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Pd, Zingaretti sostiene Schlein: "Gruppo dirigente dem incapace di dare risposte. Con lei si può cambiare davvero"

La sinistra dem si ricompatta attorno alla candidata alla segreteria, che all'evento romano in suo sostegno attacca il governo Meloni: "Forte con i deboli e debole con i forti. Mancati tutti i bersagli"
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ROMA - "Elly è l'ultima possibilità di salvare il Partito democratico dagli errori di questa classe dirigente. Sarà la prima donna segretario di un nuovo Pd", dice Nicola Zingaretti dal palco di un locale dell'ostiense, tappa romana della candidata alla segreteria Elly Schlein. La sinistra dem si ricompatta nell'ultima settimana prima del voto delle primarie per la scelta della nuova guida del Pd attorno a quella che il governatore del Lazio, e anche Livia Turco e Andrea Orlando, presenti a questa tappa,  definiscono "l'unica figura che può salvare il partito e dargli un futuro prendendo scelte chiare e parlando davvero a un prezzo del Paese senza rappresentanza". Come dire, se non vincerà la giovane neo dem, si apriranno altre strade per molti.

Al Vinile si trova un pezzo del Pd che sembrava essersi un po' perso, come ha detto l'ex ministra della Salute Turco. E sul palco Zingaretti non usa giri di p…

ROMA - "Elly è l'ultima possibilità di salvare il Partito democratico dagli errori di questa classe dirigente. Sarà la prima donna segretario di un nuovo Pd", dice Nicola Zingaretti dal palco di un locale dell'ostiense, tappa romana della candidata alla segreteria Elly Schlein. La sinistra dem si ricompatta nell'ultima settimana prima del voto delle primarie per la scelta della nuova guida del Pd attorno a quella che il governatore del Lazio, e anche Livia Turco e Andrea Orlando, presenti a questa tappa,  definiscono "l'unica figura che può salvare il partito e dargli un futuro prendendo scelte chiare e parlando davvero a un prezzo del Paese senza rappresentanza". Come dire, se non vincerà la giovane neo dem, si apriranno altre strade per molti.

Al Vinile si trova un pezzo del Pd che sembrava essersi un po' perso, come ha detto l'ex ministra della Salute Turco. E sul palco Zingaretti non usa giri di parole per mettere sul piatto di queste primarie la vera posta in gioco: "Schlein è oggettivamente la candidatura che fa rimanere viva la speranza di un vero cambiamento. Non possiamo nascondere che le radici della nostra sconfitta sono anche frutto della incapacità di rappresentate il Paese. Io avrei preferito una costituente del Pd vera, ma abbiamo avuto paura di confrontarci anche tra di noi. Io farò di tutto perché finalmente il Pd abbia una donna alla guida della sua segretaria nazionale. C'è un Paese tradito che dobbiamo recuperare: noi siamo il partito della pace e della uguaglianza sociale. In una parola della sinistra".

Zingaretti torna sulle sue dimissioni da segretario dei dem e attacca l'attuale classe dirigente: "Oggi per me si chiude una ferita, che è iniziata con le mie dimissioni che erano una denuncia contro la degenerazione delle lotte interne. Una denuncia inascoltata. Adesso possiamo creare qualcosa di nuovo da qui, da una città nella quale, quando abbiamo combattuto, abbiamo sempre vinto. Con Elly si è aperta una grande e speranza. E lo dico anche in vista delle prossime regionali nel Lazio: non possiamo far tornare quelli di prima".

 Sul palco prende la parola l'ex ministra Turco, e anche per lei Schlein è l'ultimo treno del dem: "Una donna di un'altra generazione scende in campo: la sinistra non può rinascere se non da qui, da questa generazione della precarietà. Ho apprezzato la nettezza di Elly su lavoro e diritti e su una questione come il governo dell'immigrazione sulla quale il mio partito ha sbagliato. E poi diciamolo: io e tante compagne ci siamo sentite umiliate dalla prima presidente del governo donna, ma dobbiamo tornare ad essere orgogliose della nostra storia. Elly può riscattare le donne di sinistra dall'onta subita . E lo può fare con la forza del "noi" , della sorellanza".

Schlein chiudendo la sua tappa romana rilancia l'idea di un nuovo Pd: "Vedo qui un nuovo partito, quella casa che tante di noi cercavamo da tempo. È l'ora del noi, e non dell'io. Dobbiamo ascoltare chi ha smesso di credere in questo partito. Dobbiamo scegliere chi vogliamo essere, chi vogliamo rappresentare non è più il tempo dell'ambiguità. Tornare a parlare di diritti dove questi sono negati, dalla salute mentale al diritto all'istruzione . La sinistra deve ridare senso alle parole e tornare a farci riconoscere . Ci sono tre grandi temi che dobbiamo portare in giro per le città: contrasto alle disuguaglianze, lavoro di qualità contro il precariato e il jobs act, e piano industriale verde in tutti i settori dell'economia. Lottare contro un governo che nei primi cento giorni attacca i più deboli, poveri e immigrati. Che abbassa le tasse ai ricchi per dare meno sanità e scola pubblica ai cittadini. Un governo forte con i deboli, con gli ultimi. E a Bonaccini che dice che dobbiamo dare più soldi a chi ha contratti precari, rispondo: basta contratti precari".