settimana. Così la partita tra Pinelli e Romboli, il professore pisano vicino al Pd, finisce solo al terzo scrutinio: che si chiude 17 a 14, con una scheda bianca, sui 32 votanti (prima avevano chiuso con un 14 a 13, e un 15 a 12). Ecco il gioco dei blocchi in campo: sull'avvocato padovano si schierano, oltre ai sette togati di Mi, e ai sette laici di centrodestra, anche il Terzo Polo col laico Ernesto Carbone, cioè 15 voti sicuri. Ai quali verosimilmente si aggiungono sia il consenso dell'indipendente Andrea Mirenda, sia uno dei due capi di corte (il primo presiente Curzio, o il Pg Salvato). Romboli si aggiudica anche i quattro consensi di Unicost, oltre agli 8 togati di sinistra. Durante il testa a testa appare dispiaciuto: "Non vorrei essere così divisivo". In serata, la nota di Area: "Confidiamo che Pinelli saprà guidare il Consiglio, rappresentando con autorevolezza la magistratura tutta".

L'elezione avviene comunque in tempi serrati: il nuovo eletto deve essere già oggi, al fianco di Mattarella e di Nordio, all'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione. Mentre tra scontro sulle intercettazioni e ventilate modifiche alla riforma Cartabia, la giustizia è terreno cruciale per l'esecutivo: aspetta, proprio in queste ore, l'incontro chiarificatore tra la premier e il Guardasigilli. FI e Azione rilanciano intanto sulla separazione delle carriere, con due disegni di leggi costituzionali depositati nelle commissioni. Già troppi fuochi accesi, insomma: così la notizia che la Cassazione non depositerà oggi, ma solo l'8 marzo, la decisione sul dibattuto nodo dell'ergastolo ostativo, dà un po' di sollievo alla maggioranza. La Consulta aveva chiesto agli ermellini di valutare dubbi di costituzionalità sulle norme varate dal governo a ottobre. Eventuali rilievi sarebbero deflagrati proprio nella solennità della cerimonia.