✕

Altolà di Mattarella: "L’indipendenza della magistratura è un pilastro"

Il presidente della Repubblica interviene all’insediamento del Csm pochi giorni dopo le polemiche sulle intercettazioni sollevate da Nordio
2 minuti di lettura

ROMA - "I compiti che la Costituzione e la legge affidano al Csm sono volti ad assicurare l'indipendenza della magistratura, pilastro della nostra democrazia e garantita dalla Costituzione". Nei giorni caldi della giustizia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella difende la magistratura finita . Ne sottolinea l'autonomia dagli altri poteri.nel mirino dal ministro Carlo Nordio

Non c'è alcun riferimento specifico alla polemica sulle intercettazioni nell'intervento pronunciato ieri al Quirinale durante la cerimonia di commiato dei componenti del Csm, e di insediamento di quelli nuovi, ma la difesa di un principio costituzionale. Oggi il Csm sceglierà il nuovo vice, dopo il mandato di David Ermini. Quest'ultimo è stato elogiato per "avere responsabilmente assolto il ruolo assegnatogli, anche nei momenti più difficili". Per "momenti difficili" s'intende lo scandalo Palamara. Mattarella venne solleci…

ROMA - "I compiti che la Costituzione e la legge affidano al Csm sono volti ad assicurare l'indipendenza della magistratura, pilastro della nostra democrazia e garantita dalla Costituzione". Nei giorni caldi della giustizia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella difende la magistratura finita . Ne sottolinea l'autonomia dagli altri poteri.nel mirino dal ministro Carlo Nordio

Non c'è alcun riferimento specifico alla polemica sulle intercettazioni nell'intervento pronunciato ieri al Quirinale durante la cerimonia di commiato dei componenti del Csm, e di insediamento di quelli nuovi, ma la difesa di un principio costituzionale. Oggi il Csm sceglierà il nuovo vice, dopo il mandato di David Ermini. Quest'ultimo è stato elogiato per "avere responsabilmente assolto il ruolo assegnatogli, anche nei momenti più difficili". Per "momenti difficili" s'intende lo scandalo Palamara. Mattarella venne sollecitato a sciogliere anzitempo il Csm. Non lo fece. "È stata una consiliatura complessa, segnata da gravi episodi che l'hanno colpita", ha ammesso. Ma il Csm aveva al suo interno gli anticorpi per reagire.

Dice adesso: "Attraverso l'esercizio trasparente ed efficiente il Consiglio superiore deve garantire, nel modo migliore, l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, e deve assicurare agli uffici giudiziari il miglior livello di professionalità dei magistrati, che svolgono con impegno e dedizione la loro attività anche in condizioni ambientali complesse e talvolta insidiose". E c'è quindi - a sottolineare la vicinanza della Repubblica - il sostegno ai magistrati che operano nei territori dove più forte è la presenza della criminalità organizzata.

Ora proprio mentre il mondo batteva le mani agli inquirenti che avevano catturato Matteo Messina Denaro, Nordio a Montecitorio rivendicava: "Il Parlamento non sia supino e acquiescente ai pm". Mattarella aveva invece chiamato il generale dei carabinieri e il ministro Piantedosi, e aveva ricordato che tutto si era svolto "in raccordo" con la magistratura.

Al Quirinale ad ascoltare le parole del presidente, c'era proprio il Guardasigilli. La magistratura, ha ricordato Mattarella, "ha nei valori costituzionali, nel suo ambito e nella sua storia, le risorse per affrontare le difficoltà e per assicurare - con autorevolezza e credibilità - il rispetto della legalità indispensabile per la vita e la crescita civile della società".

I progetti di Nordio, seppur non ancora esplicitati in un disegno di legge, sembrano andare in una direzione opposta: separazione delle carriere; limitazione delle intercettazioni ("costano 200milioni annui!"); fine dell'obbligatorietà dell'azione penale; possibilmente, a regime, un pm agli ordini della polizia giudiziaria, e quindi della politica; a dicembre Nordio polemizzò contro il Csm, troppo tenero con lo scandalo Palamara. Istituire due Csm è un altro dei progetti. I tempi? La premier Meloni e il ministro dovrebbero vedersi nei prossimi giorni per fare il punto.

Il tema intercettazioni resta incandescente. Il Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, ascoltato al Senato per l'indagine conoscitiva sulle intercettazioni, ha invitato "a verificare tenuta ed effetti delle riforme recenti" prima di metterne in campo altre. Un appello analogo è arrivato da Gian Luigi Gatta, già consigliere giuridico di Marta Cartabia. Il Terzo Polo - con Enrico Costa - vorrebbe mettere mano al cantiere giustizia, accogliendo l'appello del viceministro Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), che ha detto: "Bisogna aprire una riflessione sulla possibilità di evitare il tiro a segno mediatico che rovina le vite di persone incolpevoli". Per il dem Walter Verini "questo dibattito è strumentale a uno scontro con le toghe".