Antisemitismo, dal via libera ai funerali di Priebke alla schedatura dei rom, i dubbi del mondo ebraico su Pecoraro
di Concetto Vecchio , di Concetto Vecchio«La nomina di Giuseppe Pecoraro a coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo dimostra che il tema non è esattamente nell’agenda di questo governo». David Bidussa, storico sociale delle idee, saggista - nell’ultimo libro, edito da Feltrinelli, ha analizzato gli scritti e i discorsi di Mussolini - ragiona a voce alta: «Possibile che la destra non disponga di un intellettuale in grado di svolgere quel compito, preferendogli un tecnico passacarte?».
Pecoraro, 72 anni, ex prefetto di Roma (venne nominato dal governo Berlusconi), un lungo cursus honorum nelle istituzioni, alle ultime politiche sperava di sbarcare in Parlamento con Fratelli d’Italia. Invece ha perso la sfida nel collegio uninominale di Campania 1, vinto dal cinquestelle Dario Carotenuto. E così ora è stato ricompensato con una nomina che fa discutere, perché nell’ottobre del 2013 autorizzò ad Albano Laziale i funerali di…
«La nomina di Giuseppe Pecoraro a coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo dimostra che il tema non è esattamente nell’agenda di questo governo». David Bidussa, storico sociale delle idee, saggista - nell’ultimo libro, edito da Feltrinelli, ha analizzato gli scritti e i discorsi di Mussolini - ragiona a voce alta: «Possibile che la destra non disponga di un intellettuale in grado di svolgere quel compito, preferendogli un tecnico passacarte?».
Pecoraro, 72 anni, ex prefetto di Roma (venne nominato dal governo Berlusconi), un lungo cursus honorum nelle istituzioni, alle ultime politiche sperava di sbarcare in Parlamento con Fratelli d’Italia. Invece ha perso la sfida nel collegio uninominale di Campania 1, vinto dal cinquestelle Dario Carotenuto. E così ora è stato ricompensato con una nomina che fa discutere, perché nell’ottobre del 2013 autorizzò ad Albano Laziale i funerali di Erich Priebke, il boia nazista delle Fosse Ardeatine. «I morti sono tutti uguali», si giustificò, ignorando le proteste. Salvo poi revocare le esequie, quando dinanzi alla chiesa lefebriana scelta per l’ultimo saluto scoppiarono disordini tra neonazi e militanti antifascisti; il passaggio della salma nella cittadina era stato visto come un affronto visto il ruolo attivo avuto da Albano nella Resistenza. L’Anpi chiese le dimissioni di Pecoraro.
«Certe cariche dovrebbero rimanere estranee allo spoils system» dice l’ex deputato del Pd Emanuele Fiano, che negli ultimi mesi ha girato sessanta scuole per parlare di antisemitismo, e che in passato è stato oggetto di pesanti attacchi anche da esponenti di destra. «Non ho capito cosa c’entri Pecoraro con questo incarico. Per esercitarlo bisogna avere conoscenze culturali e sensibilità specifiche».
Nel 2009, da commissario all’emergenza nomadi, propose un “censimento” nominale dei residenti nei campi rom «per capire chi può restare e chi no». C’è poi un episodio che risale al 2012, quando l’allora presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, chiese di aumentare la sicurezza dopo un attacco antisemita a danni dei tifosi del Tottenham. Pecoraro rispose picche: «Roma non è Tel Aviv, la comunità ebraica romana non corre particolari rischi».
Tutti, nel mondo ebraico, elogiano il lavoro svolto da Milena Santerini, la docente della Cattolica che ha ricoperto il ruolo di presidente in precedenza, ed è vicepresidente del Memoriale della Shoah. «Lei ha studiato il fenomeno per quarant’anni» dice Fiano.
«Sono fiduciosa: penso che potremo lavorare bene insieme» si tiene fuori dalle polemiche Noemi Di Segni, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche. «Il suo ruolo andrà rafforzato, anche dal punto di vista delle risorse economiche, soprattutto va portato avanti il lavoro di Santerini e la strategia interdisciplinare elaborata da un gruppo di lavoro di grande valore. Per combattere il fenomeno serve un approccio largo, che abbraccia più campi, da quello giuridico a quello sociale, dalla legislazione penale a quello sportivo, con uno sguardo internazionale. Insomma, non ci serve uno sceriffo dell’antisemitismo». Anche Pacifici tende la mano, memore della collaborazione istituzionale avuta quand’era alla guida della comunità ebraica romana: «Peppino Pecoraro è un’ottima figura, tra le tante cose si è occupato di giustizia sportiva, e proprio gli stadi sono teatro di molte offese antisemite».
I critici mettono in fila però altri episodi del passato che dimostrerebbero come Pecoraro non sia il profilo giusto. Nel 2014 annullò le trascrizioni nel registro dello stato civile del Campidoglio. Sulla Stampa Anna Foa, storica, figlia di Vittorio, ha ricordato che «il progetto di schedatura dei rom, poi abortito, ricordava tanto la schedaura degli ebrei».
Circondato dallo scetticismo Pecoraro ha promesso un impegno rigoroso: «Vanno sciolti i movimenti neofascisti e quelle realtà che non rispecchiano i valori di democrazia e rispetto reciproco. Uno dei principali obiettivi sarà quello di lavorare con i giovani. Ci sono segnali preoccupanti di poca conoscenza della storia».