Caso Cospito, il Pd è unito: "Stato di diritto e no a prove di forza"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliA prescindere dal proprio posizionamento congressuale, nel Pd bene o male c'è una visione comune sul caso Alfredo Cospito. Ovvero: no alle prove di forza dello Stato, sì allo Stato di diritto e alla revoca del 41 bis. "La ferma condanna e l'intransigenza verso qualsiasi forma di violenza eversiva da un lato, e la cura necessaria per chi sta in carcere dall'altro, sono due piani totalmente distinti ma ugualmente essenziali in uno stato di diritto. Non ci possono essere né ambiguità né esitazioni su ciascuno di questi due principi costituzionali", dice Stefano Bonaccini, presidente emiliano e candidato alla segreteria pd.
"Ho sostenuto da subito l'appello di Manconi - spiega il vicesegretario Peppe Provenzano, impegnato a fianco di Elly Schlein - Per ragioni di diritto, e cioè la sproporzione della misura del 41 bis rispetto ai suoi crimini, visto che non è un mafioso. Ma anche con la preoccupazione politic…
A prescindere dal proprio posizionamento congressuale, nel Pd bene o male c'è una visione comune sul caso Alfredo Cospito. Ovvero: no alle prove di forza dello Stato, sì allo Stato di diritto e alla revoca del 41 bis. "La ferma condanna e l'intransigenza verso qualsiasi forma di violenza eversiva da un lato, e la cura necessaria per chi sta in carcere dall'altro, sono due piani totalmente distinti ma ugualmente essenziali in uno stato di diritto. Non ci possono essere né ambiguità né esitazioni su ciascuno di questi due principi costituzionali", dice Stefano Bonaccini, presidente emiliano e candidato alla segreteria pd.
"Ho sostenuto da subito l'appello di Manconi - spiega il vicesegretario Peppe Provenzano, impegnato a fianco di Elly Schlein - Per ragioni di diritto, e cioè la sproporzione della misura del 41 bis rispetto ai suoi crimini, visto che non è un mafioso. Ma anche con la preoccupazione politica che così lo si stava rendendo un martire". Ragiona Lia Quartapelle, responsabile esteri del partito e sostenitrice della candidatura di Bonaccini: "Quanto sta subendo Cospito è inumano e sa di accanimento considerando che non ha ucciso nessuno".
Il capodelegazione in Europa del Pd Brando Benifei dice che "nel nostro ordinamento non esiste la pena di morte. In questo caso il 41 bis su Cospito sta avendo questo risultato. Dovremmo chiedere la sospensione temporanea del regime carcerario che sta subendo Cospito: la sua morte sarebbe una sconfitta dello Stato e della giustizia". Il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, sottolinea che "occorre separare totalmente la valutazione sullo stato di salute di Cospito, rispetto a cui gli allarmi vanno assolutamente e immediatamente ascoltati, e quella sulle non accettabili proteste violente. La decisa e necessaria condanna per questi atti non può in alcun modo condizionare la valutazione sullo stato di salute che desta grande allarme del detenuto".
Idee chiare anche per l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando: "È urgente trasferire Cospito e revocare il 41 bis. Non si possono usare gli atti intimidatori come un alibi. Legare il 41 bis ad una sorta di ritorsione significa fare il gioco di chi nega alla radice l’esistenza dello Stato di diritto e per questo giustifica l’uso della violenza", scrive su Twitter. Cospito "va trasferito in una struttura più idonea, ed è necessario che con urgenza le istituzioni preposte valutino se permangono le condizioni per la sua detenzione al 41 bis". Lo ha detto la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia del Pd, Anna Rossomando, intervenendo a Sky Start.
Gianni Cuperlo, altro candidato alla segreteria dem, twitta: "Nessuna violenza è tollerabile o da giustificare. Il punto è che se un detenuto sta male e corre rischi seri per la propria salute va trasferito e ricoverato perché questo è il dovere di uno Stato democratico. Il resto è solo propaganda di Stato". Posizione condivisa da Cecilia D'Elia: "Uno Stato forte sa salvare le vite. Cospito va immediatamente trasferito dove può essere assistito. Il ministro Nordio valuti la revoca del 41bis".