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Rivelazioni su Cospito, Donzelli (FdI) nella bufera: “Il Pd sta con la mafia”

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Il racconto del parlamentare alla Camera sull’anarchico e sulle sue dichiarazioni ai compagni di cella travolge Fratelli d’Italia. Le opposizioni: “Si dimetta dal Copasir”. Oggi riferirà il ministro Nordio
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ROMA - Chi ha passato le carte al vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli con cui ha costruito il suo attacco alla sinistra sul caso di Alfredo Cospito? "Documenti che sono presenti al ministero della giustizia", aveva premesso nel corso del suo intervento ieri mattina, prima di citare le intercettazioni tra l’anarchico e un camorrista e quelle con un affiliato alla ‘ndrangheta rinchiusi nel carcere di Sassari al 41 bis. "Sono consultabili da qualsiasi deputato. Sono stati consegnati dal Dap. Se mai avessi usato il Copasir mi sarei dovuto dimettere", si difenderà alle tre del pomeriggio. Montecitorio è una bolgia. L’opposizione attacca, pretende chiarezza, invoca le dimissioni. In serata il ministro Carlo Nordio chiede al capo di gabinetto di via Arenula, Alberto Rizzo, di ricostruire con urgenza l’intera vicenda.


Le dieci del mattino. La Camera è convocata per istituire la nuova commissione antimafia. Prende …

ROMA - Chi ha passato le carte al vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli con cui ha costruito il suo attacco alla sinistra sul caso di Alfredo Cospito? "Documenti che sono presenti al ministero della giustizia", aveva premesso nel corso del suo intervento ieri mattina, prima di citare le intercettazioni tra l’anarchico e un camorrista e quelle con un affiliato alla ‘ndrangheta rinchiusi nel carcere di Sassari al 41 bis. "Sono consultabili da qualsiasi deputato. Sono stati consegnati dal Dap. Se mai avessi usato il Copasir mi sarei dovuto dimettere", si difenderà alle tre del pomeriggio. Montecitorio è una bolgia. L’opposizione attacca, pretende chiarezza, invoca le dimissioni. In serata il ministro Carlo Nordio chiede al capo di gabinetto di via Arenula, Alberto Rizzo, di ricostruire con urgenza l’intera vicenda.


Le dieci del mattino. La Camera è convocata per istituire la nuova commissione antimafia. Prende la parola Giovanni Donzelli, il fedelissimo di Giorgia Meloni. Cita stralci del retroscena di Repubblica secondo cui l’anarchico che da ottobre sta facendo lo sciopero della fame, e per il quale Nordio ha confermato il carcere duro, "sta usando la mafia per fare recedere lo Stato dal 41 bis". Quindi cita due intercettazioni che dimostrano la battaglia dei mafiosi. Una del 28 dicembre 2022 tra Cospito e Francesco Presta, definito "killer di rara freddezza della ‘ndrangheta". "Mantieni l’andamento, vai avanti", gli dice Presta. L’altra del 12 gennaio tra Cospito e un uomo dei clan dei casalesi, Francesco Di Maio: "Pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato".

"Quel giorno non è l’unico incontro che ha avuto Cospito", denuncia Donzelli, mentre Giorgio Mulé di Forza Italia, che presiede l’aula, lo invita più volta a concludere. Donzelli ignora il richiamo: "Mentre parlava con i mafiosi Cospito parlava anche con i pd Serracchiani, Verini, Orlando, Lai che andavano ad incoraggiarlo nella battaglia. Stanno con lo Stato o coi terroristi e la mafia?". L’accostamento provoca la rivolta della minoranza. Il Pd non ha mai chiesto di revocare il 41 bis. "Le sue parole false hanno una rilevanza penale", reagisce l’ex ministro Orlando. Cosa cela l’affondo di Donzelli? È una mossa populista. Sembra dire, quelli del Pd vanno in carcere a trovare un capo anarchico che sfida lo Stato.

Inoltre, per avere le notizie con cui ha costruito la sua equazione serve un accesso agli atti. "Deve dimettersi dal Copasir, perché con uno come lui nessuno può sentirsi al sicuro", dichiara il vicesegretario Pd, Peppe Provenzano. "Come le ha avute?", chiedono Federico Fornaro e Riccardo Magi. Maria Elena Boschi evoca l’aiuto del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. I due dividono lo stesso bilocale, a Monti. Delmastro ai microfoni di Fanpage.it ammette di avergliene parlato: "Ma non c’è nulla di secretato".
Meloni tace. Forza Italia è in imbarazzo. Si discute per dieci ore.

Quelli di FdI chiedono l’intervento del presidente di turno nel pomeriggio Fabio Rampelli, affinché strigli chi ha dato dell’"analfabeta istituzionale" a Donzelli. "Non è un’ingiuria", taglia corto Rampelli, l’uomo accusato dai meloniani di correntismo, e commissariato proprio da Donzelli. Faida nella faida. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana convoca il gran giurì. Donzelli dice ai giornalisti in Transatlantico: "Pensate se l’avessimo fatto noi andando a trovare esponenti di destra al 41 bis. Il Pd ha fatto una stupidata". A sera spunta il video di Meloni sui cento giorni, che in molti leggono come un tentativo di distrarre l’attenzione. Oggi alle 16 Nordio riferirà alla Camera. Gli anarchici annunciano un presidio.