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Ciani: "Serve uno sforzo diplomatico. Ora un cessate il fuoco è più difficile"

Paolo Ciani 
L'esponente di Demos: "Bisogna chiedersi sul serio come si può vincere contro un nemico che ha un arsenale nucleare"  
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Paolo Ciani, esponente di Demos, gruppo Pd alla Camera, ha votato contro il dl Ucraina, perché?
"Perché si è data carta bianca all'invio di armi senza ulteriori passaggi parlamentari e senza il necessario controllo dell'invio stesso. Quando invece sarebbero serviti impegno diplomatico e mediazione".

Siamo di fronte a una escalation?
"La presenza maggiore di armi di per sé prolunga il conflitto. C'è una contraddizione tra l'invio di armi più performanti e la presunta trattativa per raggiungere un cessate il fuoco. Poi c'è un'altra questione. Se si parla di vittoria militare contro un avversario che ha un arsenale nucleare, bisogna domandarsi seriamente e con la giusta preoccupazione come si dovrebbe raggiungere questa vittoria".

Come può esistere una pace disarmata?
"Conosco questa obiezione come quella di chi ci dice superficialmente che noi vogliamo l'annientamento del…

Paolo Ciani, esponente di Demos, gruppo Pd alla Camera, ha votato contro il dl Ucraina, perché?
"Perché si è data carta bianca all'invio di armi senza ulteriori passaggi parlamentari e senza il necessario controllo dell'invio stesso. Quando invece sarebbero serviti impegno diplomatico e mediazione".

Siamo di fronte a una escalation?
"La presenza maggiore di armi di per sé prolunga il conflitto. C'è una contraddizione tra l'invio di armi più performanti e la presunta trattativa per raggiungere un cessate il fuoco. Poi c'è un'altra questione. Se si parla di vittoria militare contro un avversario che ha un arsenale nucleare, bisogna domandarsi seriamente e con la giusta preoccupazione come si dovrebbe raggiungere questa vittoria".

Come può esistere una pace disarmata?
"Conosco questa obiezione come quella di chi ci dice superficialmente che noi vogliamo l'annientamento dell'Ucraina. Ma il punto è che l'Italia e la Ue hanno completamente abbandonato qualsiasi opzione politico-diplomatica, non hanno tentato di coinvolgere la Cina, di far giocare un ruolo alla Turchia. Dopo le sanzioni e le armi, si doveva fare di più laddove si è fatto molto poco".

L'Italia poteva fare di più per la pace?
"In questo campo il nostro Paese da sempre presenta una propria specificità e anche una sua originalità. Si pensi alla mediazione in Mozambico, alla figura di La Pira, a quella di don Tonino Bello. È una tradizione peculiare, facilitata dalla presenza del Papa, ancorata nel cattolicesimo di sinistra e che merita un dibattito serio. Io non dirò mai che chi vuole inviare le armi a Kiev sia un sanguinario ma non accetto l'accusa di essere complice di Putin. E poi basta con l'ipocrita "se dici no alle armi non sei sensibile verso Kiev"".

Ipocrita?
"Ipocrita e paradossale. Il governo proroga l'invio di armi però non ancora il decreto sull'accoglienza straordinaria dei profughi ucraini che scade il 3 marzo, né rinnova il decreto sull'esenzione per le cure mediche scaduto il 31 dicembre. Armi sì, accoglienza e cura no?"

Torniamo al suo voto in aula, era concordato con il Pd?
"Premesso che io sono segretario di Demos e non sono iscritto al Pd, avevo comunque condiviso la scelta. Erano avvertiti. Il Pd mi conosce e ha rispettato la mia decisione, legata alla mia biografia, al mio impegno con la comunità di Sant'Egidio, e anche all'interlocuzione con molti elettori perplessi. Con quel popolo della pace preoccupato dall'escalation e dalla scelta unilaterale dell'invio delle armi. Senza un dibattito, senza un tentennamento".

Il Pd sta perdendo il dialogo con quel mondo? È distratto dal congresso?
"Quella del Pd è stata una scelta di continuità con la scorsa legislatura, e anche di compattezza. È evidente che un passaggio delicato come il congresso ha conseguenze sui temi importanti. Ed è il motivo per cui tutti i candidati non si sono tanto differenziati. Per cui tutti, senza eccezione, hanno avuto lo stesso atteggiamento. Spero che, finita questa fase, le diverse sensibilità possano emergere".