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Stefania Craxi sul sesto decreto armi: "Prudenza ma nessun cambio di linea. L'obiettivo è attrezzare la resistenza ucraina"

Stefania Craxi 
L'esponente di Forza Italia, presidente della commissione Affari Esteri del Senato esclude una maggiore equidistanza in maggioranza rispetto al conflitto.
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"Sul sesto decreto armi prudenza sì, ma nessun cambio di linea, nel governo si discute ma contano i voti non le dichiarazioni". Così Stefania Craxi, Forza Italia, presidente della commissione Affari Esteri del Senato, che esclude una maggiore equidistanza in maggioranza rispetto al conflitto russo-ucraino. Anzi ribadisce che "l'escalation è responsabilità di Putin" e che "purtroppo non c'è un endgame in tempi brevi".

Craxi, sul sesto decreto armi che state preparando si osserva una certa prudenza del governo, è così? 
"È evidente che quando parliamo del conflitto in Ucraina stiamo parlando della vita e della morte. Del sangue. Non si può che essere prudenti ma ribadendo che l'obiettivo è attrezzare la resistenza ucraina in una lotta che è di libertà. Di concerto con la Nato con i partner europei. L'importante è non dividersi tra par…

"Sul sesto decreto armi prudenza sì, ma nessun cambio di linea, nel governo si discute ma contano i voti non le dichiarazioni". Così Stefania Craxi, Forza Italia, presidente della commissione Affari Esteri del Senato, che esclude una maggiore equidistanza in maggioranza rispetto al conflitto russo-ucraino. Anzi ribadisce che "l'escalation è responsabilità di Putin" e che "purtroppo non c'è un endgame in tempi brevi".

Craxi, sul sesto decreto armi che state preparando si osserva una certa prudenza del governo, è così? 
"È evidente che quando parliamo del conflitto in Ucraina stiamo parlando della vita e della morte. Del sangue. Non si può che essere prudenti ma ribadendo che l'obiettivo è attrezzare la resistenza ucraina in una lotta che è di libertà. Di concerto con la Nato con i partner europei. L'importante è non dividersi tra partner occidentali".  

Quindi nessun cambio di linea?
"No, né nel governo, né nella maggioranza. La politica estera di un Paese se è seria non muta a ogni cambio di governo, ma deve essere in continuità. Contano più i voti - come quello dell'altro giorno che ha prorogato il decreto Ucraina - che le dichiarazioni o le riflessioni".  

Però non nega che ci siano riflessioni in corso che sembrano frutto dei rapporti di forza nella maggioranza, delle diverse posizioni tra FdI, Fi e Lega verso Mosca?
"Nel governo ci sono sensibilità diverse, si discute, ma non è che ogni posizione differente è lesa maestà. A proposito di complessità, l'audizione ieri del ministro della Difesa Crosetto è stata significativa. È stata una relazione strategica con proiezioni geopolitiche importanti". 

Eppure lo stesso ministro Crosetto sostiene che non siamo in guerra contro i russi.
"Certo che non siamo in guerra contro i russi. Non si combattono i popoli. Si aiuta Kiev a resistere contro l'aggressione decisa da un altro governo". 

Crosetto parla di primo di sei decreti con "sole armi difensive", scritto addirittura con "criteri pacifisti" e per questo "inattaccabile". 
"In primo luogo noi abbiamo sempre votato decreti che hanno armato Kiev per la difesa e per la resistenza, mai per offendere. Quindi non vedo grossi cambiamenti. Poi di fronte a una guerra che sta insanguinando l'Europa ritengo che non possiamo dividerci tra guerrafondai e pacifisti. Ovviamente occorre cercare sempre la via della pace". 

A proposito di questo, il ministro stesso è pessimista, vede la pace allontanarsi. Condivide le preoccupazioni?
"L'escalation è sotto gli occhi di tutti ma non è responsabilità dell'Occidente. Piuttosto di Putin che ha intensificato gli attacchi. Come purtroppo non vedo un endgame o spazi di dialogo, che non vuol dire cercare di trovarli". 

Dopo la proroga votata dall'aula ci saranno altre occasioni di dibattito sull'invio delle armi, o di controllo dell'invio stesso? 
"Il dibattito è stato fatto ampliamente a suo tempo. Infatti si sta parlando di proroga. Ma ripeto, non c'è nessuna novità rispetto all'azione di questi mesi di questo governo, né rispetto a quello precedente. Per quanto riguarda il controllo c'è un organismo apposito, che è il Copasir, è che per l'appunto è un organo del Parlamento".