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Dalle retrovie alla prima linea del Pd: giovani e fidatissimi, chi c'è nella nuova guardia che avanza di Bonaccini e Schlein

Stefano Bonaccini e Elly Schlein 

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Una schiera di volti e nomi poco familiari al grande pubblico al seguito dei due candidati favoriti nella corsa ai gazebo. Dalla Regione al Nazareno, per il governatore dell'Emilia ci sono Baruffi, Rossi, Picierno e Bonafè. La deputata bolognese sceglie Furfaro, Sarracino e Gribaudo
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Uno gira l'Italia con un minivan da sette posti sul quale a turno salgono tutti quelli che gli sono stati accanto in questi sette anni da governatore dell'Emilia: il nocciolo duro che lo accompagnerà nell'avventura al Nazareno, se verrà eletto segretario del Pd. L'altra si sposta in treno o a bordo di auto a noleggio, purché ecologiche: ad aspettarla, a ogni tappa, una squadra di trenta-quarantenni che le fanno da support band, ovunque vada.

Ora che la campagna per le primarie è entrata nel vivo, al seguito dei due candidati favoriti nella corsa ai gazebo, sta emergendo una schiera di volti e nomi poco familiari al grande pubblico, che bisogna però conoscere per farsi un'idea della nuova classe dirigente destinata a rimpiazzare la vecchia guardia democratica. Parlamentari sin qui senza ruoli di spicco, amministratori locali e gente di partito rimasta per lo più nelle retrovie, pronti a soppiantare ex ministri e capicorrent…

Uno gira l'Italia con un minivan da sette posti sul quale a turno salgono tutti quelli che gli sono stati accanto in questi sette anni da governatore dell'Emilia: il nocciolo duro che lo accompagnerà nell'avventura al Nazareno, se verrà eletto segretario del Pd. L'altra si sposta in treno o a bordo di auto a noleggio, purché ecologiche: ad aspettarla, a ogni tappa, una squadra di trenta-quarantenni che le fanno da support band, ovunque vada.

Ora che la campagna per le primarie è entrata nel vivo, al seguito dei due candidati favoriti nella corsa ai gazebo, sta emergendo una schiera di volti e nomi poco familiari al grande pubblico, che bisogna però conoscere per farsi un'idea della nuova classe dirigente destinata a rimpiazzare la vecchia guardia democratica. Parlamentari sin qui senza ruoli di spicco, amministratori locali e gente di partito rimasta per lo più nelle retrovie, pronti a soppiantare ex ministri e capicorrente che da un decennio la fanno da padrone.

La mente e il braccio politico di Bonaccini, gli uomini di cui il governatore si fida come di sé stesso, sono due emiliani che si sono scambiati il posto al suo fianco in Regione. Il primo è Davide Baruffi, classe '74, ex orlandiano, eletto alla Camera nel 2013, ma poi fatto fuori da Renzi nel 2018: da tre anni è sottosegretario della giunta guidata dall'aspirante leader, poltrona prima occupata da colui che nel frattempo è diventato gli occhi e le orecchie di Bonaccini in Parlamento. Andrea Rossi, due anni più giovane, è difatti il deputato che vigilerà sui gruppi - insieme al senatore Alessandro Alfieri - per evitare di far fare al suo "assistito" la fine di Nicola Zingaretti che, da presidente del Lazio, fu cucinato a fuoco lento dai suoi eletti nelle istituzioni. Baruffi assumerà probabilmente l'incarico di coordinatore nazionale del Pd; Rossi e Alfieri resteranno invece a presidiare i gruppi, ma non come presidenti, ché tornare indietro sulla scelta delle donne operata da Enrico Letta appare complicato: a sostituire Debora Serracchiani a Montecitorio potrebbe essere Simona Bonafé; a Palazzo Madama - se non resterà Simona Malpezzi - si fa già il nome di Valeria Valente, fresca di nomina nel Comitato Bonaccini, seduta accanto a lui durante la presentazione della convention in programma nel weekend a Milano, dove sono attesi una sessantina di ospiti - molti esterni - e un omaggio a Gianluca Vialli. Vicesegreteria sarà Pina Picierno, la vicepresidente dell'Europarlamento che ha abbondanato Franceschini per correre in ticket con il governatore. Mentre la suggestione di Elly Schlein n.2 non sembra praticabile, anche per la difficoltà di entrambi a sopportare una convivenza così stretta al vertice.

A rivestire un ruolo di assoluto rilievo, ancora però da definire, sarà poi Dario Nardella, il sindaco di Firenze che guida la mozione e ha trascinato con sé il grosso dei colleghi: forse non avrà galloni nel partito, ma poiché terminerà il suo mandato nel 2024, in coincidenza con le Europee, correrà quasi certamente da capolista nell'Italia Centrale per Strasburgo. Luigi Tosiani, segretario regionale dell'Emilia, potrebbe prendere l'organizzazione. Mentre Elisabetta Graziani - ex portavoce di Enzo Amendola sia nel Conte2 sia nel governo Draghi - si sta occupando dei rapporti con la stampa e probabilmente continuerà anche dopo.

Una macchina da guerra molto diversa da quella - più fluida e meno scientifica - messa in piedi dalla rivale, basata in prevalenza sul lavoro dei volontari. Molti pescati tra i 22mila iscritti alla piattaforma online "Parte da noi!", che è il claim scelto da Schlein per la sua campagna. Talmente concentrata sui temi e gli elettori da conquistare, la deputata bolognese, da non aver avuto il tempo di pensare a un possibile organigramma per il dopo-primarie: come se neanche lei credesse davvero di potercela fare. Al contrario dei ragazzi della generazione '80 cui sono stati affidati ruoli-chiave e proiezione pubblica, fors'anche per provare a cancellare le impronte dei tanti big (Franceschini, Orlando, Bettini) che hanno deciso di sostenerla. Per adesso ben acquattati per evitare di appannarne la freschezza, ma lesti a riemergere in caso di vittoria.

Sempre che i giovani di Elly lo consentano. Un plotone capitanato dal toscano Marco Furfaro, neo-deputato proveniente dalla sinistra ecologista che è il portavoce della mozione e buon amico della candidata. In nome dell'alternanza di genere potrebbe essere lui uno dei vicesegretari della nuova era movimentista. Insieme a una serie di colleghi che già si sono divisi i compiti all'inizio del congresso: la lombarda Chiara Braga, esperta di temi ambientali, cura le iniziative politiche. La piemontese Chiara Gribaudo, classe '82, coordina i comitati. Marco Sarracino, 33 anni, che ha ripulito e fatto rinascere il partito napoletano, potrebbe guidare l'organizzazione del Pd, dopo aver curato quella di Schlein. Alessandro Zan sarà il paladino dei diritti. A capo della comunicazione è in pole Flavio Alvernini, che già da tempo le fa da filtro con i media. Con Stefania Bonaldi, sindaca di Crema, a coordinare gli amministratori locali. Un work in progress che contiene la promessa - su entrambi i fronti - di un radicale rinnovamento sperndo che questa volta sia vero e non la solita illusione.