Mattarella e il Giorno della memoria: la prima volta con la destra al governo. "Mai più a uno Stato che calpesta libertà e diritti"
di Concetto Vecchio , di Concetto Vecchio"Mai più!" scandisce Sergio Mattarella nel salone del Quirinale con alle spalle la foto dei bambini aggrappati al filo spinato di Auschwitz. Giornata della memoria, al tempo di un governo di estrema destra per la prima volta al potere. Giorgia Meloni c'è, siede in prima fila, e poco prima ha condannato "la Shoah come abisso di umanità" e "l'infamia delle leggi razziali del 1938". Nel video di Rai Storia, trasmesso in diretta tv, la vicenda di quell'infamia è srotolata in ogni piega, insieme al suo fautore: Benito Mussolini. Meloni, come tutti, segue in silenzio.
"Mai più a uno Stato che calpesta libertà e diritti. Mai più a una società che discrimina, divide, isola e perseguita. Mai più a una cultura o a una ideologia che inneggia alla superiorità razziale, all'intolleranza, al fanatismo ".
In altre parole, per noi italiani, mai più fascismo.
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"Mai più!" scandisce Sergio Mattarella nel salone del Quirinale con alle spalle la foto dei bambini aggrappati al filo spinato di Auschwitz. Giornata della memoria, al tempo di un governo di estrema destra per la prima volta al potere. Giorgia Meloni c'è, siede in prima fila, e poco prima ha condannato "la Shoah come abisso di umanità" e "l'infamia delle leggi razziali del 1938". Nel video di Rai Storia, trasmesso in diretta tv, la vicenda di quell'infamia è srotolata in ogni piega, insieme al suo fautore: Benito Mussolini. Meloni, come tutti, segue in silenzio.
"Mai più a uno Stato che calpesta libertà e diritti. Mai più a una società che discrimina, divide, isola e perseguita. Mai più a una cultura o a una ideologia che inneggia alla superiorità razziale, all'intolleranza, al fanatismo ".
In altre parole, per noi italiani, mai più fascismo.
C'è, nell'appassionato discorso di Mattarella, che ad aprile andrà ad Auschwitz, un altro passaggio sul presente: la preoccupazione, del Presidente, "del riemergere in modo preoccupante - alimentato dall'uso distorto dei social - dell'antisemitismo, dell'intolleranza, del razzismo e del negazionismo, che del razzismo è la forma più subdola e insidiosa".
Negazionismo. Un rischio attuale, concreto.
Mattarella insiste sul valore della memoria, in un discorso che non concede spazi a tentazioni di pacificazioni. Mattarella esalta i giusti che salvarono gli ebrei e ricorda che ci fu anche chi invece consegnò per denaro gli ebrei ai nazifascisti.
In sala c'è anche il presidente della Senato Ignazio La Russa. Mattarella ricorda che la Repubblica di Salò, sorta dopo l'8 settembre, era "alleata e complice dell'occupante nazista". Dice: "Non possiamo dimenticare le sofferenze patite dai nostri militari, internati nei campi di prigionia tedesca, dopo il rifiuto di passare nelle file della Repubblica di Salò".
Il Capo dello Stato ringrazia Sami Modiano ed Edith Bruck, e Ugo Foà che aveva dieci anni quando nella sua Napoli fu estromesso dalla scuola pubblica perché ebreo: era il novembre 1938, entrava in vigore il decreto legge numero 1728: le famigerate leggi razziali.
Ma quella pagina di storia, ammonisce Mattarella, ha dei padri politici. La storia non è neutra. È un invito a non cedere a revisionismi. Una difesa strenua della Costituzione sorta dalla Resistenza. Mattarella cita Bertolt Brecht: "Non incolpare il destino, o donna! Le potenze oscure che ti dilaniano hanno un nome, un indirizzo, un volto ".