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Guizzetti, l'outsider: "All'assemblea Pd non mi hanno fatto neanche parlare. Farò ricorso per sospendere le primarie"

A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle firme degli iscritti, che formalizzano la corsa alla leadership del Pd, al Nazareno arriva la tegola dell'aspirante candidato
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ROMA - "Mi sono candidato alle primarie da outsider, come tentò di fare Beppe Grillo, anche se io ho meno humour". Antonio Guizzetti, bergamasco, esperienza internazionale a Washington presso la Banca Mondiale, 74 anni, non si fa da parte. A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle firme degli iscritti, che formalizzano la corsa alla leadership del Pd, al Nazareno arriva la tegola dell'aspirante candidato. Guizzetti minaccia ricorso per sospendere le primarie.

Guizzetti, ha appena inviato una lettera al segretario del Pd Enrico Letta, accusandolo di non prendere sul serio la sua candidatura alla segreteria dem. Ma ha raccolto le firme necessarie, almeno duemila in 12 regioni?
"Ho mandato una lettera a Enrico e, in copia, a Roberto Speranza, Valentina Cuppi, a Silvia Roggiani la presidente della commissione per il Congresso. Non è che non hanno preso sul serio la mia candidatura, è che  sono andati contro il regolamento. Le firme…

ROMA - "Mi sono candidato alle primarie da outsider, come tentò di fare Beppe Grillo, anche se io ho meno humour". Antonio Guizzetti, bergamasco, esperienza internazionale a Washington presso la Banca Mondiale, 74 anni, non si fa da parte. A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle firme degli iscritti, che formalizzano la corsa alla leadership del Pd, al Nazareno arriva la tegola dell'aspirante candidato. Guizzetti minaccia ricorso per sospendere le primarie.

Guizzetti, ha appena inviato una lettera al segretario del Pd Enrico Letta, accusandolo di non prendere sul serio la sua candidatura alla segreteria dem. Ma ha raccolto le firme necessarie, almeno duemila in 12 regioni?
"Ho mandato una lettera a Enrico e, in copia, a Roberto Speranza, Valentina Cuppi, a Silvia Roggiani la presidente della commissione per il Congresso. Non è che non hanno preso sul serio la mia candidatura, è che  sono andati contro il regolamento. Le firme vanno presentate tra il 24 e il 27 di gennaio. Ma già un mese fa sono stato escluso di fatto. Sul sito del partito c'era una casellina con le foto di Paola De Micheli, Stefano Bonaccini a cui si sono aggiunge poi quelle di Elly Schlein e Gianni Cuperlo. Ho mandato anche la mia, e ho chiesto di essere inserito. Risultato? Hanno tolto le foto di tutti".

E poi?
"Sono stato invitato all'Assemblea costituente di domenica scorsa. Sono arrivato per primo all'Antonianum a Roma, sono partito da Bergamo alle 4  e mezzo del mattino. Ho chiesto di parlare, ma mi è stato detto che solo i delegati potevano. La Schlein è delegata? Io ho 12 giorni di anzianità più di lei, nel senso che mi sono iscritto al Pd a dicembre, prima di lei. Ogni volta che in quell'Assemblea si diceva che c'erano quattro candidati, io facevo segno: cinque, i candidati sono cinque".

Però le firme necessarie non ce le ha.
"Non ho avuto l'esposizione mediatica degli altri, non frequento capi e capetti. Se no, le avrei avute".

Come le è venuto in mente di passare dagli affari alla guida del Pd?
"Sa, Washington è un crocevia di grandi interessi politici e finanziari mondiali. Io mi sono occupato di Paesi in via di sviluppo. Ricordo una bellissima conversazione con Giorgio Napolitano al Four Season. Con molta gente del Pci e del Pd ho avuto rapporti nel tempo. Ho lavorato per il dossier che Bettino Craxi, su sollecitazione di Javier Perez de Cuéllar, fece fare sul debito estero dei paesi poveri nel mondo, a cui partecipò anche Mario Draghi. Mi è stato chiesto dal Pd di candidarmi nel collegio Nord America nel 2013, ma ho declinato".

Adesso da "signor nessuno" della politica ha puntato direttamente alla leadership? Non era il caso di cominciare come militante?
"Voglio mettere a disposizione la mia esperienza e le conoscenze, non soltanto frequentare il circolo Pd di Bergamo".

Anche Beppe Grillo pensò di candidarsi alle primarie del Pd, ma era una provocazione. Lo è anche la sua?
"Ho meno humour di Grillo. Sono un outsider. Non è una provocazione la mia, ho gettato la pietra nello stagno.  Sono esperto in riorganizzazione aziendale, e il partito ha bisogno di un reset e di maggiore efficienza".

Nella lettera che ha mandato al Pd agita lo spauracchio di azione legali?
"Vorrei delle risposte, un colloquio con il segretario. Mi riservo di fare un ricorso per sospendere le primarie".

Ma poi nel Pd resterà? E per quale altro candidato voterebbe ai gazebo?
"Resto sempre nel Pd perché la mia idea è di contribuire a rilanciarlo. Mi sento più vicino a Gianni Cuperlo che agli altri tre. Il mio slogan è: 'continuons le combat'."