Meloni esclusa qualche ora dal vertice con gli altri leader. Così Roma paga i suoi ritardi
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoAlle 15.34 di ieri un alto funzionario della Casa Bianca avvisa i giornalisti: "Più tardi il presidente Biden chiamerà il cancelliere Scholz, il presidente Macron e il premier Sunak - i quattro leader insieme al telefono - per continuare lo stretto coordinamento negli sforzi per sostenere l'Ucraina". Per la prima volta dopo undici mesi, l'Italia è stata esclusa dalla cabina di regia degli aiuti alla resistenza di Kiev. Poi l'intervento della diplomazia ottiene nel giro di tre ore che Giorgia Meloni venga inserita nella conversazione, riconoscendo seppure all'ultimo minuto il ruolo del nostro Paese. "Prendendo atto della situazione sul terreno a quasi un anno dall'invasione russa - ha comunicato Palazzo Chigi - i leader hanno ribadito l'importanza di una costante forte coesione tra alleati nel continuare a fornire assistenza a Kiev a 360 gradi".
Resta il giallo sull'assenza iniziale di Meloni. Qualcosa di simile era …
Alle 15.34 di ieri un alto funzionario della Casa Bianca avvisa i giornalisti: "Più tardi il presidente Biden chiamerà il cancelliere Scholz, il presidente Macron e il premier Sunak - i quattro leader insieme al telefono - per continuare lo stretto coordinamento negli sforzi per sostenere l'Ucraina". Per la prima volta dopo undici mesi, l'Italia è stata esclusa dalla cabina di regia degli aiuti alla resistenza di Kiev. Poi l'intervento della diplomazia ottiene nel giro di tre ore che Giorgia Meloni venga inserita nella conversazione, riconoscendo seppure all'ultimo minuto il ruolo del nostro Paese. "Prendendo atto della situazione sul terreno a quasi un anno dall'invasione russa - ha comunicato Palazzo Chigi - i leader hanno ribadito l'importanza di una costante forte coesione tra alleati nel continuare a fornire assistenza a Kiev a 360 gradi".
Resta il giallo sull'assenza iniziale di Meloni. Qualcosa di simile era accaduto nelle prime ore della guerra, quando la posizione del governo di Roma era apparsa opaca agli alleati e Mario Draghi non era stato convocato alla conferenza dei big ma anche allora si era trovata una rapida soluzione. Le mosse successive dell'esecutivo avevano spazzato via i dubbi, arrivando alla celebre foto del viaggio in treno verso Kiev con Draghi, Macron e Scholz. Dall'insediamento del governo Meloni, però, la linea è tornata ad apparire meno netta. Se da una parte l'impegno al fianco dell'Ucraina è stato ribadito in tutte le sedi, il meccanismo concreto degli aiuti è rallentato.
Probabilmente, Biden aveva deciso all'inizio di confrontarsi solo con i protagonisti delle forniture di carri armati, il tema che domina la scena politica internazionale di queste ore: vuole evitare altri passi in avanti non concordati, come quello britannico che cavalcando le richieste polacche ha di fatto obbligato pure Berlino e Washington a concedere i tank. Una scelta obbligata per evitare la spaccatura del fronte Nato che però ha costretto l'amministrazione Usa a una significativa retromarcia.
L'Italia non è mai entrata nel dibattito, perché non dispone di tank moderni da offrire: in tutto abbiamo solo 200 carri Ariete ma poco più della metà è in servizio e non vengono aggiornati da oltre venti anni. Il programma per potenziarli è stato varato pochi mesi fa con la previsione di sistemarne 125 entro il 2034: una situazione di crisi, tanto che il generale Pietro Serino, capo di Stato maggiore dell'Esercito, in un'intervista a Rid ha ventilato la possibilità di acquistare cento Leopard 2 dalla Germania. Ma durante le lunghe discussioni tra cancellerie sui mezzi per l'Ucraina, nessuno a Roma si è preoccupato di proporre alternative, ad esempio le autoblindo "caccia-carri" Centauro simili a quelle che la Francia ha appena donato: è come se il governo si fosse astenuto dall'ultimo giro di trattative. E dopo il colloquio di ieri Biden ha lodato le forniture italiane di artiglieria: obici e semoventi arrivati a Kiev grazie agli ultimi accordi siglati da Draghi.
Ora dopo molti tentennamenti, l'audizione del ministro Guido Crosetto al Copasir ha sbloccato la partenza dei missili terra-aria Aspide, vecchi ma ancora utili per proteggere le città ucraine, e delle modernissime batterie di Samp-T, quando si troverà l'accordo con Parigi. Anche sui sistemi anti-aerei c'è un ritardo rispetto agli altri Paesi occidentali. È frutto solo di valutazioni tecniche? Gli osservatori internazionali, dentro e fuori l'alleanza, stanno analizzando con attenzione le posizioni espresse dai ministri chiave, tutte ispirate a grande cautela. Due giorni fa Crosetto ha detto: "Stiamo valutando cosa serve di più, non soltanto armi ma aiuti di ogni tipo per superare il periodo invernale come i generatori". E mentre il resto della Nato discuteva di carri armati, Antonio Tajani ha dichiarato alla Stampa: "Ci stiamo concentrando sul sostegno umanitario".
Le scelte relative all'Ucraina sono sempre state caratterizzate da una segretezza che non ha pari nel resto d'Europa. Ed esiste un movimento trasversale - che va dai generali al presidente di Confidustria - preoccupato per il rischio che la consegna dei pochi sistemi hi-tech come il Samp-T sguarnisca le forze armate in questi tempi di incertezza. Emergono però anche altre motivazioni, come quelle scritte da Gianandrea Gaiani, direttore di "Analisi Difesa" ed ex consigliere di Matteo Salvini: "La guerra in Ucraina continua a ledere gli interessi di un'Europa sempre più debole, più povera, meno competitiva e sempre meno armata, destinata ad essere un alleato sempre più docile degli Stati Uniti". Segnali che complessivamente finiscono per trasmettere una minore determinazione della maggioranza sul fronte ucraino e che non sono sfuggiti neppure a Mosca. Dove ogni giorno vengono lanciati messaggi rivolti al nostro Paese e il ministro degli Esteri Lavrov insiste nell'evocare il clima di amicizia creato da Silvio Berlusconi: "Ha dato un contributo alle relazioni tra Russia e Nato - ha detto una settimana fa - È una sorpresa vedere l'Italia diventare uno dei leader del fronte anti-russo".