Chi è Delmastro, dal convegno pro-Mussolini ai vertici della Giustizia: l'ascesa del meloniano doc
di Paolo Berizzi , di Paolo Berizzi“Io nuovo Sofri del 2000”. A parlare, all’inizio del terzo millennio, è Andrea Delmastro Delle Vedove. Perché e in che occasione Delmastro – oggi sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni - si paragona a Adriano Sofri, l’ex leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere come mandante dell’omicidio di Luigi Calabresi? La risposta è in quell’anno: il 2000.
Il biellese Delmastro, all'epoca dirigente di Azione Giovani, guida un’irruzione ad un convegno sul Novecento in università a Biella: ospite relatore è lo storico Giovanni De Luna, docente dell'università di Torino. Delmastro e i camerati salgono sul palco e interrompono la lezione. E’ proprio lui, Delmastro, a stendere uno striscione: "Vogliamo una scuola libera e pluralista", c’è scritto.
Il blitz – il giovane leader missino lo rivendica a nome di Azione studentesca, di cui all…
“Io nuovo Sofri del 2000”. A parlare, all’inizio del terzo millennio, è Andrea Delmastro Delle Vedove. Perché e in che occasione Delmastro – oggi sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni - si paragona a Adriano Sofri, l’ex leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere come mandante dell’omicidio di Luigi Calabresi? La risposta è in quell’anno: il 2000.
Il biellese Delmastro, all'epoca dirigente di Azione Giovani, guida un’irruzione ad un convegno sul Novecento in università a Biella: ospite relatore è lo storico Giovanni De Luna, docente dell'università di Torino. Delmastro e i camerati salgono sul palco e interrompono la lezione. E’ proprio lui, Delmastro, a stendere uno striscione: "Vogliamo una scuola libera e pluralista", c’è scritto.
Il blitz – il giovane leader missino lo rivendica a nome di Azione studentesca, di cui all’epoca responsabile nazionale era Giorgia Meloni - è in linea con la mozione dell'allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace sui libri di testo scolastici: mozione di cui Delmastro fu uno degli ispiratori. In sostanza: si contestavano le fonti di ricerca e di didattica e alcuni libri, tra cui quelli di De Luna. Ma tant’è: i Ds parlarono di “azione squadrista”. Delmastro la rivendicò definendosi il "Sofri del 2000".
“Ho contestato dalla parte dove stava Sofri nel ‘68”, spiega il leader che guidò l’irruzione a Città Studi. “Ho chiesto a De Luna ragione della mistificazione sulle foibe e degli errori nei libri di testo…”. Parole che oggi – a partire dal paragone con Sofri – suonano quasi beffarde, nel pieno del caso dell’anarchico Cospito.
Allora Delmastro era agli inizi della sua carriera politica. Segretario provinciale del Fronte della Gioventù, poi appunto Azione Giovani; quindi diventerà consigliere provinciale, poi comunale, poi assessore sempre a Biella. Altre numerose candidature, qualche flop fino all’elezione alla Camera nel 2018.
Avvocato penalista, 46 anni, fedelissimo meloniano. Diventa responsabile Giustizia di FdI e quindi sottosegretario. Il numero due del ministro Nordio. Ma è sempre spulciando nella parte tenuta in ombra del curriculum di Delmastro che si scoprono altre vicende interessanti.
Nel 2004 Delmastro finisce ancora sui giornali locali a Biella: è ritenuto dalla Digos tra gli autori di un pestaggio in un parco pubblico al termine di un comizio di Giorgia Meloni a sostegno delle liste di An per le elezioni amministrative e europee. Vittima: un giovane colpevole di avere mostrato un’immagine di Che Guevara. Delmastro finisce a processo insieme all’altro presunto picchiatore, Giovanni Proietti, vecchio militante missino. Verrà assolto.
L'inclinazione "muscolare" del politico biellese è però rimasta. Così come sono agli atti le sponde con l'estrema destra. A settembre 2019 Delmastro è ospite applauditissimo alla festa nazionale di CasaPound a Verona dove parla di "Polveriera Libia".
Con la galassia dell’ultradestra l’avvocato penalista ha un atteggiamento affatto ostile. Sin dall’inizio degli anni ’90. Nel 1992 è lui che organizza a Biella un convegno con ospite lo storico negazionista inglese David Irving: uno che definisce i campi di sterminio una “invenzione” e che da anni sproloquia sulla “bugia dell’Olocausto”.
L’attivismo culturale del futuro sottosegretario partorisce un’altra iniziativa nel 2002: con un’associazione da lui coordinata Delmastro mette in piedi un convegno dal titolo “Mussolini uomo di pace” (ospite Guido Mussolini). La tesi sostenuta è riassumibile così: il duce era un uomo contrario alla guerra, guerra nella quale fu trascinato da Hitler.
A Mussolini e alla marcia su Roma Delmastro dedica un post celebrativo su Fb: è il 28 ottobre 2011. “M. il Mondo lo ha conosciuto e per esso ha conosciuto l’Italia”. Un anno prima aveva omaggiato Leon Degrelle detto “il figlio illegittimo di Hitler” postando una sua citazione: “Si è molto più pronti ad ascoltare gli istrioni che i messaggi dei cuori retti. Tuttavia i cuori puri vinceranno. Saranno soltanto gli idealisti a cambiare il mondo”.
Di Delmastro si parla oggi perché ha rivelato al vicepresidente del Copasir, Donzelli, intercettazioni riservate sul caso Cospito. Ma chi lo conosce da anni fa notare che di altri gesti avventati fu protagonista. I post di cui sopra ne sono un esempio. C’è infine una vecchia immagine seppiata che chiude il cerchio: con l’irruzione all’università, con certe simpatie, con l’attenzione giovanile per il revisionismo/negazionismo.
Nel 1998 Andrea Delmastro, rappresentante di istituto al lieo classico – siamo sempre a Biella - bruciò davanti alla scuola dei libri di storia “sgraditi”. In primis l’odiato (da lui) Camera Fabietti. Libri che, appunto, secondo il futuro avvocato e sottosegretario alla Giustizia, non offrivano un’interpretazione corretta della storia del ‘900. Forse era già tutto scritto lì.