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Ddl Autonomia, monta la protesta dei sindaci del Sud: "Pronti ad azioni eclatanti". E chiedono un incontro a Mattarella

Dopo gli appelli al capo dello Stato per farmare la riforma leghista di Calderoli, la convocazione a Chigi con il ministro Fitto è caduta nel dimenticatoio
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Il governo aveva fatto la mossa: c'era stata una convocazione ufficiosa da parte del ministro per il Sud Raffaele Fitto, poi l'appuntamento è finito nel dimenticatoio. Gli oltre duecento sindaci del Sud che a inizio anno avevano intasato la casella di posta del Quirinale chiedendo a Sergio Mattarella di tutelare l'unità nazionale contro il disegno autonomistico voluto fortemente dalla Lega masticano amaro. "Siamo pronti ad azioni eclatanti", promettono, senza anticipare nulla. Intanto adesso chiedono di essere ricevuti dal capo dello Stato.

C'erano primi cittadini anche di medie città come Catanzaro, Matera, Agrigento, sindaci di sinistra, destra, del M5S e di liste civiche. Un fronte trasversale, con anche alcune adesioni al nord di piccoli comuni come Casorezzo e Casalborgone.

"Ci richiamiamo agli articoli 2, 3 e 5 della Costituzione, che prescrivono 'l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, e…

Il governo aveva fatto la mossa: c'era stata una convocazione ufficiosa da parte del ministro per il Sud Raffaele Fitto, poi l'appuntamento è finito nel dimenticatoio. Gli oltre duecento sindaci del Sud che a inizio anno avevano intasato la casella di posta del Quirinale chiedendo a Sergio Mattarella di tutelare l'unità nazionale contro il disegno autonomistico voluto fortemente dalla Lega masticano amaro. "Siamo pronti ad azioni eclatanti", promettono, senza anticipare nulla. Intanto adesso chiedono di essere ricevuti dal capo dello Stato.

C'erano primi cittadini anche di medie città come Catanzaro, Matera, Agrigento, sindaci di sinistra, destra, del M5S e di liste civiche. Un fronte trasversale, con anche alcune adesioni al nord di piccoli comuni come Casorezzo e Casalborgone.

"Ci richiamiamo agli articoli 2, 3 e 5 della Costituzione, che prescrivono 'l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale', la 'pari dignità di tutti i cittadini' e la natura 'indivisibile' della Repubblica. Chiediamo al presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non approvare una riforma così divisiva che rischia di commissariare l'unità nazionale. Quella Repubblica Italiana alla quale noi sindaci abbiamo giurato fedeltà e per la quale molti cittadini, del Sud come del resto d'Italia, hanno dato la vita", scrive l'Associazione Sindaci del Sud Italia - Recovery Sud, appena costituita e che presto si presenterà ufficialmente ai media.

La misura urgente da varare non è l'autonomia: "Chiediamo piuttosto un piano straordinario che preveda assunzioni nei nostri Comuni, impoveriti da anni di tagli e federalismo fiscale, l'attuazione della perequazione infrastrutturale, prevista a Costituzione, e una strategia seria di attrazione degli investimenti nelle nostre aree industriali. L'emergenza è il Sud, non l'autonomia differenziata".